Hot Press [06-06-2018]

Si sono trovati a confrontarsi con tragedie e dolore, ma con un altro album al numero uno e un trionfale tour mondiale che sta per arrivare a Dublino, la vita non è poi così male per i Killers. Tom Petty, Kanye West, Frank Ocean, Trump, lo spirito infaticabile di Las Vegas, entrare nel guardaroba di Elton John, e momenti magici per la band sono tutti argomenti all’ordine del giorno nella chiacchierata tra Ronnie Vannucci e Stuart Clark

“Ho un vago ricordo. Speriamo di piacere un po’ di più in Irlanda adesso!”

Ronnie Vannucci ride quando gli ricordo della sua prima intervista con Hot Press, dietro al palco New Band durante l’Oxegen festival del 2004. Stavamo facendo quattro chiacchiere quando un tipo un po’ troppo brillo, che era riuscito ad intrufolarsi nell’area artisti, si era avvicinato e aveva biascicato, “Chi siete? The Killers? Mai sentiti nominare… ma scommetto che fate schifo!”

Cinque album numero uno, innumerevoli premi, ruoli da headliner in festival come Glastonbury e l’Isle of Wight e più di 22 milioni di album venduti più tardi, e il vecchio Signor Ubriaco Ubriacone ha dimostrato di avere avuto torto marcio. “Non voglio sembrare troppo pieno di me, ma quello che faccio per vivere – e il livello a cui lo facciamo – mi sembra naturale e confortevole,” riflette Ronnie prima di aggiungere: “Ciò non vuol dire che non ho più momenti in cui mi viene da pizzicarmi e chiedermi, ‘Che cazzo sta succedendo qui?’.”

L’ultimo di questi momenti è stato ad Aprile, quando i Killers hanno suonato ‘American Girl’ e un pezzettino di ‘Freefallin’’ in onore di Tom Petty alla cerimonia di induzione alla Rock and Roll Hall of Fame a Cleveland.

“Quando abbiamo sentito che era morto è stato come se qualcuno ci avesse pugnalato al cuore,” Brandon ha detto al pubblico. “La sua musica non morirà mai e siamo grati di quello che ha fatto, e vorrei che potessimo dirglielo di persona.”

Annuendo in accordo Ronnie dice: “Bisogna sfruttare ogni occasione per porgere rispetto a qualcuno come Thomas Earl Petty. Trovarsi nella posizione in cui ti vengono chieste queste cose è la ciliegina sulla torta per me. Nonostante l’ovvia tristezza, è stata una serata divertente. Una volta, quando sono stato a Los Angeles per qualche mese, io e un bassista saremmo dovuti andare a casa di Tom e lavorare su qualche canzone. Ero super contento di poter fare una jam session con lui, ma alla fine la cosa non si è mai realizzata. Però ho incontrato qualche componente degli Heartbreakers, e tutti loro ne parlano molto bene.”

Se mai ci dovesse essere qualcuno a cui una band giovane può ispirarsi e pensare, “Ecco come si fanno le cose con grazia e dignità per 40 anni!” quello è Tom Petty. “Il suo barometro per la qualità era sempre ben calibrato,” dice Ronnie concordando. “Ce l’aveva nel sangue. Scrivere da soli nuovi meritevoli capitoli della propria carriera non è semplice, ma lui ci è riuscito. Il fatto che Jeff Lynne, George Harrison, Bob Dylan e Roy Orbison lo abbiano tutti voluto nei Travelling Wilburys dice tutto.” Immagino che Brandon sia stato agitatissimo più tardi quella sera quando ha presieduto all’induzione dei Cars, una band di cui ha sempre parlato benissimo con Hot Press, alla Hall of Fame.

“È proprio così! Nutre un profondo rispetto per Rik Ocasek e gli altri dei Cars, ma in questa occasione è riuscito a trattenersi. Quella band rappresenta probabilmente una delle nostre influenze più importanti e, contrariamente a quanto si dice, è bello incontrare i propri eroi. Sarebbe stato meglio se ci fosse stato anche Ben Orr, ma sfortunatamente l’abbiamo perso otto anni fa.”

Ronnie è rimasto anche sbalordito quando è entrato nel guardaroba con Elton John, che, come è noto, aveva inviato copie di Hot Fuss a tutti i suoi amici come regalo di Natale quando i Killers erano agli inizi.

“Sai, è stato molto più divertente di quanto mi sarei aspettato,” sottolinea. “Elton è una persona di spirito e ha senso dell’umorismo. Siamo stati con lui ad Atlanta e mi ha fatto fare un tour del suo guardaroba, che è talmente grande da poterci passeggiare attorno. C’erano tipo 300 maglioni stile Bill Cosby lì dentro. Abbiamo tutti scherzato sulla sua vivace collezione di vestiti di Armani! Di recente è stato un onore rifare ‘Mona Lisa And Mad Hatters’, che è una delle mie canzoni preferite di Elton e Bernie Taupin, per l’album Revamp.”

E, ahem, è davvero una cover ‘killer’. Adoro la storia su Elton che è andato dritto da una sessione di registrazione a Los Angeles con Engelbert Humperdinck ad un’altra con Eminem.

“Non voglio mettere in giro voci,” Ronnie dice imperturbabile, “ma non si vedono mai Eminem e Engelbert Humperdinck assieme nella stessa stanza. Sono piuttosto sicuro che siano la stessa persona… Basta passare un minuto in compagnia di Elton per capire che gli piace la musica di qualsiasi tipo.”

Non tutti gli incontri celebri di Ronnie sono stati così conviviali.

“Ero in un ristorante a Dublino con Kanye West – non faremmo mai un barbecue assieme o cose simili, ma è sempre stato gentile con me. Stavamo parlando quando è arrivato Frank Ocean, che era nuovo nella scena, con cinque o sei altre persone. Lo avevo incontrato un’altra volta prima, così sono andato per salutarlo e una delle sue guardie del corpo mi ha fermato con la mano. La cosa divertente è che sei mesi dopo abbiamo curato un festival a cui Frank aveva chiesto di partecipare e così gli ho detto, ‘L’unico modo per partecipare è che lasci quelli della sicurezza a casa o in hotel. Non puoi portarli con te.’”

Ma data la stagione delle piogge a Marzo in Paraguay, l’attuale tour mondiale per Wonderful Wonderful avrebbe potuto avere una fine tragica.

“Sì, Brandon è caduto dal palco al festival Asuncionico – ovviamente c’è un video di questo su YouTube,” Ronnie dice facendo l’occhiolino. “È stata una bella caduta, ma per fortuna era stata una giornata particolarmente piovosa e quindi è atterrato nel fango. Se il terreno fosse stato solido, staremmo qui a raccontare una storia diversa. La parte del tour in Sud America è stata bellissima. I livelli di pazzia in quella parte del mondo sono piuttosto elevati: non hanno paura di dimostrare il loro amore!”

Nonostante i Killers siano senza dubbio una delle più grandi band del mondo, Ronnie dice, “La positività, l’ambizione, la fame che avevamo quando abbiamo iniziato non è diminuita in alcun modo. Sento che abbiamo ancora molto da fare – il pozzo non è ancora assolutamente asciutto. Mi sento privilegiato a stare dove sono. Poter vivere facendo qualcosa che amo da quando ho ricordi è oltre ogni sogno. Continuare ad andare avanti mi sembra una cosa naturale.”

Un grande concerto a Las Vegas è di solito un modo per celebrare i Killers, ma è stato con la morte nel cuore che si sono aggiunti a Imagine Dragons, Boyz II Men, David Copperfield, Penn & Teller e al Cirque du Soleil alla T-Mobile Arena, prima di Natale, per raccogliere fondi per le vittime del massacro del Mandalay Bay.

“È stato difficile,” dice Ronnie quasi sussurrando. “Las Vegas è ed è sempre stata una città resiliente. Si è adattata ai cambiamenti e alle diversità e agli alti e bassi. Non sono sorpreso di quanto le persone siano riuscite a rialzarsi dopo quello che è successo. Allo stesso modo non sono sorpreso dal modo in cui le persone hanno risposto e agito: sono molto orgoglioso di quelli che erano lì e hanno aiutato i feriti. Ho sentito delle storie di gesta eroiche. Anche se è sicuramente la cosa peggiore mai successa a Las Vegas in vita mia, le qualità migliori delle persone sono venute fuori.”

Ho capito i poteri salvifici del rock ‘n’ roll’s quando ho visto gli U2 suonare al primo grande evento post 11 Settembre al Madison Square Garden. New York era ferita e Bono & Co. l’hanno aiutata a trovare un po’ di luce nelle tenebre.

“La musica ha potere,” dice Ronnie concordando con me. “Il tipo, che aveva un ovvio disturbo mentale, ha fatto fuoco in un festival di musica country, ma sarebbe potuto essere un qualsiasi concerto in una qualsiasi città. Non si sa mai quale sarà l’obiettivo. Tengo per me le mie credenze politiche, ma dirò questo: non c’è nessun motivo per cui si possa comprare quel tipo di armi. Potremmo trarre beneficio da un processo di controllo maggiore e più stringente quando si parla di armi. Cazzo, è più difficile fare la patente o comprare una birra.”

Come hanno trovato l’America di Trump quando sono stati in tour all’inizio dell’anno?

“Credo che le persone stiano semplicemente guardando quello che succede. Non mi sento qualificato a parlare per l’intera nazione, ma indipendentemente da quale parte tu stia non si possono togliere gli occhi da quello che succede ogni giorno.”

Passando a qualcosa di più positivo, i Killers torneranno a Dublino il 26 Giugno per una grande festa all’RDS.

“Siamo felici che i Franz Ferdinand suoneranno con noi,” Ronnie dice entusiasta. “Mi sono sempre trovato bene con loro. Abbiamo suonato assieme a Dicembre a Portland e sono stati fantastici. Adesso mi trovo a pensare, ‘Merda, come facciamo a salire sul palco dopo di loro?’”

Chi vincerà nella battaglia dell’eleganza sartoriale: Brandon o Alex Kapranos?

“Oh, non farmi prendere posizione!” Ronnie dice ridendo. “Quello che dirò però è che vedrete due dei più grandi frontman del rock ‘n’ roll all’apice delle loro abilità!”

Il loro concerto all’RDS è sulla scia della pubblicazione, la settimana precedente, del Career Vinyl Box, un mostro da 10 dischi, che, se dovesse arrivare sul tappetino di casa mia, verrebbe sicuramente accolto con amore.

Con questa pubblicazione i Killers raggiungono un’altra pietra miliare della loro carriera, ma Ronnie ha in mente i tre momenti più “Che cazzo sta succedendo?”?

“Potrei elencarti i primi 40,” conclude. “La possibilità di aver fatto quella cosa per la Rock and Roll Hall of Fame sta sicuramente lì in alto. Mi sono dimenticato di dire che c’erano anche i Dire Straits, anche se senza Mark Knopfler, e che mi sono fatto una foto con Jon Bon Jovi. Sul nostro twitter è stata descritta come ‘Ron Jovi’. Questo tour in generale è stato fantastico. Non eravamo sicuri di come sarebbe andato visto che Mark e Dave non sono con noi, ma eccomi qui a Perth, Australia in procinto di suonare per un’arena tutta esaurita. È fantastico! Se andiamo indietro nel tempo, aprire per gli U2 durante il Vertigo Tour è stato piuttosto sconvolgente, come lo è stato essere invitati a suonare alla Casa Bianca da Barack Obama. Come ho detto, è stato un privilegio.”

Fonte // Hot Press

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