NME [12-10-2018]

Il chitarrista lancia il suo progetto solista, intitolato Keuning, e dice che spera di tornare di nuovo al lavoro con i Killers

Dave Keuning, il chitarrista dei Killers, ha annunciato i dettagli del suo primo album solista, intitolato ‘Prismism’.

Il chitarrista dice che il progetto ha “risvegliato la parte creativa in me” a seguito degli estenuanti impegni in tour con i Killers. Esausto e pronto a “fare un passo indietro per un secondo”, Keuning si è preso una pausa dalla vita in giro per il mondo quando la band ha iniziato il ‘Wonderful Wonderful’ world tour tra il 2017 e il 2018. Ha passato più tempo con suo figlio e si è ritrovato a scrivere canzoni nella sua casa a San Diego. Il risultato è un album di 14 tracce che sono “tutte diverse dal punto di vista stilistico” e hanno permesso a Keuning di accelerare la spinta creativa.

Keuning parla della libertà nella creazione della propria musica, suonare con gli Smashing Pumpkins, quanto i fan possono sperare di aspettare il prossimo album dei Killers e le sue speranze di lavorare di nuovo con la band.

Dal punto di vista dei testi, cosa ti ha ispirato mentre realizzavi questo album?
In realtà sono cose che mi sono venute naturali. Molti ci leggeranno questo o quel significato. Alcuni parlano della mia vita, altri sono completamente inventati, e altri ancora sono nati per far rima con il verso precedente. È stata la prima volta che mi sono ritrovato a scrivere testi, ma mi è venuto piuttosto naturale.

Puoi rivelare quale canzone o canzoni sono un po’ più personali?
È tutto personale ma…dato che non mi piace spiegare nel dettaglio, direi che ogni canzone ha più significati. A volte un verso parla di una cosa e quello dopo di un’altra completamente diversa. O parlo della situazione del mondo attuale per un paio di versi perché magari erano successe delle cose folli e tutti i telegiornali ne parlavano, e la cosa mi aveva turbato. Se avevo bisogno di finire un testo prendevo queste cose come riferimento.
Quindi è un po’ schizofrenico da questo punto di vista. ‘The Queen’s Finest’ affronta molti temi diversi ma molti non lo capiscono. E non parla della Regina, questo te lo posso confermare.

Quali, diresti, sono le maggiori similitudini e differenze tra il sound e l’atmosfera di questo album e la musica dei Killers?
Beh in questo album faccio tutto io, l’ho fatto a casa mia e ho preso io tutte le decisioni, cosa che ho dovuto fare visto che ero da solo. E poi ho coinvolto questo produttore che conosco, Brandon Darner, i cui crediti includono gli Imagine Dragons, e mi ha dato il suo parere sugli arrangiamenti e sulle cose tipiche su cui lavora un produttore. Ho registrato la maggior parte delle tracce a casa. Ho fatto tutto ciò che volevo.
Ovviamente con i Killers bisogna fare dei compromessi con altre tre persone, ognuno vuole che la canzone sia qualcosa di diverso e magari dare una direzione diversa alla musica. E ci sono molte canzoni che ho provato a pensare se potessero fare parte di un album dei Killers. Molte no – alcune forse sì – ma credo che la maggior parte non potrebbe.

Qual è il motivo principale, dal punto di vista dello stile musicale?
Alcune starebbero bene in un album dei Killers, ma hanno tutte uno stile diverso. Mi piace moltissimo il modo in cui band come Led Zeppelin e Smashing Pumpkins fanno musica totalmente diversa. È il modo in cui vivo io; ho canzoni acustiche, altre trascinate dalle tastiere, altre ancora dove la chitarra è più prominente e alcune di quelle starebbero bene in un album dei Killers, probabilmente. Ma questo è ciò che ho messo insieme e credo…non ho l’opportunità di suonare le tastiere nei Killers, quindi in quelle canzoni ho esplorato quanto fosse divertente suonare tutte le tastiere che avevo in casa ma che non avevo ancora avuto l’opportunità di suonare.

E non si tratta degli altri membri della band che dicono, “No, non puoi suonare la tastiera”? O piuttosto che il tuo ruolo è quello che ti si addice di più nella band? O c’era delle differenze creative?
Credo che la prima ipotesi sia quella giusta. Mi sono sempre sentito un po’ a disagio nel fare sentire loro le mie parti alla tastiera perché non sono il tastierista. Allo stesso modo non voglio suonare il basso perché Mark è un bravissimo bassista. Ma quando ti ritrovi a lavorare sul tuo album puoi finalmente suonare anche quegli strumenti.

Com’è stata l’esperienza dei Killers in tour senza di te per l’ultimo album? Ti ha fatto mancare la vita in tour?
Innanzitutto è stata una cosa necessaria per loro. Hanno dovuto scegliere tra…è l’unico modo in cui potevano andare in tour. Volevano andare in tour e io non potevo prendermi la responsabilità di stare via così tanto. Quindi si è trasformata in una situazione tutto-o-niente. A volte mi sono sentito come lasciato in disparte. E mi sono reso conto che mi mancava suonare dal vivo. Mi è sempre piaciuto suonare ai concerti, non è mai stato quello il problema. Mi mancano tantissimo i concerti, i fan e ad essere onesto è il motivo per cui sto facendo tutto questo. Voglio tornare là fuori e suonare concerti ma con un calendario che non sia così impietoso. E poi ho almeno un po’ di controllo sul quando e il dove.
Ma voglio tornare là fuori…non volevo stare in tour per un anno e mezzo, ma neanche ritirarmi dalle scene. Mi piace ancora suonare ed è anche per questo che ho fatto l’album. Ovviamente potrei ancora suonare con i Killers in futuro, potrei farlo anche la settimana prossima per quanto ne so – tutto è possibile – ma l’ultimo tour richiedeva di essere sicuri al 100% e non potevo farlo.

Ci sono state conversazioni sul tuo coinvolgimento per il prossimo album? O sulla direzione che prenderanno?
Non abbiamo parlato molto ma sono nelle primissime fasi della realizzazione del prossimo album. Intendo proprio l’inizio inizio. Non ho idea di quando sarà pronto. Ma sto mandando qualche idea e potrei registrarne una parte con loro, ma è ancora presto per dire con sicurezza quello che succederà.
Credo che vogliano pubblicarlo abbastanza presto ma, il tempo vola e all’improvviso è già passato un anno senza che niente sia stato fatto. Non posso parlare per loro e dire quanto ci vorrà. Ma credo che vogliano pubblicarlo molto prima di – non un periodo di tre o quattro anni – ma probabilmente…non so…credo il prossimo anno.
È questo che è successo con l’ultimo album. A volte ci vuole un anno e mezzo per fare un album, ed è un periodo piuttosto lungo per fare avanti e indietro tra lo studio e casa. Vedremo. Forse. Vedremo quello che succede. Potrei sicuramente essere coinvolto nella realizzazione. È troppo presto per dire quanto coinvolto – i fan probabilmente sono curiosi di sapere quanto lo sarò – non ne ho idea, potrebbe essere molto, poco o anche niente. Ma sto già mandando idee e vorrei essere coinvolto.

E come ti sentiresti se nel nuovo album dei Killers non ci fosse niente di quello a cui hai contribuito?
Non so. Voglio dire, l’ultimo album è stato strano per me. Ci ho lavorato per circa un anno, forse anche un anno e mezzo, volando avanti e indietro – not consecutivamente – per qualche settimana, poi tornavo a casa, poi ritornavo per un’altra settimana. Questo continuo avanti e indietro alla fine mi ha stancato perché non avevo idea di cosa stesse succedendo o di quando sarebbe stato pronto. Quindi avevo delle sensazioni strane riguardanti quell’album. Ma non so. Credo che ci penserò quando sarà il momento di farlo.

Ti senti ancora vicino ai membri dei Killers? C’è animosità fra di voi?
Non c’è animosità, siamo come fratelli che a volte passano un bel po’ di tempo senza parlarsi. Ma siamo comunque sempre, in qualche modo, connessi.

Tu e Mark siete di recente saliti sul palco con gli Smashing Pumpkins per le celebrazioni dei loro 30 anni di carriera. Com’è lavorare con loro? Hai un buon rapporto?
Sono dei bravi ragazzi. A volte le persone dicono cose strane su Billy [Corgan]. Io posso solo parlare in base alla mia esperienza. È sempre stato gentile con me. Questo è l’unico mio riferimento. Mi piacciono molto. E sono stato assolutamente onorato che abbiano chiesto a me e Mark di farlo, perché quando ero alle superiori mi esercitavo alla chitarra con le loro canzoni. È stato un grande avvenimento per me. Ero super entusiasta.

Credi che lo rifarai di nuovo?
Perché no. Se mi chiedessero di suonare in una canzone, probabilmente lo farei di nuovo. Sicuramente non avrebbero bisogno di me per registrare un album in studio. Ma piacerebbe che lo facessero loro con il mio un giorno. Sto pensando ad alta voce – non c’è niente in programma.

Con il tuo progetto solista, come ti senti ad essere al centro dell’attenzione come cantante? È un esperienza snervante o un sollievo poterlo finalmente fare?
Un po’ e un po’. Ho già detto a qualcuno che tutti probabilmente pensano, “Oh, Dave, ha sempre voluto fare il cantante” e, “Ha lasciato la band per diventare…” no, non è esattamente così. In realtà non volevo andare in tour, quindi ho avuto molto tempo libero e ho fatto un album. All’inizio non c’era la parte vocale. In realtà ho pensato che avrei trovato qualcun altro che cantasse. Ma poi, sai, immerso nella musica, con un computer e un microfono, delle canzoni che hanno bisogno della parte vocale e io lì a portata di mano. Così ci ho provato giusto perché era più conveniente così. E poi sono canzoni mie; ci sei attaccato sentimentalmente e ti preoccupi di come saranno il testo e le melodie se qualcun altro arrivasse a metterci mano.
Non posso dire se sono o meno un buon cantante ma almeno sono riuscito a controllare la melodia, ed è stato divertente. E ho fatto del mio meglio. Non mi piace necessariamente fare il frontman ma sarà questo il mio ruolo nel progetto…perché almeno così posso produrre musica molto più velocemente, quando voglio senza dover aspettare qualcun altro per i testi o altro.

Credi che il progetto Keuning avrà un lungo futuro?
È una cosa che farò sempre da qui in avanti. Mi pento tantissimo di non averlo fatto prima, tipo 10 anni fa. La mia vita è stata piuttosto caotica negli ultimi dieci anni e alla fine ho avuto bisogno di questa pausa per trovare di nuovo il mio centro e non stare in tour, e fare un passo indietro. Finalmente ho sentito il desiderio di fare un album. E appena ho iniziato si è riaccesa la mia parte creativa. È come se, una volta iniziato con una canzone, non volessi più fermarmi. E credo di sentirmi ancora così.
Ovviamente spero di tornare a suonare con i Killers ma continuerò questo progetto in parallelo – indipendentemente da quello che succederà con i Killers. La ragione principale è che lo faccio a casa, quindi posso sempre registrare a casa e se i Killers vogliono usare parte delle musiche, a me va benissimo. Se invece non vogliono pubblicherò da solo. Ho già molte altre idee di canzoni già in lavorazione. Adesso che ho fatto il primo passo, mi sto divertendo.

Fonte // NME

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