GQ [11-2006]

Anglofili di Las Vegas con un forma mentis aziendale e un frontman Mormone pienamente appagato, i Killers dalle vendite multiplatino difficilmente rappresentano il vostro prototipo di gruppo rock americano. Ma sono i migliori.

Le ragazze stanno strillando. C’è un Killer nella piscina. Non solo uno, ma tre Killers, tutti variamente sbronzi dopo un’intera serata dedicata ai cocktail.

C’è Ronnie Vannucci, il batterista, che ha causato l’inizio degli strilli spogliandosi fino a rimanere in mutande. Il cantante, Brandon Flowers, ha scelto di tenere il suo equipaggiamento – lui è quello magro con il baffo furbo. Poi c’è Dave Keuning che si toglie la maglietta. Keuning è il chitarrista. Lo potete distinguere dai pantaloni stretti e dai capelli ricci.

È più o meno mezzanotte quando tutti e tre prendono la rincorsa e saltano in acqua. Dovreste aver sentito l’esultanza crescere intorno al bar. Velocissime, due ragazze qualsiasi li raggiungono, e adesso stanno tutti schizzando acqua per le videocamere, ridendo istericamente tra coriandoli di applausi, luci da disco e flash. Non c’è festa nel mondo che non possa essere migliorata gettando alcune rock stars in una piscina, e questa non è un’eccezione. Il bordo della piscina è stato monopolizzato da gente che punta la fotocamera del telefonino verso l’acqua.

Ma l’Hollywood Roosevelt Hotel ha le sue personali regole sul saltare in piscina – ovvero “non si fa” e “soprattutto non se siete strapieni di mojito e di quei piccoli gamberetti che girano nei vassoi”. Così il divertimento ha vita breve. Il modo in cui la squadra della sicurezza arriva assumendo il controllo della festa avrebbe potuto farvi pensare che fosse una situazione di vita o di morte riguardante un bambino e non un gruppo di rocker inzuppati che continuano a ridere.

La piscina è chiusa, gente. Voi ragazzi, dovete uscire. Adesso!

Questa scena non è in programma. A nessun punto nell’agenda si menzionano idioti e piscine. Tutto ciò che la Island Records aveva in mente era un listening party ufficiale per il secondo album dei Killers, Sam’s Town – una cosa civile in cui alcune centinaia di amici, indie e adulatori dell’industria potessero chiacchierare con i ragazzi sul tetto dell’hotel e godere il nuovo album sopra qualche antipasto. Ed era cominciato in modo abbastanza promettente. Il luogo era ben affollato prima che la band uscisse, e fremeva per l’aspettativa. Non stavamo solo per vedere la band più calda in circolazione, il cui album di debutto del 2004 ha guadagnato il tre dischi di platino, e i cui fan includono U2, Elton John, Morrissey e Pet Shop Boys. Stavamo anche per sentire il loro secondo album, un disco che Flowers, il loro presuntuoso cantante Mormone – quattro parole che non si sentono molto spesso – insiste nel definire “uno dei migliori album degli ultimi 20 anni. Sono serio. Niente tocca quest’album“.

L’affermazione di Flowers è probabilmente la più alta lode che l’album abbia ricevuto fino ad oggi. Ci sono stati alcuni più modesti eventi di ascolto a New York un paio di settimane fa dove i giornalisti hanno riferito di aver sentito le stesse liriche enunciate da Brandon Flowers, lo stesso tentativo di fare rock indie da inno. Alcuni scrittori hanno sentito sfumature di Bowie e Peter Gabriel, altri di Bruce Springsteen. Si tratta sempre di un nome di almeno 20 anni fa, con i Killers – il loro primo album, Hot Fuss, ci ricorda dei Cure, dei Duran Duran, dei Depeche Mode. Forse è per questo che mi piacciono molto. Ai giovani piacciono per il loro stile geniale, per le loro grandi canzoni orecchiabili e le liriche delicate, e al resto di noi piacciono per la nostalgia.

Vorrei potervi dire com’è l’album ma non l’ho sentito. Ho ascoltato il singolo, When You Were Young – notevole, ad essere sinceri – ma questo è tutto. La band, il management e la casa discografica si sono rifiutati di mandarmene una copia, a causa della paranoia nei confronti della pirateria selvaggia. Ma quando mi sono offerto di presentarmi agli studi della casa discografica a Los Angeles ascoltarlo lì, è diventato “troppo difficile da organizzare“. Ho cominciato a pensare che sia una furba strategia della casa discografica per promuovere la cosa – mantenerlo vistosamente nel silenzio, trattarlo come il Sacro Graal, e far crescere l’aspettativa.

In ogni caso, il listening party era la mia unica occasione per ascoltare l’album. E non ci sono riuscito. Non c’era molto da ascoltare a questo listening party. E a nessuno importava in particolar modo. Il bar era gratis e serviva mojito al mango. C’erano ragazze ovunque stupite di far festa con delle rock star. E inevitabilmente la cosa è diventata un po’ rumorosa, e così i buttafuori sono arrivati per farci spostare giù dove c’è la piscina perché stavamo “disturbando gli altri ospiti dell’hotel” e “questo è un hotel per famiglie“. E ora guardate.

Bene, ultimo avviso. Tu – fuori! E tu. Fuori!” I grugniti affollano il bordo. Respirano così forte, sembrano ruggiti.

Flowers, Vannucci e le ragazze qualsiasi intelligentemente sguazzano fino al bordo ed escono. Ma Keuning no. È sdraiato sulla schiena nel mezzo della piscina con un sorriso sereno, mentre nuota una specie di dorso lento. Se non fosse per i suoi ricci distribuiti sulla sua faccia come alghe, sembrerebbe quasi aggraziato come un ballerino, mentre mulina le sue braccia in lunghi languidi colpi e sbatte i piedi.
All’improvviso una palla atterra nella piscina vicino alla sua testa. L’incantesimo è rotto. Keuning si mette in piedi, restando con il torace immerso nell’acqua.

Chi cazzo l’ha buttata?” urla Keuning.

Sono stato io“, dice il più grande delle teste di rapa – un gigante rapato di almeno 136 kg. “Adesso esci da quella maledetta piscina!“.

E lo fareste, se aveste visto questo tipo. Sareste usciti dalla piscina. In fretta. Ma Keuning è rimasto lì, i suoi occhi in fiamme. “Cosa ne dici di venire tu nella piscina?” urla. “Balliamo, figlio di p*****a!“.

Le risate scoppiano dappertutto nel bar. La parte più divertente di tutto questo è che Keuning non scherza – il rocker panciuto e pallido con i capelli da ragazza vuole sfidare il frigorifero. E il bello è che quasi lo fa. Quando alla fine esce dalla piscina, dà uno spintone al tizio, causando la tipica risposta esagerata degli idioti. Loro gli saltano addosso, lo buttano faccia a terra e lo spingono fuori dall’hotel con un full nelson (mossa del wrestling, ndt.), lasciando impronte bagnate mentre se ne vanno. E per tutta la strada, Keuning ringhia contro di loro: “Voi fottute p****e! Vi sentite meglio con voi stessi adesso? Fottute p****e!“.

Ha ha!” Vannucci se ne sta lì in piedi nelle sue mutande nere, sfregandosi le mani come se fosse Natale. “Questa va a finire nel libro!“.

Il pomeriggio seguente, trovo Brandon Flowers su una sdraio in una villa di Hollywood, che aspetta che gli facciano le foto. Sembra deluso.

Nessuno ha ascoltato l’album“, dice. “A New York la gente era seduta e ha ascoltato, ma qui eravamo la musica di sottofondo. Questo non è…Non siamo davvero…“.

Alza le spalle. È un giorno lento. Soporifero. Le nuvole sono gonfie, l’aria è pesante. Il solo suono che si può sentire è il gracchiare degli uccelli, un elicottero lontano, il rumore calmante degli irroratori. E il debole mormorio di una band che si cura i postumi della sbornia. Quando la truccatrice cerca di risollevare le cose con della musica, non potrebbe scegliere una canzone migliore – Keep Their Heads Ringing di Dr Dre.

Non farti un’idea sbagliata“, dice Flowers, mentre una donna del guardaroba mette le mani su di lui con un rotolo di tessuto. “Quello che è successo ieri sera non è una cosa tipica. Non ci mettiamo nei casini ogni volta che usciamo. È solo Dave. Davvero, se è un po’ su di giri, succede quello“.

Però serve a racimolare belle storie sul tour.

È stata probabilmente la migliore, la scorsa notte. Essere in tour diventa abbastanza ripetitivo. Abbiamo fatto 300 spettacoli in un anno e cominci a diventare come un robot. Devo fare gli spettacoli e non dimenticare una sola parola, ma devo pensare alle conversazioni che ho fatto e a cosa ho fatto quel giorno“.

Niente camere di hotel devastate, niente TV gettate fuori dalle finestre?

No…voglio dire, queste cose – di solito succede che se butti un televisore dalla finestra, deve esserci qualche ragione cosmica dietro a questo, qualche mitologia. Negli anni ’60, era probabilmente eccitante e nuovo. Ma adesso, quando sento di persone che lo fanno, penso solo che siano dei cretini“.

Cosa mi dici di sesso e droghe?

Nessuno di noi ha una mentalità vivi in velocità, muori giovane. Amo la terra, penso che sia bella e voglio restare in giro. È lo stesso con le nostre carriere. Potremmo smettere adesso, e ci sono persone si ricorderebbero di noi tra 30 anni. Ma vogliamo rimanere in giro“.

Non vorresti almeno provare questa cosa del sesso e della droga? Sai cosa ti stai perdendo?

Beh, continuo ad avere questo problema del voler fare quello che penso si supponga io debba fare perché sono in un gruppo rock. E suona divertente quando leggi di queste cose – persone che se ne stanno rinchiuse nelle camere degli hotel per tre giorni. Ma David Gilmour ha detto che gli sarebbe piaciuto non aver mai fatto nessuna di queste cose. E parliamo di David Gilmour“.

Beh, le band sono delle attività. I Killers sono un’attività. E dobbiamo essere contenti di quello che la nostra compagnia produce. Approviamo ogni immagine, ogni articolo, se una canzone farà parte di un film o…Un sacco lasciano questo lavoro al loro manager o alla loro etichetta, ma noi no. Vogliamo guardare indietro nella nostra carriera ed essere orgogliosi“.

Forse non è così sorprendente che una band di Las Vegas, la Gomorra d’America, debba essere così disciplinata e grintosa. I figli degli alcolisti spesso risultano più sobri del resto della gente – hanno giù visto tutto, non sono impressionati.

Ma nel caso di Flowers, c’è di più. È un Mormone – non uno finitoci per caso, o un Mormone con una finta devozione, ma un autentico credente nella Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. Va sempre al tempio.

Penso che aiuti la mia prospettiva“, dice Flowers, con aria imbarazzata. “Ti ho parlato delle difficoltà che trovo…aiuta“. Certamente è il Mormone in lui che ha sposato la fidanzatina l’anno scorso, proprio nel momento in cui dappertutto le donne avrebbero cominciato a lanciarsi su di lui. Potrebbe essere un azzardo dire che sta applicando alla celebrità del rock le tradizionali virtù Mormoni del duro lavoro e della semplicità. Ma è un azzardo in sé che un Mormone sia una rock star. Poche istituzioni sono meno “rock” della chiesa Mormona – è una delle più conservatrici e potenti istituzioni in America. “Penso che Bob Dylan abbia detto che non puoi essere un Mormone e un figo nello stesso tempo “, sorride Flowers. “Ma io non saprei. Mi sento abbastanza figo, a volte“.

Un altro mistero su Brandon Flowers è la fonte della sua autostima senza fine. Senza dubbio è un cantante e uno scrittore di canzoni dotato di talento, ma è davvero così bravo come pensa di essere? C’è qualcuno altrettanto bravo quanto lui pensa di esserlo? Forse la sua sfrontatezza è semplicemente insicurezza al rovescio. Ma non da un’impressione di quel tipo. Flowers non te lo dice in faccia come Liam Gallagher. Lui ne è più sicuro. Lui sa esattamente.

Adesso siamo la band migliore“, dice, a bassa voce. “Abbiamo alzato il livello con questo album“.

Nessun altro merita una menzione?

Gli Strokes sono bravi“, dice. “I Kooks sono bravi“. Alza le spalle. “Ma loro non hanno quest’album. Stiamo aspettando che esploda“.

Un po’ di sfrontatezza non fa mai male in una rock band. Flowers ama essere sincero. Anche se il 25enne è arrivato al ruolo tardi, dice “mi sento come se mi fossi preparato per questo per tutta la vita“.

Né sua madre né suo padre erano artisti. Come il resto del gruppo, il suo background è la classe operaia – nessuno della band proviene da ambienti agiati. Suo padre lavora come fattorino in un casinò, un lavoro che ha provato lui stesso per un po’ prima di ottenere un lavoro in un golf-club, all’età di 19 anni, a parcheggiare auto e pulire le mazze. Non c’erano progetti dietro a ciò, nessun segno che sarebbe diventato questo motore dell’ambizione rock. Ha fondato una band con un amico del golf-club, con il terribile nome di Blush Response, e quando è fallita, ha trovato un annuncio in un giornale pubblicato da Dave ‘balliamo, figlio di p*****a’ Keuning. “Abbiamo proprio fatto centro“, dice. “Ci piacevano gli stessi gruppi – tutto, da Sinatra ai New Order. Sai, tutte le principali band inglesi degli anni ’80 come gli Smiths, i Cure, i Duran Duran. Questo è abbastanza raro da trovare a Las Vegas“.

In una manciata di giorni, i due hanno scritto la hit più grande della band in America fino a quel momento – Mr Brightside, la storia di un uomo che immagina che la sua ragazza lo tradisca. In pochi mesi, hanno sostituito i loro precedenti bassista e batterista con Mark Stoermer e Ronnie Vannucci, che fanno parte dello schieramento attuale. E si sono dati un nome decente. O meglio,l’hanno rubato da una band finta presente nel video di Crystal dei New Order. The Killers ha rivaleggiato con Genius Sex Poets per un po’, ma quest’ultimo non è durato. Inoltre, viene fuori che Flowers potrebbe aver realmente ucciso un uomo, non ne è sicuro.

L’ho colpito abbastanza velocemente“, dice. “Stavo andando ai 50 circa. Lui era ubriaco. Si è messo a camminare nella mia corsia in autostrada e io ho suonato il clacson e frenato ma non ho potuto fermarmi in tempo. L’ho colpito. È stato terribile. Abbastanza traumatico. Lui ha sbattuto sul mio parabrezza, mandandolo in frantumi. Non mi hanno mai detto cosa cosa ne è stato di lui“. Sembra scosso al ricordo. “Le sue scarpe sono cadute. Le sue scarpe sono cadute, lo sai? Non so perché“.

Siamo sulla strada, i Killers e io, per un locale di Hollywood in cui fanno sushi. Il ragazzo della promozione radio della Island ci sta accompagnando con un furgoncino dallo stile A-Team che puzza proprio di erba. Ma non sono stati i Killers a lasciare l’odore. Il precedente locatario era il loro compagno di etichetta, il peso-massimo hip-hop della Def Jam, Rick Ross. “Non abbiamo erba con noi“, dice Keuning.

Quindi Flowers mi chiede, dal nulla: “Pensi che la musica possa salvare le vite?

Certamente – e tu lo pensi?

Si, è come per le preghiere. I medici dicono che le persone che hanno una fede sconfiggono con più facilità le malattie. Se un cattolico e un ateo hanno un tumore, il cattolico ha delle possibilità migliori. È l’ottimismo, la fede. La musica è come questo – dà euforia e un credere in qualcosa che è buono. Quando paghi i tuoi 25$ per andare a vedere un gruppo, ed è come un’esperienza religiosa, puoi sconfiggere il cancro“.

Parlami di un concerto che è stato come un’esperienza religiosa.

Ce ne sono molti. Come quando avevo 15 anni, e ho visto Morrissey per la prima volta a Salt Lake City. Era per Maladjuste, un album totalmente sottovalutato. Ogni pezzo è buono come ‘You Are The Quarry’“.

Cosa c’era di religioso in questo?

L’aspettativa per qualcosa che è meglio di ciò che sei tu. E lo è stato assolutamente. È stato il miglior momento nella mia vita. Oh, sono stato anche il cameriere di Morrissey ad un certo punto“.

Quando?

Quando avevo 18 anni. Ero da Spago al Caesars Palace. Lui aveva ordinato pizza ai funghi“.

Prevedibilmente Flowers è veloce ad aggiungere che ha avuto un’esperienza religiosa anche ascoltando la traccia dei Killers Jenny Was A Friend Of Mine in studio. “L’ho sentita davvero potente“, dice. Ma voglio chiedergli degli anni ’80 e dell’Inghilterra. Dappertutto nel primo album ci sono sfumature di Duran Duran, Cure e New Order. Flowers è un fan del mascara e dei brillantini sulla sua tastiera. C’è un aspetto di revival New Wave che emerge.

No, tutti dicono così, ma non è vero“, dice Stoermer, il bassista. Lui è quello alto 198cm, che sembra un norvegese dall’espressione imperiosa. Non parla spesso, ma quando lo fa, viene ascoltato. “Le persone parlano degli anni ’80 perché usiamo le tastiere. Ma i Pink Floyd usavano le tastiere, gli Smashing Pumpkins usano le tastiere. Non è solo una cosa degli anni ’80“.

Cosa mi dici del trucco, della sgargiante giacca rosa, dei motivi orecchiabili molto pop?

Hai ragione per quanto riguarda le canzoni orecchiabili. Siamo una rock band che vede l’arte in una canzone pop. E l’ultima volta che un sacco di gruppi rock hanno scritto singoli pop è stato negli anni ’80“.

E molti di loro vengono dall’Inghilterra. Le band con cui siete cresciuti sono quelle che la gente riconosce nella vostra musica.

Ma è così che deve succedere. Viviamo nel post-modernismo del rock adesso, quello è ciò che significa fare musica rock – porre le cose in un modo diverso“.

Quale posto migliore potrebbe esserci per una band dallo stile New Wave postmoderno per emergere se non la Babilonia di mescolanze rappresentata da Las Vegas? Nessun altro luogo considera il passato nello stesso modo – così come molto materiale grezzo viene spudoratamente riconfezionato e rivenduto con delle vesti più brillanti e delle luci più luminose. Poche altre città rappresentano meglio il materialismo appariscente degli anni ’80. E l’influenza della città sui Killers è evidente – loro condividono il suo desiderio per il mercato di massa, la sua compulsione per l’auto-promozione e la pubblicità, e il suo gusto per l’intrattenimento del pubblico.

Siamo cresciuti con i cartelloni pubblicitari di Sinatra e Engelbert Humperdinck”, dice Flowers. “Così abbiamo trovato una certa dose di capacità di intrattenere la gente. E abbiamo trovato l’ottimismo. Vegas è un posto ottimista – tutti vogliono vincere una fortuna e avere una vita piacevole“.

Tu sei ottimista?

Si, siamo persone felici“.

Vegas ha dato forma anche al sound dei Killers, nel sue essere particolarmente neutrale. Mentre le tradizionali scene musicali come Seattle e New York tendono a lasciare uno stampo nelle band che generano, Vegas fa l’opposto – come una bolla, protegge le sue band dall’influenza esterna. Quando il gruppo per la prima volta comparve nel 2001, gli Strokes erano usciti con Is This It e tutti gli occhi erano puntati su New York. “Ma noi non eravamo parte di ciò“, dice Stoermer. “Noi non dovevamo suonare in un certo modo, come a New York dove erano spaventati dalla parola ‘pop’“.

In quel tanto di scena musicale che esisteva a Las Vegas, i Killers giocavano un ottimo ruolo. Hanno suonato sempre e ovunque potessero, trasformando alla fine uno spettacolo di domenica in un bar di gay travestiti in una delle loro migliori serate. Al loro ultimo concerto c’erano 300 persone. Sono un sacco di travestiti.

No, no, no, non abbiamo un seguito di travestiti“, dice Stoermer, seriamente. “I travestiti venivano durante le altre serate. Loro hanno solo trasformato il club in un posto che faceva regolarmente rock alternativo la domenica sera“.

Quindi dove andavano tutti i travestiti?

Non lo so. Forse si prendevano la domenica libera“.

Nei primi anni provavano nel garage di Vannucci, dove la temperatura lievitava fino a 48°C in estate – da qui il nome del primo album, Hot Fuss. Ma in questo forno rovente i Killers stavano incanalando qualcosa del meglio del piovoso pessimismo britannico, nello stile degli Smiths e dei Cure. Questa vittoriosa collisione del glam di Vegas e dell’oscurità inglese combina canzoni che parlano di cuori spezzati e orgoglio ferito con alcune delle più strane storie della Città del Peccato, come fidanzate androgine e maniaci. Sebbene la band rifiuti l’etichetta – la miglior band inglese venuta da Las Vegas – perché è troppo semplicistica, per me suona sufficientemente bene.

I Killers smentiscono lo slogan che marchia i tabelloni di Las Vegas – quello che succede a Vegas, rimane a Vegas. Infatti, quello che succede a Vegas giunge in Inghilterra se sa quello che è buono per lui. Come gli Strokes e i White Stripes, i Killers finiscono in questa illustre categoria di gruppi che hanno sfondato in Inghilterra prima che l’America realizzasse cosa avevano fatto. Se ogni etichetta in America aveva rifiutato i Killers – una delle quali li aveva visti suonare dal vivo dieci volte – la piccola etichetta indie di Londra, la Lizard King, scrittura la band dall’alto di un demo. Fa fare in fretta ai ragazzi un breve tour dove vengono festeggiati da NME, e nel momento in cui stavano tornando al garage di Vannucci, la Island Records stava aspettando per strada, sventolando il libretto degli assegni.

Hey, devo ammetterlo, l’Inghilterra ha gruppi molto migliori“, dice Keuning. “Molto migliori“.

E in Gran Bretagna ascoltano meglio la musica“, dice Flowers “le persone canticchiano seguendo le parti di tastiera. È qualcosa che non succede mai in nessun altro posto. Penso che siano proprio più eccitati e meno…ci sono delle cose fighe qui. C’è cameratismo tra gli inglesi. Quando senti un gruppo di tizi in un bar che canta ‘Don’t Look Back In Anger’…“.

Non è la prima volta che gli Oasis saltano fuori nella storia dei Killers. Gli Oasis erano uno dei gruppi che Keuning aveva menzionato nell’annuncio a cui ha risposto Flowers. L’arroganza di Flowers ricorda quella di Liam e, come Liam, è stato coinvolto in dispute con altre band, in particolare i Bravery e i Fall Out Boy. Ma mentre Liam vuole buttarcisi dentro, facendo volare i pugni, i Killers, nonostante il loro nome, sono coinvolti solo nei più miti e meno sanguinolenti battibecchi. Il litigio di Flowers con i Fall Out Boy è più un battibecco interno. È incavolato perché loro e i Fall Out Boy hanno lo stesso A&R executive – sente che non fa gli interessi dei Killers al meglio.

È una disputa che la dice molto sui Killers e sulla fiaccola che rappresentano per la musica rock. Come Flowers continua a dire, il gruppo è un’attività. L’indie rock può forse essere il tradizionale rifugio per i ribelli, ma i Killers non vogliono niente di più che il grande successo – per abbandonare le periferie e riempire gli stadi come gli U2. Il programma robotico del tour, la pratica attenzione su ogni decisione nelle loro carriere, il sicuro stile rock New Wave – ad ogni passo hanno lavorato duramente e rischiato poco. Loro sono l’antitesi dello spirito di Vegas. E lungo la via, sono stati il classico esempio dell’ambizione che dice che non c’è vergogna nel voler essere i più popolari, nel vendere il maggior numero di dischi, nel guadagnare molto.

Ma ogni tanto, l’apparenza inganna e la band salta nella piscina. Così, per quanto a loro piaccia apparire controllati,la strada davanti è piena di curve e dossi. Il frontman Mormone sarà in grado di resistere alle tentazioni della strada? Impareranno a smetterla di preoccuparsi e ad apprezzare subito le cose?
Una cosa è certa – se i Killers stanno cercando l’immortalità, ed è quello che stanno facendo, hanno bisogno di storie da vendere, storie che ci ricordino che le star del rock si scrivono le regole da sole. E questo non dipende tanto dalla loro disciplina quanto dalla sua mancanza. Balliamo, figlio di p*****a.

Condividi