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NME [08.07.2022]

Il nostro breve incontro con Brandon Flowers e Ronnie Vannucci Jr. a Madrid, in cui ci parlano del ritorno in tour, nuova musica e il loro amore per i Foals.

Potranno anche essere a 8000 Km di distanza in quel di Madrid, ma i Killers si sentono come a casa al Mad Cool 2022. “Fa caldo oggi – mi sembra proprio di stare a Las Vegas,” dice il batterista Ronnie Vannucci Jr.

Anche il frontman Brandon Flowers si sente più a suo agio in queste condizioni quasi desertiche rispetto a, per dire, Middlesbrough, dove hanno suonato solo qualche settimana fa. “Abbiamo suonato i primi 15 concerti più o meno in Regno Unito e Irlanda,” Flowers dice a NME. “Uscivamo sul palco con 12 gradi o giù di lì. Do il meglio di me in un ambiente caldo. Voglio sentirmi bollire, voglio sudare e sentire che sto lavorando duro, non vedo l’ora di farlo.

E lo ha fatto davvero. Prima del loro set da headliner, pieno di successi e una manna per gli amanti dell’indie – compreso il debutto della nuova canzone Boy – ci è stato concesso un breve incontro con i figli più conosciuti di Las Vegas per parlare del loro ritorno in tour, la nuova canzone presentata stasera, come va il lavoro per il prossimo album e l’amore di Brandon per i Foals.

Buongiorno The Killers! Sembra di aver aspettato una vita intera per l’arrivo di questo tour. Come vi sentite ad essere di nuovo in giro per il mondo?
Ronnie:Molto bene, è bello essere tornati al lavoro. Ed è bello vedere anche tutti gli altri di nuovo al lavoro. C’è questo calore che emana da tutti.

Vi sembra che il pubblico sia ancora più affamato di vedervi?
Brandon: “È che siamo viziati: abbiamo sempre un bel pubblico. Le persone sono state rinchiuse per un po’ e quindi questo per loro è un modo per sfogarsi. Anche a noi è mancata quella esperienza di comunione e di valvola di sfogo, è parte della nostra identità. Lo ripeto spesso perché è una cosa che mi sorprende. Quando abbiamo iniziato tutto era focalizzato sulle canzoni, ovviamente, poi ti rendi conto che c’è anche un altro tipo di espressione artistica. Ne abbiamo approfittato e ci è andata benissimo.

In pratica siamo saltati sul primo aereo per Madrid solo per ascoltare My Own Soul’s Warning, la canzone di apertura di Imploding The Mirage
Brandon:Oh merda, non è nella setlist! Sei stato ad uno dei concerti a Londra? È stata fantastica a Londra.
Ronnie:Ma abbiamo qualcos’altro di speciale stasera.

Oh già – ci è stato detto che suonerete una nuova canzone stasera?
Brandon:Suoneremo una nuova canzone, si intitola ‘Boy’. L’abbiamo già accennata varie volte. È la canzone che mi ha riportato a casa e il punto di partenza per iniziare a scrivere ‘Pressure Machine’. L’aspetto interessante è che non è entrata a far parte dell’album – ma la sua assenza non riflette una mancanza di qualità. È stata una decisione estetica tenerla fuori.
Ronnie:Ha un carattere diverso.

Quindi ha la stessa mentalità un po’ folk?
Brandon:Dal punto di vista della mentalità credo di sì. È ottimista. Viene dalla polvere, dai bassifondi, ma guarda alle stelle. Il modo in cui è stata scritta, però, è più new wave.
Ronnie:È più raffinata.

Dopo aver pubblicato Imploding The Mirage vi siete gettati subito a capofitto su Pressure Machine, due dei vostri album migliori, e sembra che siate in un momento fortunato. State ancora cavalcando l’onda e scrivendo altro materiale?
Brandon:Certo. Abbiamo appena avuto qualche giorno di pausa e Stuart Price è venuto a trovarci. Ci scambiamo materiale e idee. Sono anche in contatto con Shawn Everett, ed è bello riuscire far funzionare questa combinazione.

Credete che potremo ascoltare un nuovo album quest’anno?
Brandon:Ascolterete singoli quest’anno. L’album per intero sarà probabilmente ad inizio dell’anno prossimo, ma ci saranno sicuramente altre cose pubblicate quest’anno.

E dopo il vostro set di questa sera ci saranno i Foals. Prima ci stavi dicendo che sei loro fan?
Brandon:Oh sì. Posso dirtelo di nuovo? Credo che ‘Mountain At My Gates’ sia stata la migliore canzone rock del 2015, e confermo il mia affermazione!

FonteNME