3VOOR12 [18-08-2007]

Mark Stoermer dei Killers: “La gente non è fatta per andare in tour per molto tempo”

Nel backstage circolavano voci che i Killers non fossero molto loquaci ma il bassista Mark Stoermer le ha fatte svanire. Anche se la band si è presa una breve vacanza la scorsa settimana e quindi ha avuto una settimana senza grossi avvenimenti, possiamo sempre parlare di un buon libro. “Non mi definirei un lettore accanito ancora, ma mi piacerebbe esserlo“.

La scorsa settimana non abbiamo avuto concerti. Ci siamo goduti una breve vacanza ed abbiamo trascorso quasi l’intera settimana a Las Vegas. Fai quello che fanno le altre persone: ti rilassi con un film o un buon libro. Attraverso varie fasi come lettore, a volte leggo molto e voglio leggere un libro dopo l’altro, ma mi capita anche spesso di non voler leggere per niente. Non mi definirei un lettore accanito ancora, ma mi piacerebbe esserlo“. Quasi senza essere notati i Killers sono diventati una delle più grandi band del momento. Ci si domanda se una band costantemente in tour ed al lavoro se ne accorga di questo fatto. “Hai poco tempo per rifletterci sopra, questo è vero. Dopo il primo album e tour abbiamo avuto due settimane di vacanze, veramente troppo poche. È li che inizi a pensare: abbiamo iniziato in un garage ed ora stiamo suonando in posti ragionevolmente grandi. Il secondo album è poi diventato quasi una continuazione del primo, ma è poi diventato ancora più grande. Tutto ciò non è che abbia molta importanza perché suoniamo ancora come abbiamo sempre fatto“.

Molte band dicono che il backstage dei festival è sempre un luogo pazzesco e divertente e che tutti sono sempre amichevoli. Secondo Mark questa affermazione è leggermente esagerata. “Non è che accada tanto spesso quanto la gente pensi. Le band tendono a chiudersi nel loro piccolo mondo per prepararsi. È difficile creare una connessione, questa gente sta anche facendo solo il proprio lavoro“.

Domani suoneremo al V Festival in Inghilterra e poi abbiamo finito con l’Europa, per ora. Probabilmente non torneremo prima dell’autunno 2008“. L’intenzione è quella che per allora i Killers abbiamo terminato e pubblicato il loro terzo album. Per la prima volta la band ha a che fare con delle aspettative molto alte ma Stoermer rimane ottimista. “Con il primo album non c’era alcuna pressione dalla casa discografica o chicchessia, era la prima volta. Con il secondo album siamo stati principalmente noi a fissare una scadenza perché non volevamo far passare troppo tempo tra i due dischi. Credo che abbiamo ancora molto da dire sulla direzione che vogliamo prendere e sul tempo che vogliamo dedicare all’album. La casa discografica non ci rende per niente la vita difficile“.

Siamo arrivati in Olanda ieri. Andare in tour è veramente una cosa strana, puoi paragonarlo ad un sommergibile: sei bloccato con circa 20 persone in uno spazio molto piccolo per un lungo periodo di tempo. Di tanto in tanto sei molto felice di uscire per andare a fare un concerto. È questo che lo rende tollerabile. Non c’è cosa migliore, la gente ti vede, si agita ed ascolta quello che hai creato“.

Ma che il bassista preferirebbe fare tutto ciò in un altro modo è chiaro. “Credo che la gente veramente non sia fatta per trascorrere così tanto tempo in giro in tour in tali condizioni, ma mi sono adattato. Gli inizi sono stati una sorta di periodo di prova, è stato molto difficile. Ora mi sono abituato a trascorrere lunghi periodi lontani da casa“.

La band ha sviluppato una sorta di rituale per gli ultimi cinque minuti prima di ogni performance. “Ci raduniamo sempre in circolo per incitarci, una sorta di fusione di menti. Molte band fanno qualcosa di simile, ma per noi è veramente un dovere. C’è stata una volta che non lo abbiamo fatto e il concerto è stato piuttosto brutto. E così che è nata la superstizione“.

Fonte // TheKillersFansite

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