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Rolling Stone [29-04-2015]

Il frontman parla del suo nuovo album, del pranzo con Mitt Romney e del desiderio di conquistare il mondo.

I Killers stanno mantenendo un basso profilo dal quando hanno portato a termine il grande tour dell’estate scorsa – il che non necessariamente si sposa bene con il frontman Brandon Flowers. “Due dei ragazzi volevano prendere una pausa dal tour e dalla vita sempre di corsa”, il cantante, 33 anni, ha detto a Rolling Stone. “Io voglio andare avanti”. Così Flowers ha deciso di registrare un nuovo album solista, The Desired Effect, una raccolta canzoni pop piene di sintetizzatori che ha realizzato con il produttore Ariel Rechtshaid (Haim, Vampire Weekend). Abbiamo raggiunto Flowers mentre si prepara per un tour solista di Europa.

Recentemente hai detto che senti che tutte le canzoni del nuovo album potrebbero essere dei singoli.
È un album solido. Ero un po’ troppo sicuro di me quel giorno, ma è esattamente quello che sento. Ne sono davvero orgoglioso ed entusiasta. Ma poi ho anche bisogno di stare attento a come parlo.

Non ti trattieni davvero mai nelle interviste.
Già. Siamo tutti così preoccupati di essere politicamente corretti e cauti in quello che diciamo per non offendere nessuno, e questo porta ad un sacco di conversazioni noiose. Ma sono colpevole di essere troppo attento o troppo cauto a quello che dico, di sicuro. Ma ho un buon motivo.

Ho letto un saggio in cui si diceva che il secondo album dei Killers, Sam’s Town, è uno degli album più incompresi del decennio.
Sì, è pazzesco. È stata una bella batosta. È successo solo in America. In Inghilterra non è andato così male. E’ iniziato con Rolling Stone, e tutti gli altri sembravano seguirne l’esempio, ed è stato davvero frustrante. Ma, sai, è tutto a posto. Sono diventato più forte grazie a tutto ciò. Ci credevo davvero in quel disco, e siamo saliti sul palco tutte le sere, e l’avrei dimostrato. Penso che ci abbia resi migliori dal vivo, e che sia stato una vera benedizione, perché andare in tour è una grande parte di ciò che siamo, e mi piace così tanto.

Prima che fosse pubblicato tu l’avevi definito “uno dei migliori album degli ultimi 20 anni”.
Sì, quello è stato un altro di quei momenti. Lo ricordo ancora: mi trovavo nel mio vialetto a Henderson, in Nevada, e stavo facendo un’intervista. E mi ricordo queste parole uscire dalla mia bocca. Non sapevo che sarebbe stato così controverso. Ero solo entusiasta! Sai, di recente ho visto Ian McCulloch [degli Echo and the Bunnymen] dire che “The Killing Moon” è la più grande canzone di tutti i tempi, perché ama quella canzone e ne è orgoglioso. Capisco perché l’ha detto. Potrebbe non essere la migliore canzone di tutti i tempi, ma è una grande canzone! E lui è un duro, e ama quella canzone, e ne è fiero. Ed era proprio così che mi sentivo. Ero così entusiasta, e la fiamma mi è tornata indietro [ride]. Ho un po’ esagerato con le parole nei primi tempi.

Come nel 2006, quando hai detto che Kanye West “mi fa sentire male”?
Sì, questa è tosta. Ognuno ha paura di dire qualcosa che contraddica il fatto che è un genio. È pazzesco! Ed è frustrante. Non ho intenzione di farlo a pezzi, ma devo dire che la trovo una cosa frustrante [ride]. Questa è la mia posizione sull’argomento. Un sacco di persone potrebbero essere d’accordo con me adesso. Forse sono stato un po’ in anticipo sui tempi. Ma penso che lui voglia avere successo. Credo che voglia essere grande, e questo è qualcosa a cui tutti noi tendiamo. Abbiamo solo preso strade diverse per arrivarci, immagino.

Nelle nuove canzoni come “Digging Up the Heart” o “Dreams Come True”, sembra che ci sia una sorta di corsa per arrivare al ritornello, e che ti tiene con il fiato sospeso.
C’è quella famosa frase di Petty: “Non annoiarci, arriva subito al ritornello”. Credo che gli Stones siano veramente bravi adarrivare al ritornello molto velocemente, come altri persone molto diverse tra loro. Ho imparato da gente come Chuck Berry. Elton John è una specie di re in questo, dove le parti della canzone continuano a susseguirsi, e continuano a migliorare, e non puoi credere che la parte successiva sarà migliore di quello appena sentita. E lui è lassù, condiziona molto la mia sensibilità pop o la mia sensibilità nello scrivere.

E’ difficile scrivere canzoni da un luogo disperato quando si invecchia?
Non mi sento troppo lontano da quello che ero quando ero una specie di adolescente ossessivo, o a volte possessivo o qualunque cosa fossi. Quindi penso che alcuni di quei tratti, che si cambi o meno con il passare del tempo, si fanno ancora sentire, e non è troppo difficile per me trarre qualcosa da queste esperienze passate.

Che cosati passa per la testa quando accendi la radio?
Si sente un sacco di mescolamento di generi diversi, e questo è fantastico. Ma i gruppi che c’erano quando i Killers sono doventati famosi 10 anni fa – The Strokes, Franz Ferdinand, Interpol – avevano tutti una forte identità. Non la sento più molto questa cosa, credo. Questo è il modo migliore per dirlo.

Hai pranzato con Mitt Romney, un collega mormone, durante la sua campagna, giusto?
Sai, è stata una brava persona. Non ho niente di negativo da dire su di lui. Penso che sia un leader, e credo che sarebbe stato un grande presidente.

Sembra che tu abbia preso alcuni spunti da Lorde in questo disco. Sei un suo fan?
Già. C’è qualcosa di veramente audace nell’essenzialità delle sue canzoni. Quella sorta di minimalismo è una buona strada – ma se hai intenzione di metterla a nudo così, è meglio che la canzone sia davvero buona.

E hai un paio di date dei Killers in arrivo.
E’ emozionante. Abbiamo finito il tour di Battle Born, e ripensando a quesi concerti, è stato molto divertente. I concerti continuano a migliorare, e ci sono più persone che mai. Sta proprio crescendo e sedimentando nelle persone, e le canzoni vengono ricordate. E sono davvero orgoglioso di ciò. Sono anche davvero entusiasta di dare il mio contributo alle canzoni dal vivo. Non vedo l’ora che arrivi il momento di fare il prossimo album dei Killers.

Ci sono sempre molte speculazioni su di voi ragazzi, “Sono in pausa” o “Non si faranno vedere nell’immediato futuro”.
Ho capito di cosa parli. Ci sono un paio di osservazioni fatte da Dave [Keuning], il nostro chitarrista, che ha fatto sembrare la situazione un po’ più inquietante di quanto fosse in realtà. E ciò porta la gente a porsi domande. Ma no, va tutto bene. Ho parlato con Dave, e mi sembrava più contento di fare musica di quando non lo fosse da molto tempo. Questo, a sua volta, entusiasma me. Sento che quando è al suo meglio, e quando collaboriamo tutti, è quando i Killers sono al loro meglio, e questo è ciò di cui abbiamo veramente bisogno. L’ho già detto in passato – credo che abbiamo bisogno di un piccolo calcio nel sedere, e spero che stia arrivando.

Cosa intendi dire?
Hai presente la frase: “E’ come andare in bicicletta”. Torni insieme, e può diventare tutto troppo ciclico. E’ come “Oh, è il momento di tornare insieme, facciamo un disco, poi andiamo in tour”. E adesso ci troviamo in questa specie di grande ingranaggio. E abbiamo davvero bisogno di trovare un modo per riavere un po’ di quella spinta e di quella fame che avevamo all’inizio, e non solo di vederla come un’opportunità di fare più soldi e fare un disco e andare in tour [ride]. Ed è bello per fare soldi, ma voglio camminare su quel palco e sentire di appartenergli, e sentire di avere qualcosa da offrire. Ed è la cosa più importante.

Di recente hai detto “C’è sicuramente una motivazione che ci manca.”
Vuoi una band. Io voglio sentire la sensazione che sento quando siamo insieme, e potrei essere colpevole come chiunque altro di essere in qualche modo ingannato, vedendo una foto di ragazzi, e supporre che tutto sia perfetto e che siano solo un gruppo di fratelli che fanno musica. Ma questo è quello che voglio, e questo è l’obiettivo, e questo è quello che tutti vogliamo. Voglio che torniamo ad essere in quella situazioen, e che torniamo ad essere quelle persone che vogliono stare insieme e affrontare il mondo. E quando penso agli INXS o agli U2 o agli Stones, queste sono le cose che mi vengono in mente. Sapevano quello che volevano fare, e lo hanno fatto.

Che cosa deve accadere per raggiungere questo scopo? Non lo so ancora. [Ride] Ma sono entusiasta. Come ho detto, Dave sembra fosse davvero entusiasta, e questo è un inizio. Ron è pronto. Ron ha le sue bacchette, probabilmente adesso le tiene pronte nella sua tasca posteriore.

Comunque, stai seguendo sei persone su Twitter, e nessuno di loro fa parte dei Killers!
[Ride] Loro ci sono lì?

Fonte // Rolling Stone

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