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Billboard [01-08-2016]

Stoermer definisce il quinto album dei Killers “un miscuglio” che si trova “nella prima fase di scrittura” e commenta sulle voci della sessione di scrittura con Elton John.

I Killers stanno lavorando ad un nuovo album. Nello studio le persone che si stanno occupando dell’LP numero cinque sono le stesse di sempre — il frontman Brandon Flowers, il chitarrista Dave Keuning, il batterista Ronnie Vannucci, Jr. e il bassista Mark Stoermer. Ma Stoermer ha recentemente deciso di prendersi un periodo sabbatico dalla formazione concertistica per seguire di nuovo la sua musa ispiratrice. Il 5 Agosto pubblicherà il suo secondo album solista, Dark Arts, con la sua etichetta, la St. August Records.

Dark Arts è un caleidoscopio musicale. È quel tipo di disco che ti aspetti da un poliedrico musicista lasciato a perfezionare il proprio talento in una popolarissima band rock, mentre nella stessa si occupa solo di suonare il basso. Stoermer non era pronto a fare pressione su Flowers con i propri testi, e così ha lasciato che le influenze degli album di Beatles e Pink Floyd, con i quali si addormentava da piccolo, corressero senza briglie nel suo progetto.

Di recente hai deciso di prenderti una pausa dal tour con i Killers; è stato per avere tempo di lavorare su questo album solista?

Si, ma non per quanto riguarda la creazione dell’album in sé. Sto facendo tutto da solo, con un paio di persone a darmi una mano: preparare l’album, fare i video, approvare la copertina finale — questo tipo di cose. Ma sto anche facendo altro. Sto seguendo un corso online in questo periodo. Il motivo per cui lo sto facendo è per prendermi una pausa, ma non solo. È una combinazione di vari fattori. Sono con i Killers dal 2003 e credo di aver suonato circa un migliaio di concerti. Avevo bisogno di allontanarmi per un po’ da tutto quello, ma sto ancora partecipando alla lavorazione del (nuovo) album. Abbiamo preso una decisione da adulti e lasciare che ognuno faccia ciò che lo rende felice. Non ci sono stati scontri o cose simili. Ci supportiamo tutti a vicenda. Ho preso questa decisione per prendermi una pausa dai concerti mentre loro volevano continuare; è tutto tranquillo adesso.

Parlami del testo (di Are Your Stars Out?, ndt.) — come ha aiutato l’ispirazione del video?

Il testo si basa in qualche modo su un passaggio di un racconto di  J.D. Salinger. Si intitola Seymour: An Introduction (in italiano Seymour. Introduzione, ndt.). È una specie di storia parallela che continua la storia della famiglia Glass in cui ad un certo punto un fratello sta scrivendo una lettera… Seymour sta dicendo a Buddy (suo fratello più grande morto)… “Are your stars out?” un paio di volte in questa lettera. Stava leggendo i lavori di suo fratello minore perché erano entrambi scrittori e si scambiavano i lavori. In poche parole la sua lettera gli chiedeva di dargliene altri. Andava bene ma non era abbastanza. Ci stai mettendo tutto te stesso? Stai scavando nel profondo della tua anima quando crei? Ho preso questa frase e ho scritto il resto del testo a partire da essa.
Il video è un’altra cosa… Gioca sull’idea di un fratello maggiore che parla al fratello minore, anche se non ha esattamente lo stesso significato. Io sono il fratello più grande; il ragazzo nel video avrebbe quindi la parte del fratello minore che sta cercando qualcosa di più profondo.
La storia del video non segue esattamente il testo, e la storia del testo non segue esattamente il libro. Sono tre cose diverse che però adesso sono connesse.

La maggior parte delle persone ti conosce come il bassista dei Killers, ma ci sono molti sound diversi in questo album. Raccontami la tua storia e tutti gli strumenti che hai preso in mano. 

Ho iniziato a suonare la tromba quando avevo circa nove anni e l’ho studiata semi-professionalmente… ho fatto parte di una band da parata e cose simili fino ai 21-22 anni. Ho comprato il primo basso quando avevo 13 o 14 anni, ma ho iniziato a suonare la chitarra quando avevo probabilmente 17 anni. Sono entrato a far parte dei Killers quando ho incontrato Brandon e Dave a Las Vegas quando avevo 25 o 26 anni. Mi conoscevano come il chitarrista di un’altra band. Mi hanno anche chiesto di far parte della band come chitarrista, perché originariamente — almeno stando a quello che dice Dave — volevano un gruppo di cinque elementi, simile agli Strokes, con una tastiera. Questo succedeva all’inizio dei Killers.
Mi sono subito piaciute le loro canzoni. Ci sono stati un paio di mesi — è sembrata un’eternità ma in realtà sono stati solo tre o quattro mesi — in cui io e Ronnie non facevamo parte della band e loro avevano un bassista e un batterista diversi. Avevano canzoni molto diverse, ma due in particolare sono rimaste di quel periodo… Mi è stato dapprima chiesto di fare il secondo chitarrista e io menzionai casualmente di suonare il basso. E poi un giorno ho ricevuto la telefonata da Dave.

Come sta venendo i nuovo album dei Killers?

Sta venendo ma è un processo lungo. Ci sono molte idee e niente di confermato. Stiamo ancora cercando una direzione e potrebbe prenderne un milione diverse a questo punto. Ci sono idee; ci abbiamo lavorato molto. Ma da un certo punto di vista siamo ancora all’inizio della fase di scrittura.

Puoi descriverne il sound?

No davvero, perché è ancora tutto confuso. Ci sono talmente tante idee e sono così diverse che non credo abbia ancora una forma definita. È questo che intendevo quando dicevo che potrebbe prendere un milione di strade diverse… Se prendessi una manciata di canzoni forse potrebbero essere caratterizzate da un certo sound ma ora come ora sono un miscuglio di diversi sound.

Eri presente quando hanno scritto con Elton John?

No. Non ero nemmeno sicuro che la cosa fosse andata in porto. Se sì, credo si intendesse soprattutto scrittura dei testi di Brandon con Elton. Da quanto ne so i Killers come band non hanno scritto con Elton. Forse Brandon e Elton hanno scritto qualcosa che poi è stata portata alla band… Ci sono talmente tante idee che girano che sto iniziando a perdere il filo. Ed è una bella cosa — è bello avere troppe idee.

Fonte // Billboard

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