The Guardian [12-07-2017]

Brandon Flowers e Ronnie Vannucci Jr dei Killers sono venuti a trovarci negli uffici del Guardian per parlare della loro dipendenza a Steve Coogan e del lavoro da TacoTime.

Pensate di essere sopravvalutati o sottovalutati come band?
Brandon: Siamo valutati in modo giusto? Non saprei. È ovvio che pensiamo di essere sottovalutati.

Ho fatto sentire Hot Fuss a mia moglie nelle prime settimane dopo il nostro primo incontro, i Killers sono stati uno dei nostri primi amori condivisi. Riuscite mai a rendervi conto di quanto la vostra musica cambi o influenzi la vita delle persone?
Ronnie: Credo che sarebbe impossibile riuscire a renderci davvero conto di quello che dà alle persone.
Brandon: Ma siamo felici di essere di aiuto.

Eravate pro Blur o pro Oasis?
Ronnie: Innanzitutto…sono entrambe delle band fantastiche. Non li ho mai messi l’uno contro l’altro –
non mi è mai passato per la testa di farlo, anche se so che qui (in Regno Unito, ndt.) lo facevano. Ma probabilmente ascoltavo più i Blur che gli Oasis. Però guidavo in giro ascoltando gli Oasis – erano un’ottima musica per la guida.
Brandon: Gli Oasis. Mi piacevano troppo. Ma anche io non li mettevo contro.

Quale canzone da Wonderful Wonderful non vedete l’ora che le persone ascoltino?
Ronnie: Have All The Songs Been Written?
Brandon: Rut

Se doveste suggerire una cosa da fare o vedere a Las Vegas, quale sarebbe?
Ronnie: Uscite da Las Vegas e andate a Red Rock. Andate via dalla Strip.

Qual è la vostra arma da delitto preferita?
Brandon: Un ghiacciolo.
Ronnie: Si, un ghiacciolo. Siamo d’accordo. Mi sembra quasi che ne abbiamo già parlato in passato. Forse non dovremmo scriverlo.

Chi vincerebbe un torneo di tennis al meglio delle cinque partite – Brandon or Ronnie?
Ronnie: Non gioco a tennis. Ma ho un’eccezionale talento per la coordinazione mano-occhio.

Prendereste mai in considerazione una collaborazione con Susan Boyle?
Brandon: Oh mio Dio! Per favore passiamo alla prossima domanda!

Se vi trovaste ad un incrocio e ci fossero Morrissey a sinistra e Johnny Marr a destra, svoltereste a sinistra, destra o andreste dritti?
Brandon: Direi “Scusa Johnny”.

Se la vostra casa andasse a fuoco (famiglia e animali domestici già salvi) che cosa vorreste assolutamente salvare?
Ronnie: Calzini e mutande.
Brandon: La tazza da tè. I veri fan sanno a cosa mi riferisco.

Qual è la vostra canzone preferita per la guida?
Ronnie: Going Out West di Tom Waits – guido spesso vero ovest. Aggiusto la playlist a seconda di dove mi trovo nel mondo.
Brandon: Warren Zevon – Lawyers, Guns and Money. È fantastica.

Che album, per voi, ha le migliori canzoni di apertura?
Brandon: The Joshua Tree degli U2. È bello potente. Definitely Maybe degli Oasis. Appetite For Destruction. Questi tre!
Brandon: Cambio l’album degli Oasis con What’s The Story. Quello era meglio.

Brandon, qual è la tua canzone preferita dei Big Talk? E Ronnie, qual è la tua canzone preferita di Brandon solista?
Brandon: Qual era quella carina del primo album che mi piace?
Ronnie: Umm
Brandon: Next One Living! E mi piace anche quella che parla di tuo zio.
Ronnie: Qual è quella che abbiamo appena sentito dal tuo album? Between Me And You è bella. Ci piacciono quelle più calme. Siamo dei cuccioloni.

Creativamente parlando, qual è stato l’album che avete avuto più difficoltà a realizzare?
Ronnie: Questo. L’album attuale. Cosa ci ha creato difficoltà? Cosa non ci ha creato difficoltà! Si sentiva il peso di rimanere rilevanti come band rock nel 2017.

Che artista o album vi ricorda di più della vostra infanzia?
Ronnie: Qualsiasi lavoro di Steely Dan. Mio papà lo suonava tantissimo.
Brandon: Praticamente qualsiasi cosa di Whitney Houston. Ha dominato la scena delle radio di Las Vegas dal 1981 al 1989.

Quando avete iniziato, vi siete mai preoccupati del fatto che il nome della band fosse un po’ troppo aggressivo? Avete mai pensato ad altri nomi tipo I Badanti, Gli Aiutanti, I Soccorritori…?
Ronnie: Mamma? Sei tu?

Cosa significa “Brexit significa Brexit”?
Ronnie: Mi fa venire voglia di pancakes.

Qual è la migliore notizia falsa che avete mai letto su di voi?
Ronnie: Ho letto che uscivo con una delle gemelle Olsen. Era una cosa figa.

Cosa ne pensate dello stato attuale del rock’n’roll?
Ronnie: È come un cane con tre gambe che però è ancora in grado di prendere un frisbee.

All’inizio della vostra carriere avete mai ricevuto porte in faccia, e se sì, come avete reagito?
Brandon: Certo. Abbiamo ricevuto la porta in faccia da tutte le maggiori etichette discografiche in America. È stato quando abbiamo iniziato ad avere recensioni positive in Regno Unito che le cose sono cambiate anche a casa nostra. Ci hanno cambiato la vita.
Ronnie: Chiunque ci abbia recensito nei primi concerti può avere uno sconto del 10% sul nostro merchandising.
Brandon: Quelle recensioni hanno cambiato tutto. Ma come abbiamo reagito ai rifiuti?
Ronnie: Quando sei giovane sei più sfrontato. Forse perché il tuo cervello non si è ancora formato del tutto. Non sono sicuro che da 41enne prenderei le stesse decisioni che ho preso a 23 anni. È il solito proverbio – Babe Ruth ha fatto il record di fuoricampo ma anche quello di strike out. Si tratta di prendersi i propri rischi.

Quando andate in un casinò a Las Vegas, a cosa vi piace giocare e siete in attivo?
Brandon: Blackjack. Sono leggermente in attivo, ma proprio a pelo.
Ronnie: Non gioco.

Il mio Rottweiler adora The Man, qual è la canzone dei Killers preferita da Archie?
Ronnie: Al mio cane Archie piace The Calling. Ci canta anche. I grugniti che si sentono all’inizio sono di Archie.

Brandon, hai mai pensato di fare un servizio fotografico per la stampa gay? Del tipo in cui emergi da una piscina o ti riposi dopo una corsa in una giornata calda? È solo un pensiero.
Brandon: Certo, l’ho appena preso in considerazione. Perché no?

Avendo lavorato con Anton Corbijn per più di 12 anni, c’è una perla di saggezza di Corbijn che avete applicato alla vostra vita?
Brandon: Ne ho una! Durante il nostro primo servizio fotografico nel 2005 disse che non fotografava celebrità ma persone famose. Mi ha fatto capire che non volevo diventare una celebrità. Mi ha aiutato a capire molte cose…ha reso le scelte che dovevo fare per il futuro più chiare e facili da prendere. Non volevo inseguire la fama o cose che non sentivo giuste e che forse avrebbero portato più attenzione. L’ho fatto perché volevo che continuasse a fotografarmi. E ha funzionato!

Ananas sulla pizza, sì o no?
Brandon: Assolutamente no! Odio l’ananas sulla pizza.

Quali sono le vostre sitcom britanniche preferite?
Brandon: Mi piace Little Britain. Credo di essere stato abbastanza in Regno Unito per capirlo. Mi piace Steve Coogan…adoro Alan Partridge. Mi piace tantissimo! Amo Mid Morning Matters. È un pazzo.
Ronnie: Mi è piaciuto Trip To Italy (Viaggio in Italia, ndt.). Sono un altro fan di Steve Coogan.

Perché avete introdotto i biglietti VIP per i concerti – si crea una situazione di discriminazione tra chi ha e chi non ha?
Brandon: Non avevamo idea che fosse così controverso fino a ieri, quando le persone hanno cominciato a lamentarsene. Stiamo investigano. Ci stiamo lavorando.
Ronnie: Ci dispiace se abbiamo fatto arrabbiare qualcuno.

Prince o Michael Jackson? O Elvis?
Brandon: Elvis.
Ronnie: Senza Elvis non ci sarebbero stati Michael Jackson o Prince. No?
Brandon: Assolutamente.

Che cibo mangiate quando siete in Regno Unito?
Brandon: Il trifle.

Quando siete in tour, quante ore riuscite a dormire?
Brandon: Più di quanto pensiate.
Ronnie: Ma mai abbastanza.

Qual è l’aspetto più difficile di crescere dei figli quando si è una rock star?
Brandon: Non credo sia così diverso da qualsiasi altro lavoro.

Quali sono stati i vostri primi lavori?
Brandon: Ho lavorato a Taco Time. Googleatelo.
Ronnie: Imbustavo la spesa. È stato il primo lavoro in cui ero pagato.

Qual è il vostro spirito animale?
Brandon: Il mio spirito animale è Ronnie Unstoppable Vannucci Jr.
Ronnie: Il mio è lo yak. È un bestione cornuto.

Fonte // The Guardian

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