93XRT [22-05-2020]

Il frontman dei Killers ha fatto un salto durante la nostra happy hour virtuale con Miller Lite e Lin Brehmer. Non è fantastico!?

Sapete che la settimana scorsa abbiamo fatto Beers for Brehmer with Miller Lite e abbiamo avuto un ospite molto speciale, Mikel Jollet degli Airborne Toxic Event, e forse qualcuno di voi collegato per questa happy hour virtuale avrà detto “Quelli che erano collegati la settimana scorsa hanno avuto un ospite speciale, perché non ne abbiamo uno anche noi?”
Beh, ieri ho scoperto che abbiamo un ospite speciale: Brandon Flowers dei Killers

Hey!

Benvenuto!
È sempre un po’ strano dare il benvenuto a qualcuno come Brandon Flowers ad una radunata su Zoom con altre quindici persone, perché sono abituato a vederlo uscire su un palco di fronte a centinaia di migliaia di persone, e invece eccolo qui, che si infila nella nostra happy hour virtuale.
Ciao Brandon, grazie per esserti unito a noi.

Come state?

Siamo entusiasti di averti qui e mentre passavamo Caution alla radio ieri, e la passiamo spesso, stavo citando alcuni dei miei versi preferiti, non solo di quest’anno ma di sempre ‘Cause it’s some kind of sin to live your whole life on a might’ve been’.
Quando hai pensato a quei versi ti sei detto ‘Oh sì, è proprio così che voglio concluderla’?

Sì..sapevo che la canzone era completa quando ho pensato a quel verso, grazie per averlo notato. Non si sa mai, alcuni si concentrano di più sui testi e altri sulla melodia. Io ho sempre fatto più parte dei primi, quindi credo di fare il lavoro giusto.

Una delle cose che ho notato nell’ultimo paio di mesi passando musica alla radio, e forse è una cosa collegata a come le persone vivono le loro vite adesso, ma sembra che facciano più attenzione alle parole delle canzoni, ci riflettono di più. Questo succede magari anche con canzoni che hanno ascoltato già centinaia di volte, e all’improvviso, solo a causa di dove si trovano mentalmente o fisicamente, ci vedono nuove sfumature e prestano più attenzione ai testi, che è una cosa positiva per uno come te con un album pronto ad uscire.

Sì, e credo che molti stiano tornando alle proprie radici e stiano provando cose del passato già testate. Credo che la musica abbia un posto speciale nel cuore delle persone e che possa portare conforto. Così è successo a me nella mia vita.

Sì..beh, senza musica non mi troverei in un piccolo quadrato attorniato da un bordo giallo parlando con te ora.
Sai, è difficile riferirsi a questa persona come ad un chitarrista sottovalutato, ma di solito lo faccio perché, pur essendo associato ad un gruppo così importante come i Fleetwood Mac, la gente a volte non nota o non apprezza il livello a cui Lindsey Buckingham suona la chitarra, capisci cosa intendo?

E suona in Caution.
È una persona che hai sempre ammirato o si è trattato di un amico in comune che ha detto ‘Sapete, Lindsey non sta facendo molto’..

No..ovviamente i Fleetwood Mac e Lindsey sono un punto fisso della musica americana e un po’ del suo materiale solista
è fantastico. Vederlo dal vivo, come fa il suo mestiere, è incredibile. Non ce ne sono molti come lui.
Stavamo registrando a Los Angeles e lui vive là vicino, ha detto delle belle cose su di noi, e così è venuto e ha dato il suo meglio in studio. È stato un bel regalo per noi.

Con una persona come lui, gli si dà un qualche tipo di direzione da seguire o gli si dice semplicemente ‘Vorremmo che improvvisassi un po’ qui e che suonassi questo’, o solo ‘Sei Lindsey Buckingham, fai quello che sai fare!’

Sì, lo abbiamo lasciato fare il suo, gli abbiamo fatto ascoltare la canzone qualche volta. Ha davvero dato sostegno, quell’energia extra a ciò che dico nella canzone, è come se dicesse lo stesso con la sua chitarra. Ed è stato speciale far parte di ciò con lui.

Beh, è bello che siate riusciti a lavorarci assieme..
Che rapporto ha Caution con la struttura e il sound del resto dell’album?

È simile..c’è sicuramente un filo conduttore e non vediamo l’ora che la gente ascolti il resto. Stavamo per finire il mixaggio quando è iniziata la quarantena, adesso stiamo finendo gli ultimi ritocchi a distanza e via telefono scambiandoci commenti, e lo pubblicheremo il prima possibile.
Ma sì, è un buon indicatore di quello che potete aspettarvi, ma ci sono anche delle sorprese e sono davvero
entusiasta del secondo singolo.

Cambiando argomento, giusto un consiglio, dato che lavoro nel mondo delle radio e della musica dal 1977..magari in futuro non pubblicate album durante una pandemia!

Grazie!

Deve essere difficile per voi perché il piano era di pubblicare un nuovo album e avevate una tabella di marcia piuttosto piena. Un conto è pensare ‘Okay pubblichiamo un album e suoneremo in un paio di club in qualche città di fronte a 100, 200 persone’, un altro è essere headliner di festival o sul palco in uno stadio, che ti costringe a pensare ‘Sì, dobbiamo fare qualcosa per quelle 80,000 persone che progettavano di venire’. Deve pesarvi molto a questo punto.

Sì, è sicuramente una situazione deprimente. Questo grande tour era in qualche modo il punto di arrivo, ed è una cosa che ci piace davvero e che è diventata una parte importante dell’identità della nostra band, cioè il modo in cui suoniamo e condividiamo questi momenti con i nostri fan. Ma penso anche a tutti coloro che non possono lavorare, e ho anche un padre di 75 anni con il diabete a cui penso sempre..è un periodo strano.

Sì è un periodo strano.
La musica dal vivo è sempre stata una componente che aspettavate con gioia? Perché, sai, conosco alcuni artisti che amano stare in studio e amano scrivere musica al piano, ma per loro è quasi una maledizione dover andare in tour.

No, è diventato qualcosa che aspetto sempre con entusiasmo, credo di esserne dipendente. Siamo di Las Vegas, è nel nostro sangue presentare queste canzoni in un certo modo, ed è una cosa davvero speciale e non vediamo l’ora di tornare là fuori.

Sì, è tempo di spettacolo stile Las Vegas!
Tu sei cresciuto un po’ a Las Vegas, e un po’ in Utah. Io ho passato un po’ di tempo in Utah. Hai detto molte volte che il tuo risveglio musicale è successo quando vivevi in lì. È stato solo un aspetto della tua crescita come ragazzino in Utah?

Sì, ho passato i miei anni formativi in una piccola cittadina nel mezzo dello Utah e mio fratello aveva appena iniziato…
cercherò di farla breve ma i CD stavano iniziando a sostituire le cassette e ogni volta che mio fratello sostituiva
una vecchia cassetta con un nuovo CD la passava a me, come una specie di eredità musicale. Così mi ha dato i Pet Shop Boys e gli Smiths, e i New Order, e i REM, e gli Oingo Boingo e tutta questa fantastica musica alternativa degli anni ’80, che io ho amato. Quindi associo quell’esperienza e divento davvero nostalgico e ottimista quando la metto assieme al luogo geografico. Adesso che mi trovo nella stessa area ha un forte impatto ascoltare di nuovo quella musica, e stare in mezzo alle montagne e agli alberi e a tutto il resto.

Quella piccola cittadina in Utah era collegata allo scii o era una semplice cittadina?

No, era più da rodeo. Ha un’atmosfera piuttosto country, non ha niente a che fare con le cose raffinate.

Vi ho visti da poco al Tonight Show, circa una settimana fa.

Ed è stato l’ennesimo esempio..sai, sentiamo spesso cantanti, specialmente rock, e ci meravigliamo sempre di cosa riescono a fare con la loro voce, ma tu hai una di queste voci. Hai una voce da mini ottave? Sei un cantante che arriva a tre ottave? Riesci a tenerle?

Non ho contato, non so quale sia la mia estensione.

Beh è una voce davvero fantastica. Quando ti sentiamo cantare ci viene da chiederci, come fa a farle fare tutto questo? E per molte persone con una voce così forte e con un’estensione tale ti chiedi se abbiano avuto un allenamento classico o, e mi riferisco specialmente alle leggende del soul di Chicago come gli Staple Singers, abbiano raffinato le loro capacità vocali in chiesa. Hai avuto almeno una di queste esperienze nella tua crescita come cantante?

Cantavo in chiesa ma non è mai stato simile a come cantavano quei cantanti gospel. Di solito cantavo assieme alla congregazione, ma la mia voce è stata una sorpresa , non era un segreto che tenevo per me, semplicemente non sapevo di averla. Almeno fino ai 19, 20 anni non immaginavo che sarei diventato un cantante, è a quell’età che ho preso
in mano un microfono per cantare.

Davvero? Nessuno ti ha battuto sulla spalla per dirti ‘Sai, ho già sentito quell’inno ma lo stai cantando proprio bene oggi in chiesa!’?

No, giocavo molto a golf da solo e, nello stesso periodo in cui mi stavo appassionando alla musica, cantavo le canzoni tra me e me mentre me ne stavo sul campo da golf. Forse è stato una sorta di allenamento, non saprei.

Devo porti questa importante domanda..ti guardo e penso che potresti essere un handicap sette (valutazione di un giocatore nel golf, ndt.)

Quando ero al mio massimo, a sedici anni, probabilmente lo ero.

Davvero? Eri abbastanza bravo da giocare a scuola?

Sì, ero abbastanza bravo come giocatore delle superiori. A Las Vegas ci sono molti buoni giocatori, c’è molto talento, e
si può giocare per tutto l’anno. Alcuni ragazzi erano handicap 0 quando avevamo 16, 15 anni, quindi io come 7 non ero abbastanza bravo.
Ho una storia interessante. Un giorno tornando a casa da scuola dovevo entrare in casa per mettermi la maglietta da golf. Questo è successo nel periodo in cui stavo iniziando a prendere in considerazione la musica, avevo 17 anni e ho incontrato questo tipo che voleva iniziare una band…comunque, sono corso dentro e ho lasciato la macchina in moto e mentre mi cambiavo la maglia, qualcuno mi ha rubato la macchina con le mazze dentro. Sono stato in casa solo 45 secondi,
dovevo andare al campo da golf…e quando poi abbiamo ritrovato la macchina qualche settimana dopo, le mazze non c’erano e non ne ho comprate altre. Ho capito che c’era uno strano bivio sulla strada in cui mi trovavo, e questo fatto mi ha spinto a prendere una decisione.

Davvero?

È fantastico!
C’è stato un tempo, nel mondo del rock, durante il quale nessuno avrebbe considerato di giocare a golf o, sai, se ascoltavi Janis Joplin, non sarebbe mai uscita di casa per andare a fare 9 buche veloci, no?

No, non lo avresti ammesso.

Ecco, era una cosa anti rock, ma sai cosa ho notato? Non so se ne sei al corrente ma molti artisti che ho conosciuto a fine anni ’70 e inizio anni ’80, che avevano seri problemi di abuso di droghe, hanno rinunciato alle droghe e iniziato a giocare a golf. È stata la loro porta di accesso al distanziamento dalla dipendenza da droghe, quindi si potrebbe dire che in qualche modo la cocaina e l’eroina sono state le droghe di passaggio al golf.

Lo stanno facendo al contrario.

Beh, non voglio tenerti troppo, apprezziamo molto il tempo che stai passando con noi ma solo un altro paio di domande. Stiamo facendo la quarantena in casa, cercando di stare al sicuro, e so che hai i tuoi figli che corrono per casa da qualche parte. Come ti comporti con dei bambini che non vogliono sottostare a questa quarantena? Ti trovi in un posto abbastanza remoto da poter uscire, o state giocando più spesso con i giochi da tavolo o come stai facendo?

Siamo fortunati, ci troviamo in un’area attorniata da molta natura e con spazi aperti, quindi possiamo uscire a fare passeggiate e fare esercizio. Ai miei figli piace la situazione, forse hanno ereditato il mio atteggiamento sociale. Non sono mai stato un farfallone. A loro piace stare rintanati con noi e per ora sta andando tutto bene.

Hai usato questa pandemia come scusa per guardare cose davvero stupide in tv?

Niente di stupido…ho mostrato loro Il Padrino Parte 1 e Parte 2, quindi sono più propenso a guardare i classici. Io e mia moglie stiamo guardando Barry.

Oh Barry il detective, la commedia dark?

Amo quella serie.

Sì, è proprio bella, siamo alla seconda stagione, metà della seconda stagione.

Spero che torni..
Quindi eccoti lì in Utah, rintanato con i tuoi figli, una domanda finale. I tuoi figli ti hanno visto suonare e cantare, hanno visto la band. Qual è la loro reazione? Perché potrebbero avere opinioni diverse. Qual è la loro reazione a loro padre come cantante di un’epica band rock?

Non sono stati a molti concerti, solo il più vecchio è stato sveglio per un intero concerto una volta, gli altri si addormentano perché è troppo tardi per loro. Quindi sanno cosa faccio e cerchiamo di vivere il tutto normalmente e con calma in casa, cerchiamo di non dargli troppo peso, ma credo che pensino che sia una cosa figa ma sono anche solo loro padre.

Hai ragione, ai papà non viene dato rispetto.
Imploding the Mirage è un riferimento a qualcosa che succedeva a Las Vegas ma mi sembra che abbia, come lo definirebbe un critico letterario, una profonda ambivalenza. A cosa pensavate quando l’avete scelto come titolo?

È un mio modo personale di definire il mio punto di vista sull’allontanamento da Las Vegas. Mi sono trasferito due anni e mezzo fa ed è stata una decisione che ho dovuto prendere per mia moglie e i miei figli, quindi ci ho riflettuto molto. Siamo cresciuti mentre implodevano tutti questi luoghi di riferimento delle nostre vite, in cui hanno lavorato i nostri nonni. Credo che abbia un effetto su di te quando ti ci abitui, sapere che ci sarà sempre qualcosa che viene fatto saltare in aria per essere rimpiazzato con qualcosa di più grande e splendente, ma è uno strano atteggiamento di guardare al progresso.
Non so, volevo progredire ma anche, invece di rimpiazzare con un hotel splendente, si tratta di rimpiazzare con qualcosa
di eterno e reale. È da questo che deriva il titolo.

Che bel modo di concludere la nostra conversazione.
Brandon Flowers, è stato davvero bello parlarti oggi. Grazie per aver superato i problemi che ci sarebbero potuti essere, e aver passato un po’ di tempo con noi.

Grazie ragazzi

Brandon Flowers, gente!

Ciao a tutti

Ciao

Fonte // 93XRT Facebook

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