Des Moines Register [04-10-2018]

Dave Keuning era chiuso nell’armadio del suo appartamento a Las Vegas quando ha strimpellato una serie di note che pensava suonassero niente male.

Le ha suonate sulla sua Epiphone SG, facendole passare attraverso un distorsore per renderle meno pulite.

Sapeva di avere qualcosa in mano.

“Mi piaceva la sensazione di quelle note,” dice.

E così ha fatto quello che un aspirante chitarrista avrebbe fatto nei primi anni 2000: ha preso il suo registratore Tascam — “Ho un rapporto terribile con i computer,” dice — per registrare una demo.

Stretto in mezzo ai vestiti, il miglior posto nel suo appartamento per eliminare qualsiasi rumore esterno, ha improvvisato le note. Ha messo assieme alcune parti per una canzone, registrando varie idee per la demo.

Keuning è emerso dal suo studio improvvisato di 1,5×1,5 metri con una traccia di quella che sarebbe diventata una delle canzoni rock essenziali della sua generazione.

“Stavo solo provando qualche progressione di note alte, suonata in modi diversi,” dice Keuning, 42 anni. “Ed è diventata ‘Mr. Brightside.’”

Questo autunno saranno passati 15 anni da quando un’etichetta indipendente ha pubblicato per la prima volta “Mr. Brightside,” una storia da una strofa e di tre minuti e mezzo così piena di agonia che il mondo la canta ancora a squarciagola come la prima volta che Brandon Flowers ha urlato “Let. Me. Go.” dentro un microfono.

Co-scritta da Keuning, “Mr. Brightside” continua ad incantare i fan con la sua storia di inquietudine raccontata attraverso una serie di note alte.

Come ha fatto un ragazzino, cresciuto tra le colline coperte di tulipani e mulini a vento di Pella, in Iowa, a finire a Las Vegas? Come chitarrista in una delle band rock più prominenti di questo secolo?

È iniziato tutto con 40$ e un “appetito vorace” per la chitarra.

40$, qualche corda e un sogno

Keuning ha messo mano alle corde di una chitarra per la prima volta a 14 anni. Aveva chiesto di averne una per Natale, scegliendo un modello di quelli meno costosi dal catalogo Sears — la Amazon dell’America rurale nel 1989 — come consiglio ai suoi genitori.

Ma passate le vacanze natalizie non era ancora bravo a suonare i migliori riff del periodo.

“Ho avuto tutto quello che avevo messo in lista tranne la chitarra,” dice. “Non so perché i miei non l’avessero presa.”

Se i suoi genitori stavano sottilmente cercando di impedire a Keuning di entrare nel mondo del rock ‘n’ roll — “Hanno sempre voluto che avessi un piano B per un lavoro normale,” dice — la cosa non ha funzionato. Keuning è riuscito a comprarne una da un compagno di classe per 40$.

Si è quindi immerso nei Metallica, Aerosmith e AC/DC, i giganti della radio della sua infanzia. Catturato dal sound di ognuna di queste band, faceva pratica giornalmente sulle canzoni più famose che passavano.

E lo spirito competitivo ha aggiunto benzina al fuoco. Un amico di scuola, Ross, suonava da più tempo di lui. Keuning doveva impegnarsi per raggiungerlo.

“Non riuscivo a metterla più giù ogni volta che la prendevo in mano,” dice. “Mi affascinava.”

Nello stesso periodo in cui Keuning iniziava a picchiare sulle corde della chitarra, Chris Hopkins, un esperto musicista che suonava nei club locali, pubblicò un annuncio nel giornale cittadino alla ricerca di aspiranti chitarristi a cui insegnare. Si ricorda che Keuning è stato uno dei primi a rispondere all’annuncio e i due hanno iniziato ad esercitarsi a più non posso.

Hanno studiato la composizione delle canzoni — come “Black”, il classico album dei Metallica del 1991 — senza appesantire le lezioni con troppa teoria musicale.

“Mi ha viziato rispetto agli altri studenti,” dice Hopkins. “Aveva un appetito vorace di conoscere i minimi dettagli. Quando gli davo un compito tornava la settimana successiva sapendo già tutto alla perfezione.”

Keuning ha studiato l’arte di suonare sul palco guidando centinaia di Km avanti e indietro da Des Moines, dove gruppi come Fugazi, Smashing Pumpkins e Mudhoney suonavano negli anni ‘90 all’Hairy Mary’s, famoso club in centro città.

Spesso andava a questi concerti da solo, e guardava come il bassista si coordinava con il chitarrista o come il batterista comunicava con entrambi. Keuning studiava come ogni musicista traeva energia dagli altri, una cosa che ha poi imparato non essere condivisa dalla maggior parte dei fan della musica.

“Stavo lì un paio di ore, non parlavo con nessuno, non compravo bevande e poi me ne tornavo a casa,” dice. “Volevo solo vedere musica suonata dal vivo.”

Occhi puntati verso la Città del Peccato

Keuning si è diplomato al Kirkwood Community College prima di tentare di frequentare la University of Iowa, dove ha studiato musica.

Ma questo periodo ad Iowa City è stato breve. Keuning trascurava le lezioni che non avessero a che fare con la musica e si è ritirato dopo un anno.

“Anche se era una bella scuola, mi costava soldi,” dice. “Non stavo prendendo la cosa molto seriamente… Volevo solo suonare la chitarra in una band.”

E così ha iniziato a mettere via soldi, e ha puntato lo sguardo verso ovest, e verso le attraenti luci al neon di Las Vegas.

Vegas sembra una scelta interessante per un aspirante musicista all’inizio del nuovo millennio. Perché non seguire la strada già battuta verso New York o Los Angeles?

Questione di soldi.

“Non è una cosa bella da dire, ma è la verità,” dice.

Entrambe le coste sono piene di musicisti che lavorano, ma Keuning sapeva bene che sarebbe stato così stanco, per via dei quattro lavori che avrebbe dovuto fare per poter pagare l’affitto, che non avrebbe avuto tempo per scrivere canzoni. Las Vegas offriva la stessa opportunità ad un prezzo più conveniente.

In più è abbastanza vicina a Los Angeles. Se la fortuna fosse arrivata si sarebbe potuto trasferire quattro ore a ovest con relativa facilità.

E poi bisogna tener conto del fatto che Vegas era una città esotica per un 20enne da Pella.

“Era molto più facile vivere lì e avevo più tempo per lavorare sulla mia musica,” dice.

Keuning ha fatto qualche lavoretto e ha continuato a scrivere canzoni. Ha pubblicato annunci per cercare musicisti ma nessuno è andato a buon fine finché ne ha messo uno sul Las Vegas Weekly, per la ricerca di musicisti influenzati da David Bowie, Smashing Pumpkins, Oasis e Radiohead.

Dal punto di vista musicale, Keuning era avanzato dai Motley Crue e Aerosmith ai compositori degli anni ‘90 come Kurt Cobain e Billy Corgan, oltre all’amore per il synth pop à la New Order.

Nel 2001, un aspirante cantante chiamato Brandon Flowers, apprezzando le influenze di Keuning, rispose all’annuncio, formando così metà del quartetto che ha dato al mondo “Somebody Told Me,” “When We Were Young,” “Human” e, sì, “Mr. Brightside.”

“I never …”

La prima volta che Keuning ha incontrato Flowers, il ricciuto originario dell’Iowa ha dato una demo di “Brightside” al nativo del deserto dal sorriso vivace. I due sono andati d’accordo grazie all’apprezzamento che Keuning aveva per i Cure e l’amore di Flowers per gli Smiths e i Depeche Mode.

“Ero davvero contento di aver incontrato qualcuno così,” dice.

I due futuri compagni di band condividevano l’avversione per il rock moderno che passava in radio.

“La cosa che ci accomunava era che non ci piaceva quello che stava succedendo in quel periodo, e ad entrambi piaceva la musica anni ‘80,” Keuning dice. “Andavamo d’accordo su quello e abbiamo iniziato a creare.”

Il cantante è tornato qualche sera dopo con il testo per la demo di Keuning.

Un verso, ripetuto due volte, il ritornello e un outro — ognuno pieno di struggimento, gelosia e un urlo di incontrovertibile infedeltà che riecheggia lungo una generazione intera.

“Stava passando un periodo triste a quel tempo,” dice Keuning. “E questo è quello che gli è uscito.”

‘Ricordano una versione austera dei Duran Duran’

Il batterista Ronnie Vannucci e il bassista Mark Stoermer hanno completato la formazione dei Killers. La band ha iniziato a suonare concerti nel circuito di Vegas, auto pubblicando una demo che conteneva “Brightside.”

“Molte persone attorno a Vegas forse ce l’hanno da qualche parte,” dice Keuning.

La band comincia a ricevere attenzione da una costa all’altra. La Warner Bros. invita i Killers ad uno showcase, ma Keuning dice che l’etichetta non li scelse perché non erano ancora al top dal vivo.

“Mi ricordo che dissero che non pensavano che Brandon fosse abbastanza bello,” dice Keuning ridendo. “Peccato. So che c’erano cantanti più brutti là fuori.”

I Killers registrano una buona parte di “Brightside” prima dello showcase per la Warner Bros, durante un fine settimana in uno studio nell’area della baia di San Francisco.

Le canzoni registrate a San Francisco erano delle demo per andare alla ricerca di etichette discografiche, ma buona parte di quella registrazione si è poi evoluta nella canzone che ad oggi è stata ascoltata in streaming su Spotify 500 milioni di volte.

“Siamo tornati e abbiamo aggiunto… qualche tastiera, qualche coro e abbiamo giochicchiato con la batteria,” dice Keuning. “Ma il 90% di quella canzone è stata registrata nelle sessioni per la demo.”

La Warner non è stata l’unica a passare. Un’altra etichetta lo fece. E un’altra ancora. Finché il gruppo ha firmato un contratto con l’ora defunta etichetta indipendente britannica Lizard King Records.

“Mr. Brightside” è stata pubblicata come singolo il 29 Settembre 2003 in Regno Unito. I Killers hanno promosso la canzone con un tour, suonando in club di cittadine come Lincoln e Bath, dice Keuning.

La canzone incanta la stampa britannica. “Brightside” debutta nel programma di Zane Lowe su BBC Radio 1. Una recensione del 2004 legge: “Il debutto dei Killers è un matrimonio scintillante di chitarre crescenti e palpitanti, intrecciate con un coro esaltante che in questi giorni è tipico dei singoli degli Strokes, sintetizzatori anni ’80 che ricordano curiosamente una versione austera dei Duran Duran.”

Il successo oltreoceano frutta ai Killers un contratto con la Island Records, la casa discografica di cui ancora fanno parte nel 2018. L’album di debutto, “Hot Fuss,” viene pubblicato nel 2004, e include una ripubblicazione di “Mr. Brightside” come singolo.

L’album, considerato da Rolling Stone uno dei 100 migliori debutti di sempre, ha venduto milioni di copie ed è diventato di platino negli Stati Uniti, in Regno Unito e in parti dell’Europa. “Mr. Brightside” è arrivata al numero 10 della classifica dei singoli di Billboard nel 2005 e ha fruttato al gruppo una nomination ai Grammy Award.

Una generazione ‘Brightside’

Questa band è nata in un “periodo di transizione per il rock,” dice Stephen Thompson, editore musicale di NPR. La radio alternative era passata dal nu-metal, ad un modo di raccontare più sensibile ed emotivo, cosa che i Killers hanno catturato nel loro debutto.

“Mr. Brightside” riesce a “farti emozionare,” dice Thompson, ma è anche una canzone senza tempo di quelle da ascoltare in macchina a finestrini abbassati.

“C’è qualcosa di molto primitivo e semplice che ti cattura,” dice Thompson.

La canzone è entrata in uno spazio che trascende un’era o un trend. Fa parte della cultura moderna allo stesso modo in cui “Seven Nation Army” domina gli sport da stadio o “Don’t Stop Believin’” è sparata a tutto volume nei bar di ogni cittadina.

Alex Mac, della radio ALT 106.3, ha ascoltato la canzone la prima volta quando era alle superiori. È rimasta con lui fino al diploma e poi al college. Adesso la suona regolarmente in radio.

“Ci sono tantissime persone che hanno vissuto la mia stessa esperienza,” dice Mac. “Quando parte in un bar (e) ti ricordi di quella persona che ti piaceva ma che non ricambiava.”

La canzone post-punk piena di synth dei Killers è passata come un tornado nei programmi serali televisivi del 2004 e 2005. Leno, Letterman, Conan — il pubblico di ognuno ha avuto un assaggio delle nuove stelle illuminate dai neon di Vegas.

“Sono rimasto impressionato quando abbiamo suonato per David Letterman, che eravamo abituati a vedere ogni sera quando eravamo alle superiori e al college,” dice Keuning.

La British Phonographic Industry ha classificato “Mr. Brightside” come la canzone rock più ascoltata in streaming nel Regno Unito nel 2017, 14 anni dopo la prima pubblicazione.

L’inno della generazione dei millennial è finita di nuovo sui titoli dei giornali all’inizio dell’anno per aver passato più di 200 settimane consecutive nella classifica dei singoli in Regno Unito. La longevità della canzone deriva dagli streaming, spiega Gennaro Castaldo, direttore delle comunicazioni della British Phonographic Industry.

I fan che al tempo avevano comprato il CD e avevano ascoltato “Hot Fuss” a ripetizione, adesso ascoltano la canzone su Spotify o YouTube, facendola così risalire in classifica. Questo nuovo rafforzamento, combinato con la trasmissione della canzone durante festival, eventi sportivi e incontri nei pub, assicura che “sia costantemente attorno a noi,” dice Castaldo.

“Non è mai troppo lontana quando si vuole… una canzone che ti metta di buon umore,” dice Castaldo.

Quasi vent’anni dopo essersene andato da Pella, Keuning vive nella California del Sud, padre di un ragazzino adolescente. L’anno scorso ha svelato di essersi preso una pausa dal tour con i Killers, ma rimane ancora un membro del gruppo.

È modestamente soddisfatto della canzone che ha contribuito a creare.

“Sono sicuramente orgoglioso che quel riff si sia trasformato in una canzone che è ancora ascoltata e piace,” dice Keuning.

E la band continua a sfornare successi. L’anno scorso i Killers hanno ottenuto il primo numero 1 nella classifica Billboard 200 con il loro quinto album in studio, “Wonderful, Wonderful.”

Ma non c’è ancora niente di uguale a sentire “Coming out of my cage …” per la prima volta.

“Il modo in cui quel ritornello mi è sembrato giusto la prima volta che l’ho suonato è lo stesso ogni volta che lo suono ancora oggi o lo sento alla radio,” dice Keuning.

“Credo che valga lo stesso per tutti.”

Fonte // Des Moines Register

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