Inspired [21-11-2017]

Rob Loud è un fotografo newyorkese. È stato per 12 volte il fotografo ufficiale della New York Fashion Week, per 9 degli US Open di tennis. Ha lavorato per una serie di festival inclusi il Lollapalooza e il leggendario Tribeca Film Festival, oltre a campagne promozionali per marche famose come Avon, Garnier, Krups e altre.
Rob è diventato da più di un anno il fotografo ufficiale dei Killers.

Durante la nostra breve conversazione Rob ci racconta degli inizi della sua carriera come fotografo, la vita in tour, e come funziona, con una delle band rock più famose dei nostri tempi.

Dove hai studiato fotografia?
Ho seguito un corso al college e uno dopo. Direi che ho imparato la maggior parte delle cose semplicemente facendo foto.

Come ha preso inizio la tua carriera?
Ho sempre saputo di voler lavorare per i fatti miei, e la fotografia è diventato un mezzo per esprimermi. La mia carriera è iniziata con lavoretti qua e là, errori e un po’ di fortuna e ancora altri lavoretti. Attraverso Getty Images ho iniziato con la New York Fashion Week. Ho maturato esperienza, ho conosciuto persone, e dopo alcuni anni ho cominciato ad essere contattato direttamente dai designer e aziende che lavorano nel campo dei prodotti per capelli e trucchi.

Come ti sei ritrovato a fotografare i Killers?
Ho fatto parte di un gruppo di fotografi al Pemberton Music Festival. Ho avuto l’opportunità di mostrare alcune delle mie foto ai Killers alla fine del concerto, sono piaciute loro e così mi hanno invitato agli altri concerti durante la settimana seguente. Lavoro per loro da allora.

Ascoltavi i Killers prima?
Si, mi è sempre piaciuta la loro musica. In realtà al Pemberton Music Festival avrei dovuto fotografare i Pearl Jam, ma ho fatto cambio con un fotografo amico, Hunter Holter, per seguire i Killers.

Qual è la cosa più difficile del lavorare con i Killers?
Come succede a tutti i fotografi che hanno a che fare sempre con lo stesso soggetto, la cosa più difficile è fare delle foto che siano sempre diverse e nuove. Ovviamente conosco momenti e gli angoli che rendono meglio. Ma può diventare noioso.

Chi è il più difficile da fotografare?
Brandon si muove molto, quindi a volte è difficile da fotografare. Ma è anche per il suo muoversi che a volte riesco ad avere delle belle foto.

Com’è una giornata lavorativa tipo in tour?
Se siamo fortunati, abbiamo un po’ di tempo per visitare la città in cui ci troviamo. Ristoranti o trekking sono le mie occupazioni preferite quando abbiamo tempo libero. Ovviamente sono sempre al computer – editing delle foto, questioni organizzative e tonnellate di email a cui rispondere. Quando siamo nel posto del concerto prima c’è il soundcheck, poi il concerto e tutto si chiude con una pizza. Finisce sempre con una pizza.

È difficile trovare l’ispirazione dopo anni di lavoro in questo ambito?
Lavorare a così stretto contatto con una band così famosa dà molta ispirazione. È così che continuo ad imparare ogni sera.

Chi sono i tuoi idoli tra i fotografi?
Il fotografo di musica Danny Clinch. E poi anche Mark Seliger, Michael Muller e Chris Buck. C’è anche qualche giovane fotografo di musica, che seguo su instagram. Mi aiutano a trovare nuove idee.

Qual è la foto di cui sei più orgoglioso?
C’è una foto dal concerto ad Hyde Park della scorsa estate, che è stata apprezzata molto. Brandon è sopra ad una delle casse monitor e canta ad un pubblico di 75.000 persone. Fotografare quella scena di fronte a quel numero di persone è stato qualcosa di speciale.

Ti sono mai stati offerti soldi per le foto ‘private’ dei Killers o di altri clienti?
Per i Killers no. Non commento sulla seconda parte della domanda. Ma sono fiero di poter dire che ho dovuto dire di no ad alcune richieste piuttosto bizzarre.

Come si può fare una bella foto ad un concerto?
È una di quelle cose che capisci quando ti ci trovi davanti. Personalmente mi piacciono i momenti più calmi o quelli più epici. Tutto quello che sta in mezzo può diventare noioso.

Che consigli puoi dare ai giovani che vogliono iniziare la carriera di fotografo musicale?
La fotografia concertistica ci sarà sempre ma non ci si può basare solo su di essa come unica fonte di guadagno. Una rete di contatti e l’abilità ad usare la macchina fotografica sono le cose migliori per iniziare. Imparate come si scattano belle foto, ma lavorate anche sui ritratti, e fatevi amici. È incredibile come conoscere un gruppo di persone possa darti accesso a lavorare con molte band. Non seguite le mode, cambiano rapidamente. Cercate di sviluppare un vostro stile.

Miglior concerto del 2017?
Il set a sorpresa a Glastonbury.

Quali sono i piani per il futuro? Per quali artisti o band vorresti lavorare?
Mi definisco un tipo rock, ma non rifiuterei di lavorare con altri generi come, ad esempio, il pop o l’hip-hop. Mi sembra che possano essere piuttosto divertenti dal punto di vista visivo. Vorrei anche lavorare a più video musicali.

Fonte // Inspired

Condividi