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La rivisitazione di A Dustland Fairytale con il Boss è disponibile da oggi su tutte le piattaforme online di acquisto e streaming.

Ad accompagnare l’uscita di Dustland è arrivato un messaggio scritto da Brandon attraverso i canali social della band, dove racconta come è nata questa collaborazione e ribadisce quanto essa prenda spunto dai temi trattati nelle canzoni di Springsteen e dalla vita dei suoi genitori, in particolare nel duro periodo di malattia di sua madre.

29 Febbraio 2020
Aeroporto JKF, Terminal 2
Destinazione: Salt Lake City, Utah

Sono un po’ più nervoso del solito per il volo di stasera. La Universal ha inviato un’email a tutti i suoi artisti: “Continuate la promozione A VOSTRO RISCHIO.” C’è un nuovo virus in giro, e sta tagliando le gambe alla promozione del nostro ultimo album – Imploding the Mirage. Siamo orgogliosissimi dell’album e non vediamo l’ora che il mondo lo ascolti. Ma quello che sarebbe dovuto essere un attesissimo tour che scuote gli stadi stava per frenare bruscamente. C’è molto tempo prima dell’imbarco, così mi compro un hamburger da Wendy’s e chiamo Tana. È contenta di avere suo marito a casa prima del previsto. E, devo essere onesto, anche io sono piuttosto sollevato di tornare a casa prima.

Quando sto per trovare il mio gate, inizio a ricevere dei messaggi da un numero non salvato sul mio cellulare. “Sto guardando Glastonbury. Siete diventati una grandissima band dal vivo, fratello mio! Mi piace tantissimo il vestito dorato! Un giorno dobbiamo trovarci a suonare Dustland.” Firmato: “Bruce.”

Mi ritrovo con tre ipotesi:
1. Qualche mostro senza scrupoli mi sta giocando un crudele scherzetto.
2. È Bruce Hornsby. Ma non gli parlo dal 2015 o giù di lì.
O
3 È davvero Bruce Springsteen (mi sono dimenticato di salvare entrambi i suoi numeri nel telefono).

Così cerco su google il codice telefonico. È di Freehold, New Jersey, ma ancora non sono convinto. Così mando un messaggio a Evan (il figlio di Bruce e Patti, che è diventato mio amico) e verifico che il numero sia davvero quello del suo vecchio.

E poi è arrivato il Covid. Ci è dispiaciuto non andare in tour, ma contentissimi di aver potuto pubblicare Imploding the Mirage come sorta di consolazione. È quello che facciamo, e quello che possiamo offrire. Un album gioioso sull’unità e la perseveranza. La nostra interpretazione di quella luce promessa che si trova poco oltre il confine della sofferenza.

Ho sempre cercato di trovare e riflettere su quella elusiva luce nelle mie canzoni. È un tratto che ho ereditato da mia madre Jean. È morta di tumore al cervello nel 2010 a 64 anni… Sessanta quattro! La prossima settimana ne compirò 40 e sto iniziando a capire quanto era giovane. Troppo. È stata sposata con mio padre Terry per 44 di quegli anni. Dustland è stata scritta nel mezzo della sua battaglia con il cancro. È stato un tentativo di capire meglio mio padre, che a volte rimane ancora un mistero per me. Per piangere la perdita di mia madre. Per riconoscere i loro sacrifici e magari cogliere anche la minima idea di quanto l’amore debba essere forte per farcela in questo mondo. È stata la mia terapia. È stata catartica.

È qui che arriva Bruce. Prima di diventare davvero un suo fan, ero fissato con tutte le cose enormi, da stadio. Con TUTTE le cose esagerate. Sicuramente più delle vite di Jeannie e Terry Flowers. Ma Bruce ha scritto molto sulle persone come i miei genitori, e ha trovato la bellezza nelle speranze e sogni altrimenti invisibili di queste persone. Le loro battaglie, e le loro perdite.

Gli sono grato per avermi aperto questa porta. Sono grato ai miei genitori per il loro esempio. Adesso andate e scoprite qualcosa di nuovo su vostro padre, abbracciate forte vostra madre, e per l’amor di dio ascoltate Bruce Springsteen.

In realtà il piano iniziale, secondo quello che Brandon ha detto a Rolling Stone, era quello di suonarla live, ma dato il periodo di quarantena la soluzione è stata di farlo da remoto.

L’apprezzamento di Springsteen per la canzone va di pari passo con la sua ispirazione, che riporta direttamente alla sua musica, tanto che, una volta realizzata nel 2008, Brandon gliene ha inviato una copia con una nota di ringraziamento per il contributo del Boss nella sua vita, “attribuisco l’aiuto per diventare uno scrittore di testi più autentici alla scoperta e assimilazione della sua musica. […] Significa moltissimo ricevere un messaggio da Bruce, non parliamo nemmeno della sua presenza in una delle nostre canzoni. È storia vivente della musica Americana.”

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