U2.com [07-2005]

Ci sono pochissimi dubbi sul fatto che i Killers fossero uno dei supporter più ansiosamente attesi a suonare per gli U2. Il meraviglioso Hot Fuss, con i suoi successi come Mr Brightside e Somebody Told Me, ha catapultato i quattro giovani all’attenzione del mondo.

Quando è stato chiesto loro quali fossero i supporter che più aspettavano di vedere, la maggior parte dei membri della squadra degli U2 ha invariabilmente scelto la band di Las Vegas. E il carismatico frontman Brandon Flowers non ha fatto segreto dell’influenza che gli U2 hanno avuto sulla sua band. Come ci rivela in questa intervista esclusiva, solo quattro anni fa era un fan degli U2 che saltava dentro al cuore di fronte al palco, quando la band ha suonato nella sua città natale, Las Vegas. A quel tempo faceva ancora il cameriere. Ora, assieme a Dave Keuning, Mark Stoermer e Ronnie Vannucci Jr., condivide il palco con loro.

Brandon ha raggiunto il team di U2.Com nella sala del catering poco prima di una delle loro date Europee, e ricorda di quanto è stato influente il concerto degli U2 a Las Vegas, com’è suonare di fronte al pubblico degli U2, quale canzone la band dovrebbe aggiungere alla scaletta e come il secondo album dei Killers stia prendendo forma.

È difficile suonare di fronte al pubblico degli U2?
Per noi ancora non lo è stato perché ci aspettiamo che ci sia un bel pubblico. Abbiamo molti gusti in comune a quelli che potrebbero avere i loro fan e che gli U2 stessi hanno, quindi mi sembra che stia andando bene per noi.

Avevi paura di suonare in questo tour?
In realtà abbiamo accettato solo per vedere gli U2 suonare. Se ci pensi siamo in giro per buona parte del tempo quindi non riusciamo a fare molto altro! Ma qui suoniamo un concerto più breve e suoniamo con gli U2. Ho guardato i loro concerti dall’inizio alla fine e ce li siamo goduti. È stato fantastico quando ci hanno proposto di fare da supporter perché siamo tutti loro grandi fan, è l’unica band su cui siamo tutti d’accordo. Hanno credibilità, hanno le canzoni rock e riescono a toccare il cuore delle persone, che è il motivo per cui, per me, relegano al secondo posto i Rolling Stones come miglior band di sempre. I Rolling Stone hanno Angie e Wild Horses ma non hanno One o Where The Streets Have No Name, che gli U2 invece hanno assieme al rock.

Ti innervosisci a suonare di fronte a 60.000 persone ogni sera?
Ci sto facendo l’abitudine – Ma odio dirlo! Abbiamo suonato alcuni Festival abbastanza importanti e ci sentiamo più a nostro agio in queste situazioni. Sono nervoso prima di ogni concerto perché non dipende da quante persone ci sono. Se temi che qualcuno ti possa criticare potrebbero trovarsi anche a cinque piedi di distanza o dietro in fondo. Devi comunque affrontarli.

Avete suonato al Live 8, alcune ore dopo gli U2, e avete detto, riguardo a quel giorno, di aver pensato che gli U2 sono la miglior band live nel mondo attualmente.
Non si tratta solo delle canzoni e dell’esecuzione, ma anche del concetto, e loro hanno questa visione nelle loro menti di quello che le persone stanno vedendo. Sono dei grandi interpreti anche solo nel suonare le canzoni e molte persone ne sono capaci, ma loro costruiscono uno spettacolo vero e proprio e sono pratici di quello che succede con le luci e della parte visiva. Sono la miglior band al mondo, non ci sono dubbi, e sono la migliore band live al momento. Abbiamo imparato moltissimo anche solo guardandoli.
Ecco la mia storia – e non è inventata -, quando avevo appena incontrato Dave, il nostro chitarrista, l’Elevation Tour era arrivato a Las Vegas e io avevo un centinaio di dollari e mio fratello li aveva visti a Salt Lake City. Mi disse che dovevo andarli a vedere; devi andarli a vedere. Così ho usato i miei cento dollari per comprare un biglietto da un bagarino e sono entrato nel cuore! Mi aspettavo di doverlo vedere dall’alto, invece il biglietto era un vero affare ed è stato strano quando sono entrati perché è stato uno dei concerti migliori che abbia mai visto.

Eravate già una band in quel momento?
Avevo appena incontrato Dave ma lui non aveva un lavoro e quindi non è potuto venire. Io lavoravo in un ristorante, mi piaceva molto la musica, volevo formare una band con lui. Quel concerto mi ha ispirato immensamente ma ascoltavo un sacco di musica in quel periodo. Avevo appena scoperto David Bowie, mi ricordo ancora che appena uscito dal concerto la prima cosa che ascoltato in macchina è stata Moonage Daydream di Bowie. Stavo assorbendo tutto di quella canzone. A quel concerto avevo visto il massimo a cui si possa aspirare – noi siamo ancora al primo livello e vedere la cima può darti una spinta o scoraggiarti, e nel mio caso ha dato una spinta.

Ti ha reso affamato?
Assolutamente si.

Che voto dai a questo tour degli U2 paragonato a quello?
Questo tour è spettacolare con le nuove canzoni eppure mi piacerebbe che suonassero qualcosa in più da ‘All That You Can’t Leave Behind’ come In A Little While, che per me è la loro miglior canzone e devono suonarla! E mi piace Kite, mi piace Walk On, non fanno neanche Stuck In A Moment e non fanno In A Little While. Aspetta e che dici di (inizia le prime note di Wild Honey)

Wild Honey?
Si, Wild Honey, che ne dici di quella canzone, che canzone! Mi piace, è proprio bella! Mi piacerebbe che suonassero di più di queste canzoni.

Siete riusciti a parlare con gli U2 mentre fate questi concerti come supporter?
Ci hanno detto gli ingredienti per il nostro primo Black Velvet, in Galles, era buono, champagne e Guinness. Quindi mi sono bevuto un po’ di Black Velvet! Siamo stati a parlare con loro ogni tanto, ho fatto un servizio fotografico con Bono l’altro giorno, Adam è venuto a vederci a Berlino, ed è stato bellissimo. Ci siamo usciti assieme durante una festa a Washington, ed è stato molto divertente!

Differentemente dagli U2, avete avuto un incredibile successo mondiale con il primo disco. Vi ha colto di sorpresa?
Non posso dire che ce lo aspettassimo ma in realtà mi aspettavo che lo avremmo avuto alla fine! Sono un perfezionista e sapevo che sarebbe successo ma che succedesse così in fretta, un po’ mi impaurisce perché non voglio fare tutto subito. Sento che ce lo siamo meritato, ma voglio suonare 15 canzoni da numero uno come fanno gli U2! Voglio salire sul palco e meritarlo, quindi ce lo guadagneremo.

E che dici del prossimo disco? State già scrivendo e registrando?
Sono entusiasta per il prossimo album e speriamo di farlo il prima possibile. In realtà è un’idea mia ma non degli altri! Sono un po’ più giovane del resto della band, ho un po’ più fuoco in me! Ma voglio farlo uscire il prima possibile, le nuove canzoni sono belle. Ci prendiamo due ore per il soundcheck ogni giorno e usiamo quel tempo per scrivere nuove canzoni. Abbiamo già otto canzoni e voglio entrare in studio a Novembre, per farlo uscire l’estate prossima. La casa discografica vuole che continuiamo con il tour perché Hot Fuss vende ancora, ma siamo stanchi ed è meglio non perdere il contatto con la realtà. Voglio andare a casa a guidare la mia macchina, fare cose normali.

Pensi che continuerete a suonare per molto tempo in futuro?
Penso che continueremo a suonare a lungo come gli U2 e come l’hanno fatto loro. Non sbagliano niente, è una cosa strana, sono speciali, dovrete stare ad aspettare di vedere se anche noi siamo speciali – e credo che lo siamo. Mi sono sempre sentito così, ma forse ogni persona all’interno di una band si sente così. Non si sa mai.
Vedremo!

Fonte // U2.com (area riservata agli iscritti)

Condividi