Hot Press [05-2007]

I Killers hanno finalmente avuto l’occasione di suonare a Dublino a fine Febbraio, in seguito all’annullamento del concerto al Point Theatre lo scorso novembre, quando Brandon Flowers non poté esibirsi a causa di una forte influenza. Durante il primo dei due concerti all’RDS Main Hall – i quali, esclusa la performance all’Oxegen nel 2005, sono stati i loro primi concerti in Irlanda dopo due anni e mezzo – la band è sembrata come intenzionata a rimediare al concerto mancato dell’ultima volta.

Hanno suonato delle brillanti versioni delle canzoni del loro album di debutto, Hot Fuss, assieme a quelle epiche tratte dal successivo Sam’s Town, con stile ed eleganza notevoli.
Sono state piuttosto variegate, dall’accoglienza fredda del Rolling Stone alle 5 stelle di un entusiasta The Observer.

Fino ad ora Sam’s Town ha raggiunto solo una metà delle cinque milioni di copie vendute da Hot Fuss, nonostante, com’è d’altronde noto, l’album sia in commercio da soli sei mesi.

L’album si apprezza sempre meglio ad ogni ascolto, con canzoni quali When You Were Young, Read My Mind e Uncle Jonny, le cui musiche e testi riservano fresche e piacevoli sorprese ad ogni ascolto.
Hot Press incontra Flowers il giorno dopo il primo show all’RDS Mail Hall. Vestito con felpa, giacca e jeans, si scopre essere un personaggio piuttosto timido, e, senza stare un attimo fermo, giocherella con uno yo-yo. Ciononostante, è abbastanza visibile la sua enorme consapevolezza del talento dei Killers, ed è felice di parlare di tutti gli aspetti della carriera che hanno costruito finora.

Ma la prima domanda è: è soddisfatto di com’è andato lo show di ieri sera?
Sì, era da un po’ che non suonavamo a Dublino”, dice. “Ho notato chiaramente in alcuni momenti che le canzoni di Sam’s Town sono state accolte con più entusiasmo questa volta. I nostri migliori concerti sono stati quelli in Irlanda, all’Oxegen e all’Olympia – l’ultimo è stato abbastanza memorabile. Ma abbiamo dovuto cancellare quelli prima dello scorso Natale perché mi sono ammalato, quindi non abbiamo potuto vedere se le nuove canzoni sarebbero state apprezzate dal vivo, ora che è uscito l’album. Quando le suonavamo i primi tempi, forse c’era qualcosa che non funzionava, non so, secondo me si nota la differenza nelle reazioni del pubblico quando si suona qualcosa una seconda volta“.

In una recente intervista al Guardian, Flowers ha confessato che sul palco è “così a disagio che è sempre difficile scacciare i brutti pensieri e lasciare che la musica viva attraverso di me“. La performance di ieri sera del cantante, dalla sua entrata esplosiva (sale su di una cassa con fare teatrale) in poi, è sembrata una dimostrazione della maggiore sicurezza in sé stesso acquisita ultimamente.

Sto migliorando“, riconosce Flowers. “È una cosa fisica. Ci sono cose di cui mi sto liberando e che prima mi preoccupavano. Forse entro il terzo o quarto album starò completamente a mio agio. Non lo sono ancora completamente, ma miglioro velocemente“.

Casualmente, lo stesso giorno dell’intervista è stato annunciato che i Killers suoneranno all’Oxegen festival come headliner quest’estate. I concerti all’aperto così grandi sono qualcosa a cui la band vorrebbe dedicarsi maggiormente in futuro?
Dipende se arriveremo a quel punto”, dice.”Se lo meriteremo, lo faremo. Siamo ‘retrocessi’ a dire la verità. Avremmo potuto fare concerti molto più grandi qui e in America, ma abbiamo scelto di farne di più intimi (si ferma, pensa). Una volta stavo camminando per strada, e ho sentito una donna rimproverare la figlia per telefono: ‘Solo perché puoi, non significa che devi’. Non avevo mai sentito un consiglio del genere prima, ma l’ho preso da quella madre e l’ho applicato alla mia vita.
Siamo esplosi, in un certo senso, ma non vogliamo essere precipitosi. Soprattutto con un atteggiamento del tipo ‘Facciamolo perché poi potrebbe non accadere’. Io non penso in questo modo. Ho fiducia nel fatto che cresceremo e diventeremo la band che vogliamo essere, e se diventeremo così grandi, così sia. Io lo spero. Amo fare concerti intimi, ma c’è qualcosa di speciale nel riunire così tanta gente insieme e metterla d’accordo su un qualcosa“.

Traspare un certo attaccamento nei confronti dell’America in Sam’s Town che rimanda ad album come The Joshua Tree o Nebraska di Springsteen. Brandon ha infatti ammesso che il Boss è stata la maggiore influenza dell’album, che esplora la vita quotidiana dei lavoratori nel cuore del paese.
Sì, amo il mio paese e ne sono affascinato” dice Flowers. “Più cresco, più lo apprezzo, specialmente andando all’estero e vedendo la negatività che c’è al momento nei suoi confronti. La gente seduta nei bar in Germania che si lamenta dell’America non conosce la mia famiglia e le persone con cui lavoro. A volte sento come se continuassi a lamentarmi per niente, ma volevo che questo album rispecchiasse chi siamo e da dove veniamo. L’America è in declino sotto molti punti di vista, questo lo concedo. Non sono nessuno per poterne parlare, ma penso che dal punto di vista morale ci siano problemi. Ed è ovvio che a nessuno piace la guerra, Democratico o Repubblicano che tu sia“.

Ma sembra darti fastidio l’enfatizzazione di questi aspetti negativi da parte della gente quando questa parla del tuo Paese.
Sì, perché ci sono anche molti aspetti positivi nell’America” asserisce Flowers. “Fisicamente, è incredibile, e il mix di culture che c’è…Oggi ero in un posto dove lavorava ragazza polacca. Quando le ho detto che ero Americano, mi ha chiesto se ci sono molti polacchi da noi. Le ho detto che ce ne sono, persino mia moglie ha discendenze polacche, ma lei è americana. E mi ha detto ‘Oh, che tristezza’, perché la cultura è morta eccetera. Non ho continuato la conversazione ma volevo dirle che in realtà è una bella cosa, che il – odio dire meltin’pot -, che il mix di culture esiste ancora. So che non ci sono purosangue, ma abbiamo un po’ di tutto e tutti dentro. Questo è ciò che mi rende quello che sono, e ne sono fiero“.
I Killers hanno indubbiamente incorporato una certa estetica europea nel loro simbolismo, grazie al leggendario fotografo olandese Anton Corbijn, che ha diretto il video di All These Things That I’ve Done e scattato le foto del booklet di Sam’s Town. Era qualcuno con cui la band mirava di lavorare?
Sono sempre stato un grande fan dei Depeche Mode” riflette Flowers. “Poi arrivarono gli U2, quindi Anton era molto importante per ciò che io pensavo del rock’n’roll, anche se non lo sapevo. Persino il primo album da solista di Morrissey…non avevo idea che ci fosse anche lo zampino di Anton. Insomma dà forma a ciò che io penso del rock’n’roll sin da quando ero ragazzo. È emozionante contattare quelle persone con la prospettiva che potrebbero risponderti. È venuto ad un concerto, ma pensava che volessimo fare solo un photoshoot con lui, quando in realtà volevamo che dirigesse il video.
Non conosceva la canzone, e ovviamente noi l’abbiamo suonata a fine concerto, quindi ha dovuto aspettare fino alla fine per sentirla (ride). Ma gli è piaciuta. Quindi ha diretto il video e da allora abbiamo fatto alcuni lavori con lui. Abbiamo fatto una cover dei Joy Division per Control, il suo film su Ian Curtis, la canzone è Shadowplay. È stato fico. Sono un grande fan dei New Order; i Joy Division erano un po’ troppo cupi per me quando ero ragazzo. Conoscevo Love Will Tear Us Apart, quelle che conoscono tutti insomma. Non conoscevo Shadowplay, che è una delle preferite di Anton. Ora credo di apprezzare molto di più Ian Curtis. Non ci sono molte parole nella canzone, ma sono perfette. Penso le abbiamo fatto giustizia e l’abbiamo fatta nostra, che è ciò che si dice che si dovrebbe sempre fare con una cover“.

Un altro famoso regista con il quale hanno collaborato i Killers è il maestro del macabro Tim Burton, regista di film cult come Edward Mani di Forbice, Ed Wood e Il mistero di Sleepy Hollow. Burton ha diretto il video di Bones, singolo uscito verso la fine dello scorso anno.
Siamo tutti suoi fan” spiega Flowers. “Quand’ero ragazzo adoravo Pee-Wee’s Big Adventure e Beetlejuice, e Il mistero di Sleepy Hollow è tuttora uno dei miei film preferiti. Abbiamo fatto fare a lui e ad Anton tutto quello che volevano. In realtà questo segno me l’ha fatto Tim l’altra sera! [indica il segno rosso che ha sul naso]. Stavamo riprendendo il concerto alla Wembley Arena, che potrebbe uscire in DVD. Comunque, Tim sta girando Sweeney Todd a Londra con Johnny Depp al momento, quindi è venuto a vederci suonare. Eravamo ad oziare nel backstage e Tim mi stava mostrando cosa impara dagli stuntmen. Doveva far finta di colpirmi, io dovevo arretrare, e poi far finta di colpirlo anch’io. Aveva un anello e non mi sono mosso abbastanza velocemente, e mi ha preso! [ride] È stato imbarazzante“.

Sul fronte TV, la band è apparsa come ospite musicale nella prima puntata dell’attuale serie del Saturday Night Live, ed era già stata ospitata in altri vari show, tra cui il telefilm adolescenziale The OC.
Sì, alcuni dei protagonisti vengono ad assistere ad un nostro show in un bar. Ci guardano, mentre la storia va avanti. L’abbiamo sempre giustificato dicendo ‘I Flaming Lips sono stati ospiti a Beverly Hills-90210′”, dice Brandon.
Dato che il Saturday Night Live è così famoso e tenuto in considerazione, su quel palco mi agito più che mai. Ci siamo andati due volte, e sono state le peggiori performance che abbiamo mai fatto. L’esperienza è stata stupenda, ma le esibizioni sono state imbarazzanti. Siamo cresciuti con quello show, che ha toccato dei punti altissimi nel corso della storia, anche dal punto di vista musicale. E ad un tratto ti ritrovi lì, ed è una cosa molto snervante“.

Tornando a parlare dell’album, il singolo più recente di Sam’s Town è Read My Mind, una canzone per la quale Flowers sembra avere una considerazione particolarmente alta. Cos’ha quella canzone che la rende così importante per lui?
La sento speciale“, dice. “Un po’ come sentivo All These Things That I’ve Done. Elton John, quando suona a Las Vegas, alloggia proprio di fronte al luogo in cui abbiamo registrato l’album. Un giorno è venuto in studio perché volevamo fargli sentire alcune canzoni. Dopo aver ascoltato ‘Read my Mind’, disse che fu come la prima volta che ascoltò Space Oddity. E’ una sorta di inno, sembra un qualcosa che già esisteva in precedenza. È anche la canzone dell’album preferita da Neil Tennant, infatti i Pet Shop Boys ne hanno fatto un remix. In termini di reazioni del pubblico, penso stia carburando. Abbiamo suonato All these Things That I’ve Done per circa otto mesi prima di ottenere una reazione del pubblico, e adesso tra quelle che suoniamo è la canzone che ha l’impatto maggiore. È strano, più volte ci torni su, più la gente ascolta una canzone, più le piace. Penso che con Read My Mind si arriverà a quello alla fine“.

Gli U2, Robbie Williams e i Coldplay hanno incorporato il verso “I’ve got soul but I’m not a soldier” di All These Things That I’ve Done nelle loro esibizioni. Dev’essere stato molto gratificante.
Sì, è bello“, dice Flowers. “La gente dice che non capisce cosa significa quel verso, ma per me è ovvio. E’ molto irritante; i critici bastardi non capiscono l’effetto che quella frase ha sul pubblico. Salgo sul pianoforte per cantarla, e penso a tutte le cose negative che dicono alcuni. Io so benissimo cosa significa, sono loro gli idioti che non capiscono. Ci sono diecimila persone che cantano quella frase assieme a me, e sono capace di non lasciare che nulla rovini quel momento. Ma è comunque sconcertante“.

Spostandoci verso argomenti più piacevoli, com’è andata l’esperienza da supporter degli U2 durante il loro Vertigo tour?
Bè, mi ricordo di averli visti in concerto durante l’Elevation tour“, dice Brandon,”e fu il primo concerto veramente grande che vidi. Le loro performance sono surreali. Sono speciali, capisci? Sono così famosi, ma trattano tutti benissimo. Persino nella mia band c’è qualcuno che non tratta le persone così bene come fanno gli U2. Non sono uno di loro comunque! (ride). Cioè, noi abbiamo fatto due album, e loro suonano da 30 anni. C’è gente che ha paura di amarli perché sono troppo famosi, o roba del genere. Ma sono tanto importanti. Specialmente in un mondo in cui la Chiesa e Dio sono un qualcosa di sempre più distante, è come se loro sostituissero queste cose, per molta gente che va a vederli dal vivo“.

Mai sottrattisi alla sfida dell’omaggiare band poco ‘trendy’ (Flowers ha una volta commentato che “Tutto ciò che bisogna sapere su come si fa a scrivere una hit, è in Rich Girl degli Hall and Oates“), i Killers hanno registrato di recente una cover di Romeo and Juliet dei Dire Straits.
Amo quella canzone“, dice Brandon entusiasta. “Il mio amore per quella canzone è arrivato quando mi sono innamorato di Springsteen e di Tom Petty. Per qualche motivo, era come se avessi bisogno di ascoltare i Dire Straits. Comprai il loro greatest hits e lo misi in macchina mentre tornavo a casa. Quando arrivò Romeo and Juliet la ascoltai di continuo. L’ascoltai una quarantina di volte nei giorni successivi, non ascoltavo altro. Al contrario di voi (europei) non avevo niente che mi trattenesse, nessun pregiudizio. Non erano per niente famosi in America; conoscevo solo ‘Money For Nothing’. Non mi interessava se fossero cool o meno“.

Mia sorella ama Romeo and Juliet.
È proprio quella la reazione di cui parlo!” dice Flowers. “Mia sorella la ama, mia madre la ama molto…’ È una gran canzone e qualunque sia la tua band preferita, probabilmente non ha mai scritto niente di così bello (ride)”.

Finalmente, Flowers si è recentemente scusato con band come i Panic! At The Disco, i Fall Out Boy e i Bravery, che aveva offeso in passato. Ha imparato a mordersi la lingua?
Sì, sto imparando“, ride. “Sto passando dall’ ‘occhio per occhio’ al ‘porgi l’altra guancia’. Sto passando al Nuovo Testamento! Nessuno vuole nuocere a nessuno scrivendo canzoni, e non c’è nessuna ragione per cui io dovrei umiliare qualcuno. Dò solo occasioni per odiarmi agli altri, e per creare quest’ aura di negatività attorno a me. Io sono una persona positiva, allegra, sul serio. Sono molto convinto delle mie opinioni, ma le terrò per me“.

Questo atteggiamento deriva dal fatto che eri un fan degli Oasis quando eri ragazzo?
No, non cerco di essere come Liam o cose del genere“, insiste Flowers. “Non ce n’è proprio bisogno. Nel mondo c’è già abbastanza negatività, quindi sarebbe meglio per noi se fossimo tutti un po’ più positivi. Sto cercando di dare il mio piccolo contributo!

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