The Times [22-06-2007]

Per inaugurare il nostro special su Glastonbury, i Killers raccontano al nostro corrispondente come una tromba d’aria a Venezia li ha preparati per Worthy Farm.

Nel recente libro di Joan Didion sulla morte improvvisa di suo marito “L’anno del pensiero magico”, l’autrice afferma ripetutamente “La vita cambia velocemente. La vita cambia all’istante. Sei seduto a cena e la vita come tu la conosci si conclude“. È un ritornello che ti infastidisce continuamente la mente quando vado ad incontrare i Killers in Italia e una piacevole giornata di sole si trasforma improvvisamente in una scena da film horror. Sono qui per guardarli esibirsi ad un festival rock vicino Venezia, nell’ambito del loro tour estivo che si sta preparando all’esibizione di domani quali headliner a Glastonbury.

Alle due del pomeriggio la band sta prendendo il sole a bordo piscina nel loro albergo a 5 stelle, un monastero convertito in hotel situato su una lussureggiante isola privata nella laguna Veneziana. La band si sta scambiando le impressioni sulle loro stanze stregate dove televisioni si spengono da sole all’improvviso e gli orologi vanno al contrario. Scherzano sul fatto di contrarre lo scorbuto dal viaggiare così tanto a bordo di barche di lusso. Brandon Flowers, il cantante, confessa di aver recentemente sognato di dare in pasto dei delfini a maiali.

Eppure alle sei del pomeriggio il gruppo di Las Vegas sta correndo per cercare riparo da una spaventosa tromba d’aria, sono stipati all’interno di un tremante casotto prefabbricato assieme ai loro amici dei My Chemical Romance mentre il luogo del festival dove entrambe le band devono suonare sta per essere devastato. Il suono dei teenagers urlanti che scappano dalle torrette cadenti ed i pezzi volanti del palco sono presto rimpiazzati dalle sirene delle ambulanze e dagli elicotteri di soccorso dopo che la tempesta di grandine ed il vento forte si fermano. Incredibilmente si viene a sapere che nessuno è stato ucciso dalla tromba d’aria sebbene circa 25 fan siano stati trasportati all’ospedale.

La band è al sicuro ma i loro strumenti, il concerto ed il loro stato d’animo sono rovinati. Il servizio d’emergenza ha bisogno di spazio quindi non possono nemmeno lasciare il luogo del festival ormai annullato dal momento che le strade devono essere lasciate libere per le ambulanze. È un orribile disastro. Stanno lì, preoccupati per i loro fans, non sapendo cosa fare. La pozzanghere di fango di Glastonbury non sono niente davanti a questa scena di devastazione.

Precedentemente avevo chiesto a Flowers, frontman e fondatore della band, come si sentiva ad essere l’headliner sabato sera a Glastonbury, il festival più conosciuto al mondo. È una opportunità che alla band era stata già offerta due anni fa quando Kylie aveva dovuto rinunciare a causa del suo cancro, ma loro ammisero che con solo un album alle spalle preferivano suonare più in basso nella scaletta del festival.

Adesso, con quasi 8 milioni di copie vendute dei loro album Hot Fuss e Sam’s Town, hanno accettato di prendere il primo posto, sebbene Flowers sia imbarazzantemente modesto al riguardo. “Bastano 2 album? Non so, il nostro set ha un grosso effetto e siamo abbastanza fortunati ad essere in grado di scrivere canzoni che vanno bene per un grande numero di persone che le conoscono” spiega.

È difficile non conoscere le canzoni dei killers, con le loro grandi melodie pompose e parole che ti invadono il cervello. È più facile tirar giù un gatto da un albero che toglierti un ritornello dei Killers dalla tua testa. “I’ve got soul but I’m not a soldier“; “Smile like you mean it“; “Well somebody told me/ You had a boyfriend/ Who looked like a girl-friend/ That I had in February of last year“; “Don’t you wanna come with me?/ Don’t you wanna feel my bones/ On your bones?“. Eppure Flowers diventa un pochino nervoso quando gli faccio presente che le sue canzoni sembrano fatte apposta per il pubblico dei festival.

Sono di Las Vegas, non sono mai stato ad un festival, non prima di far parte di questa band“, afferma. “Non ho mai fatto campeggio ad un festival. Arriviamo per suonare il nostro concerto e andiamo via. Le canzoni sono così perché è quello che facciamo. Non c’è niente di premeditato“.

Eppure, più tardi, il batterista Ronnie Vannucci afferma che hanno utilizzato tutti i profitti di questo tour nel rendere la loro esibizione di Glastonbury la più spettacolare possibile.

I Killers si sono formati dopo che Flowers è rimasto folgorato da una performance live degli Oasis. La gente erroneamente crede che, essendo cresciuto come un Mormone (un credo che ancora segue), Flowers debba aver avuto un’infanzia austera, ma in realtà c’era tanta musica pop ed anche i normali squilibri adolescenziali. Lui ed i suoi amici si intrufolavano nei casinò di Las Vegas e venivano cacciati perché non avevano l’età ed i soldi. Solo una notte fa, lui ed alcuni della crew hanno riportato in auge le tradizioni adolescenziali intrufolandosi nella piscina dell’albergo alle 3 del mattino con una bottiglia di whisky. Lui sembra essere più grato a Dio che timoroso di Dio.

Uno dei suoi primi ricordi è quello di trovarsi a cinque anni fuori dalla stanza del fratello maggiore ad ascoltare attraverso la porta chiusa Just Like Heaven dei Cure. “Si dice che i bambini sappiano riconoscere le canzoni di successo ed io sapevo che quello era un successo“. Eppure è dovuto arrivare quasi all’età di 20 anni per realizzare cosa potesse essere una rock band. “Una band non mi è mai parsa così potente sino a quando non ho visto gli Oasis. Ero presissimo dai New Order, Pet Shop Boys, Depeche Mode perché ero attratto dall’elettronica e dalle batterie elettroniche. Conoscevo i fratelli Gallagher e la loro storia ma non è che ne fossi più di tanto affascinato, sino alla sera in cui li ho visti suonare dal vivo a Las Vegas e mi sono lasciato contagiare. Dal cameratismo? No, intendo il rumore! Era così forte, e la folla.. quando hanno suonato Don’t Look Back in Anger, beh, non c’era mai stato niente del genere ad un concerto di Morrissey“.

Flowers ha reclutato gli altri componenti del gruppo attraverso piccoli annunci e conoscenze e, per mantener fede ai suoi gusti anglofili, è stata l’etichetta indipendente Inglese Lizard King a metterli sotto contratto agli inizi ed a pubblicare il loro album di debutto nel 2004. I loro eroi sono ora diventati loro amici, dato che i Killers sono stati remixati dai Pet Shop Boys e andati in tour con Morrissey come supporter.

Anche la loro immagine si è evoluta. Le prime foto mostrano la band come un gruppo di ragazzi ordinari, ora lavorano con fotografi professionisti e con il regista Anton Corbijn (il suo curriculum include video musicali per Depeche Mode e Nirvana), mentre lo stilista Marc Jacobs lavora personalmente sugli abiti di Brandon Flowers.

Flowers, che comunque ha ancora solo 26 anni, sembra cauto rispetto alla sua ambizione. “La gente ha questa ossessione di noi che vogliamo essere i più grandi, ma non è così. Vogliamo essere i migliori, c’è una differenza“. Quando gli domandiamo se crede ancora che gruppi come i Bravery stiano cavalcando l’onda del successo dei Killers, ammette “stavo solo facendo il ragazzino capriccioso quando ha fatto quell’affermazione“. Scrolla le spalle. “Sembra sempre che ce l’ho con il mondo intero e che sia pronto a sfidare tutto e tutti“.

Gli altri componenti del gruppo sembrano essere fatti di un’altra pasta, ma Flowers sembra fisicamente fatto per il successo con il suo look da ragazzo-modello ed il rigoroso comportamento di qualcuno che è stato sigillato con una pellicola protettiva per economicità (benché affermi fosse un bimbo paffutello). Eppure riesce a disarmarti con la sua risatina dolce e acuta come se lo stessero solleticando con una piuma.

È anche nervoso per la prossima e imminente paternità. Sua moglie, una maestra, sta per avere un bambino, un maschio (le è stato raccomandato di bere molta acqua per mantenere tranquillo il bimbo sino a quando Flowers potrà tornare a casa per la data presunta del parto a Luglio). Flowers sta indugiando sul legame padre-figlio. Ricorda i suoi sentimenti da bambino, quando andava a trovare suo padre a lavoro, in un negozio di frutta e verdura, ed i colleghi del padre dicevano quanto Brandon gli somigliasse. “Ho sentito presto un forte senso di orgoglio nell’essere il figlio di mio padre. È sempre stato con me“.

È d’accordo sul fatto che la pressione aumenta ora che la discendenza continua, anche se ammette che avrebbe molte più preoccupazioni con una figlia. “Ho quattro sorelle – questo fatto mi ha spaventato abbastanza da non voler avere figlie femmine“, ride. Il loro bambino crescerà a Las Vegas, una città che Flowers non ha intenzione di lasciare. Non è mai stato attratto dalle luci brillanti di Los Angeles o New York? “Le luci sono più luccicanti a Las Vegas! Ed anche più belle!“. Certamente, quando a Lisa, la moglie di Vannucci che segue la band in tour, viene chiesto se lei e suo marito hanno mai fatto un giro in gondola, afferma “Ci abbiamo pensato, ma poi ci siamo resi conto che possiamo farlo a Las Vegas“.
Flowers descrive la loro città natale così: “Il gioco d’azzardo è tutto concentrato lungo la Strip, nel centro, è il pulsare del deserto. E tutto attorno ci sono le case e poi solo una grande vallata. Quindi montagne all’esterno, case verso l’interno e poi” indica verso il centro “il peccato“. Un sorriso beffardo.
Raggiungo di nuovo la band a Londra, dove sono andati a bere con gli Smashing Pumpkins mentre si stanno preparando per Glastonbury. Vannucci non riesce a credere che i loro idoli siano ora loro compagni di bevute e nemmeno Flowers ci riesce. “Eravamo sul palco prima di loro a Madrid la scorsa settimana“, ricorda, “e mi è tornato in mente di quando ero alle superiori e guardavo Billy Corgan in TV. Era un qualcosa di unico, una specie di entità, ed ho pensato che gli somigliamo in qualche modo. È stato un bel momento, ma poi sono dovuto tornare al concerto“.

Ed ora deve andare avanti con uno dei più grandi concerti che abbiano mai suonato. L’incubo di Venezia li ha demoralizzati? Spiega Vannucci: “La strumentazione, tutta la strumentazione è rovinata, è un disastro ma lo stiamo affrontando. Saltiamo di nuovo in sella alle bici con un paio di rotelle“. Sfodera un sorriso sexy: “Siamo pronti a mostrare alla gente esattamente cosa possiamo fare“.

Fonte // Times Online

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