NME [05-04-2008]

Brandon Flowers parla dei suoi progetti per i festival di Reading e Leeds. E del terzo album dei Killers.

NME: Salve Brandon. Pensavamo che non avreste fatto altro quest’anno tranne che registrare un album. Come vi siete ritrovati a fare da headliner ai festival di Reading e Leeds?
Brandon: Abbiamo pensato che potesse essere una buona opportunità per venire nel Regno Unito e suonare alcune canzoni nuove. Non abbiamo nemmeno mai suonato le canzoni di Sawdust. Amiamo suonare in Inghilterra.

Non volevate prendervi un anno di pausa allora?
B: Siamo solo molto entusiasti di essere i Killers. Non so se c’è un posto per noi, ma sembra che ci siamo ritagliati un piccolo spazietto. Non mi piace sparire per troppo tempo. La gente dice che bisogna farlo, ma non ne vedo il motivo. Stiamo per raggiungere la vetta – non crediamo di averla già raggiunta. Sto ancora imparando a diventare un miglior cantante e un miglior compositore, stiamo migliorando in tutto, perciò è esaltante per me.

È una cosa buona anche per i fan, niente intervalli interminabili stile Stone Roses…
B: Credo sia importante… e poi è il nostro lavoro! Non è una pressione, ma è un dovere.

L’ultima volta che sei tornato in studio poi ti sei presentato sul palco di un festival trasformato da ragazzo sbarbato a uomo con barba e baffi – cosa accadrà questa volta?
B: Non lo so! Sarebbe noioso se fossi sempre lo stesso. Non lo faccio per la musica, per la gente o per la stampa, fa parte dei cambiamenti della vita. Mi annoio di certe cose e vado oltre. Ci sono due modi di vedere la cosa: o rappresenti le tue origini, tutto ciò che ti circonda, o come nel mio caso vai dove ti porta la musica. Non posso farci nulla – Mi piacciono così tanti tipi di musica che non voglio fossilizzarmi.

Cosa indossi al momento?
B: In realtà sono nudo! Mi sono fatto una doccia perché pensavo vi foste dimenticati di me.

I festival di Reading e Leeds sono famosi perché trasformano gli headliner statunitensi in leggende nel Regno Unito. Nirvana, Foo Fighters e Green Day si sono esibiti tutti con performance memorabili lì. Sarà così anche questa volta?
B: In realtà non ero molto consapevole degli “effetti collaterali” ma sarebbe grandioso poter continuare quella tradizione. Essere Americani ed essere accolti nel modo in cui di solito siamo, a volte è semplicemente incredibile, specialmente considerata la reputazione che l’America ha al momento. Siamo solo molto grati e cercheremo di mantenere alto l’entusiasmo.

I Killers sono sempre sembrati la band americana degli inglesi…
B: È un buon modo di porre la cosa. Siamo totalmente influenzati dalla vostra musica. Non so come fate, siete conoscitori della musica pop e rock, quindi siamo felici di venire da voi.

Terminerete la nostra estate – è un week-end festivo – quindi ci affidiamo a voi.
B: (Ride) Ok adesso ci state mettendo sotto pressione. Faremo un sacco di prove.

A Glastonbury, è cosa nota, l’amplificazione era scadente – cosa farete per assicurarvi che non accada di nuovo?
B: È stato terribile, davvero. Non abbiamo potuto farci niente, ma penso che stavolta non ci saranno problemi. Data l’esperienza di Glastonbury, sono sicuro che gli addetti saranno più cauti in futuro per tutti i festival, per far sì che non accada più. Il nostro tecnico del suono di solito usa un volume molto alto, quindi sono sicuro che sia stata un’esperienza frustrante per lui. È di Birmingham e ci fa suonare a volume abbastanza elevato.

Cosa ne pensi dei vostri co-headliner Metallica e Rage Against The Machine?
B: Vorrei tanto vedere i Metallica. Quest’anno siamo tutti headliner americani, il che è una cosa abbastanza audace. Sarà per rimediare all’invasione dei Beatles? Eccoci, arriviamo! [ride] Abbiamo già suonato ai festival come headliner, ma bisogna tenere alta l’attenzione, ne siamo consapevoli. Non siamo ancora al pari dei Metallica: hanno più anni di esperienza di noi, ma è bellissimo poter essere headliner ad un festival dove lo sono anche loro. Sappiamo di essere ancora “piccoli”.

Avrete più richieste per il backstage ora che siete tra i pezzi grossi? Vi forniranno più cose dato che siete headliner?
B: No, niente di diverso. Cioè, possiamo chiedere qualunque cosa ma non cambiamo le richieste. Non ci saranno richieste speciali, neanche gli stivali da pioggia, ce li abbiamo già se dovessero servire. Di solito cambiamo le richieste delle bevande tra uno spettacolo e l’altro comunque, così non beviamo la stessa cosa per due giorni consecutivi.

Qualche idea sulla setlist?
B: La gente si aspetta un certo tipo di spettacolo quando suoniamo in determinate circostanze. Non sarà uno show “intimo” di quelli dove si suonano le canzoni meno famose o quelle che non fanno parte degli album. Vogliamo suonare canzoni nuove ma in futuro verranno cantate tantissime volte, quindi vogliamo rendere lo show il più vivace possibile. Non ho mai capito perché alcuni vogliono fare gli alternativi, non facendo il pubblico felice. Noi facciamo le canzoni che vogliamo, ma quando siamo sul palco siamo innanzitutto dei performer, quindi è naturale voler accontentare il pubblico.

Quindi suonerete nuove canzoni?
B: Entreremo in studio a giugno e abbiamo in programma di finire di registrare entro Agosto, quindi vogliamo decisamente suonare nuove canzoni lì. Siamo molto emozionati. Sarà il momento della verità.

Avete già in mente delle canzoni per l’album e per il concerto?
B: Sì abbiamo parecchie canzoni, solo non abbiamo iniziato a lavorarci.

Chi produrrà il nuovo album?
B: Stuart Price. Abbiamo imparato molto da lui senza nemmeno conoscerlo, per quello che aveva fatto con Mr. Brightside (il suo Thin White Duke Mix è presente in Sawdust). È molto musicale. Si parla tanto degli strumenti di registrazione usati come strumenti musicali e per generare voci virtuali, e lui è molto abile nell’usarli. È capace di darci i suoni che vogliamo e dei suoni mai sentiti prima. È molto ispirante.

Con il suo passato da DJ e di collaboratore di Madonna, dobbiamo prepararci ad indossare scarpe da ballo ai festival?
B: (Ride) Non lo so. Proveremo un paio di canzoni per vedere se riusciranno a far ballare il pubblico. Speriamo non ci sia fango!

Avete qualche altra sorpresa speciale? Dovreste seguire le orme del batterista dei Franz Ferdinand e i Muse con i loro lanciafiamme…
B: I Muse avevano davvero un lanciafiamme? Qualcuno ha lanciato una fiamma? Ah giusto, erano fuochi d’artificio. Non lo so. Non ci abbiamo ancora pensato…

Potreste chiedere a Lou Reed di venire a cantare “Tranquilize” con voi…
(ride) Sì! Se lui è fosse là sarebbe grandioso. Mike Tyson? Sì, sarebbe uno show decisamente strano. Lou, Mike, persino un vero lanciafiamme! Comunque non c’è ancora nulla di deciso. Spero che, se dovessimo far qualcosa, sia qualcosa che nessuno ha mai fatto.

I Gallows si sono fatti fare un tatuaggio sul palco l’anno scorso, potresti chiamare Mike Tyson per fartene fare uno anche tu.
B: In faccia! Mentre cantavano lui si è fatto fare un tatuaggio? Ok, devo alzare la posta. Come si può battere un tatuaggio fatto sul palco? Non saprei, suonando When You Were Young!

Canzoni come quella funzionano parecchio con le folle dei festival – perché secondo te?
B: Sono canzoni grandi, è nel nostro stile. Amiamo i festival. Ascoltare gente che canta le tue canzoni con te è tutto! Mi fa crescere la voglia di continuare ciò che faccio.

Dato che siete tra i pochi nel mondo che hanno la fortuna di sentire tutta quella gente che canta con voi, fai una scommessa: le folle oceaniche sono intonate?
B: Secondo me sì! Non è sempre uguale, ma una volta che li fai andare tutti a tempo funziona. Ci sono così tante persone che alla fine trovi un’intonazione che funziona con tutti.

Ti rende nervoso sentire tutta quella gente cantare con te?
B: Questo è il tipo di show che mi fa sentire le farfalle nello stomaco. In realtà somigliano più a dei piccioni, ma non posso farci niente, non ho rituali. Devi solo cercare di concentrarti sulla canzone. Può essere terribilmente spaventoso ma a me passa subito dopo la prima canzone. E poi sarà passato quasi un anno dall’ultima volta che abbiamo suonato in Inghilterra, quindi tornare è emozionante per noi. Ci stiamo attrezzando e preparando a cavalcare nuovamente il fulmine!

Avete suonato a Reading e Leeds nel 2005 – che ricordi hai? Avete dato un’occhiata in giro o vi spostavate in elicottero?
B: (Ride) Non viaggiamo mai in elicottero. Viaggiavamo sul tour bus! Andiamo sempre un po’ in giro ai festival perché è un mondo nuovo per noi. Non abbiamo questa grande tradizione in America, né tantomeno a Las Vegas! È divertente, ci sentiamo dei ragazzini. È un altro mondo.

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