NME [07-06-2008]

Ronnie Vannucci prepara le taniche di elio e conta gli scimpanzé prima dell’unica partecipazione della sua band come headliner ai festival inglesi di quest’estate.

Siete tra gli headliner dei festival di Reading e Leeds. Come si prepara una band a concerti così grandi?
Ci riuniamo, ci assicuriamo di viaggiare sulla stessa lunghezza d’onda, e cerchiamo di metterci in un buon stato mentale. Nelle prime due canzoni, senti che c’è qualcosa che non va. Non facciamo noi il soundcheck – quindi abbiamo tempo per correggere delle piccole cose se c’è qualche problema. Ma dopo si crea questo legame tra il pubblico e la band, e quando parti in quarta, non c’è niente che può intaccare l’atmosfera.

Come vi rilassate dopo i concerti?
Sempre ammesso che sia andato tutto bene, può succedere di tutto. Parlo di portare scimpanzé come presenti per gli ospiti – roba tipo “Hey, guarda la mia scimmia“.
Si è parlato di portare anche un po’ di elio, latte alla vitamina D, insomma, stron**te che rendono fico un party.

Il vostro chitarrista Dave Keuning si divertirà di sicuro, se si ripete quello che è successo agli NME Awards USA.
Sì, siamo dovuti andare a cercarlo ad un certo punto, poi siamo tornati in albergo e l’abbiamo perso. Viene alle prove, quindi è vivo e tutto, ma c’è ancora un gran punto interrogativo su quella serata. Di sicuro ha mangiato un sacco di biscotti, come tutti noi del resto. Era una scusa per lasciarsi andare.

Avete ingaggiato Mike Tyson per il vostro video di ringraziamento agli NME Awards 2009. Lo vedremo sul palco con voi?
Può darsi. Si è ‘rimpicciolito’ in questi giorni. Quindi potremmo aver bisogno di abbassare un po’ il microfono.

Come vi siete conosciuti?
L’abbiamo incontrato per la prima volta nel quartiere asiatico di Las Vegas. Eravamo tutti nello spazio per il karaoke, e a un tratto entra Mike Tyson. Si vedeva che era venuto apposta per il karaoke. Glielo si leggeva negli occhi… quindi è stato amore a prima vista. Io e Mike cantammo “I Wanna Dance with Somebody” di Whitney Houston, e abbiamo mangiato un piatto di delicatezze asiatiche. E’ tutto vero eh.

Qualche canzone su cui secondo te potrebbe lavorare?
Un duetto su Shadowplay sarebbe fico. Ha fatto ‘I Wanna Dance with Somebody’ ma non credo funzionerebbe con noi.

Il nuovo album sarà pronto entro agosto?
Le intenzioni sono quelle, ma a volte può succedere che ti fissi con alcune cose. Molte canzoni di Sam’s Town sono dei rami derivati da idee che poi sono diventate canzoni. Non c’è niente di sicuro fin quando non c’è niente di pronto, ma speriamo di finire a giugno. Preparatevi a farvela addosso, perché sarà un bell’album. Per quelli che soffrono di incontinenza… quest’album non fa per voi.

Il vostro produttore Stuart Price, dei Les Rhythmes Digitales, vi sta portando in una direzione più dance?
Penso che Stuart sia un tipo molto musicale. E’ molto riflessivo – ha molte idee. Il suo punto di vista sulle cose è davvero inaspettato e grandioso.

Perché i festival americani fanno schifo messi a confronto con quelli inglesi?
Credo che l’America non abbia ancora adottato i suoi bambini (i festival). Sono degli eventi di secondaria importanza, ed è una cosa sbagliata perché i festival sono una celebrazione della gente, ma siamo troppo occupati a pensare al terrorismo e agli hamburger. Dateci altri 100 anni di tempo.

Lo faremo. C’è qualche concerto che avete fatto da headliner che spicca su tutti secondo te?
Ci siamo davvero divertiti al T in The Park l’anno scorso. Forse non abbiamo suonato così bene come avremmo voluto, ma il legame col pubblico e l’emozione erano fantastici. Poi abbiamo affittato delle Fiat e guidato per la Scozia. Avevamo delle Fiat da rally – di quelle veramente brutte, più alte dietro, che sembrano dei furgoni postali – le abbiamo truccate, personalizzate, ci abbiamo messo delle strisce da corsa sui lati e dei paracadute dietro.

Qual è la lineup dei tuoi sogni?
Credo che mi piacerebbe vedere gente come Tom Waits, gli Stooges, i Jane’s Addiction e i Jim Rose Circus. Bob Lazar, il tipo degli UFO, organizzerebbe simposi. Ci sarebbe un super gruppo di percussioni, un quartetto jazz con Joshua Redman e Brian Blade che si calano gli acidi, M Ward, Cat Power. Andrei a ripescare i Soul Coughing – questa straordinaria band di New York che si è sciolta alla fine degli anni ’90. Chiederei a Elton John di suonare, e gli AC/DC sarebbero gli headliner.

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