Rolling Stone [15-09-2008]

I Killers hanno annunciato oggi che il loro nuovo album, Day & Age, verrà pubblicato il 25 Novembre.

La settimana scorsa abbiamo ascoltato cinque delle 10 canzoni che faranno parte di Day & Age e vi faranno tutte impazzire. Il primo singolo Human è destinato ad essere un successo mondiale nei club. Con I Can’t Stay i Killers allargano il loro sound, aggiungendo un sax tenore e tamburi di acciaio. E Dustland Fairytale è una canzone epica — caratterizzata da personaggi come lo “slick-chrome American prince” e “Cinderella” — che Flowers dice di aver scritto sui suoi genitori.
Qualche mattina fa abbiamo incontrato il nostro amico, Brandon Flowers, nella suite del Rivington Hotel a New York.

Allora ragazzi che avete fatto?
Beh, siamo appena stati a Londra. Abbiamo suonato alcuni Festival. Poi abbiamo mixato, abbiamo finito di mixare l’album, quasi, a Londra. Adesso siamo qui.

Torniamo a dove l’album ha cominciato a prendere vita. Credo fosse quando avete iniziato a lavorare con Stuart Price sulle canzoni che poi sono finite in Sawdust…
Aveva già fatto qualcosa, aveva fatto dei remix per noi prima ma non ci siamo mai incontrati fino a quando non ha lavorato per Sweet Talk. E, sai, abbiamo fatto la canzone di Natale con lui, quindi è andata bene. Ci è piaciuto subito. Non mi interessa cercare di avere Brian Eno adesso. Non che non ci abbiamo provato in passato (ride). Ma sai, vuoi quella fame che probabilmente aveva 30 anni fa. E mi sento che Stuart è quella persona.

Com’è Stuart? È un pazzo?
È un po’ strano.

In senso buono, presumo.
Si. Ma è veloce, veloce con le idee, e con le nostre idee, e ha reso tutto molto più divertente. Non ha paura di dire, sai, “fa schifo“, o “proviamo qualcos’altro“, ha fatto sì che le idee continuassero a venire fuori.

Allora quand’è che avete scritto tutto questo materiale?
Abbiamo iniziato quando eravamo in tour per Sam’s Town, quindi va avanti da un paio d’anni.

Quindi stanze di hotel e roba del genere.
Si. Lo facevamo sul computer. E poi gli mandavamo tutto subito e iniziava la pre-produzione. Ha ricevuto molto più di quello che si aspettava. Va avanti da un bel po’.

A che punto avete capito che Stuart era la persona che cercavate?
Abbastanza presto.

Tipo, un anno fa?
Si. Quando l’abbiamo incontrato eravamo a cena con lui a Londra per parlare di quello che stava facendo per Sawdust. E ho detto, “Cosa fai dopo cena?“. Lui ha risposto che era libero, e così siamo andati a casa sua, ha uno studio là, e abbiamo registrato Human. Sapevamo che era molto buona, ci abbiamo messo solo un paio d’ore, e non era molto diversa da com’è adesso.

E come mai Human non è stata inclusa in Sawdust?
Perché era troppo buona.

Dunque, se Sam’s Town parla di Las Vegas, di cosa parla questo album?
Per me è sicuramente una continuazione. Con questo ho pensato in modo più universale. Come quando Morrissey cantava di Manchester, ho pensato, “Ho capito” (ride). Non so. Forse non ho capito. Sento come se fosse un dovere, credo. Ci si aspetta che tu rappresenti il posto da cui vieni e sto cercando di capire da dove vengo, ma non so come. Non so.

Credi che dipenda dal fatto che passi così tanto tempo lontano da casa?
Si, ho detto che è come guardare Sam’s Town da Marte. Si riconduce comunque a Las Vegas ma, si, è sicuramente, forse, da una prospettiva esterna…

Del fatto che ti manca casa?
Si…quello c’è sempre. Ho una nozione romantica di quello che sono l’America, il Nevada e il selvaggio West. E sto cercando di tener duro.

In generale com’è andata negli ultimi due anni? Hai una nuova famiglia.
Si, è pazzesco. Il ragazzetto cammina già in giro. Succede così velocemente. È esaltante, sai. Ho sempre avuto bambini attorno; ho 19 nipoti.

Davvero!
Diciannove. Da sempre. Lo amo più dei miei nipoti-non che non li amo, sai, ma è bello. Ma mi sento come se fossi più abituato ai bambini rispetto a quanto lo fosse mia moglie. Lei viene da una famiglia piccola, ma sta andando benissimo.

Viaggiano con te?
Si viaggiano con me. Ma è difficile. Il bambino ha più roba di me da portare in giro. Quindi è difficile spostarsi cambiando città ogni giorno.

E tuoi compagni di band…Va tutto bene? Andate d’accordo?
Si. Penso che siamo andati molto d’accordo durante il tour di Sam’s Town, meglio di quanto avessimo fatto con Hot Fuss. Speriamo di stare andando nella direzione giusta. Forse è dovuto al fatto che adesso abbiamo un po’ più spazio grazie alla fortuna di aver avuto successo, credo. Con Hot Fuss condividevamo le stanze..adesso c’è più spazio. Non abbiamo ancora ognuno il suo tour bus, ma è bello così. Sta andando bene.

Allora, vi trovate con Stuart Price nel suo studio casalingo dopo cena e fate Human. E poi?
Poi abbiamo inziato a mandargli le nostre idee, da qualsiasi posto ci trovassimo. Così gli abbiamo mandato Spaceman da Panama, e poi altro materiale dall’Australia, era bello anche solo mandargli questo materiale. E lui ci si metteva subito a lavorare. Ha, come ho detto, questa energia.

Gli mandi file?
Si, con Logic, o Garage Band. È una cosa tipo Pro Tools. Voglio dire che non aveva il suono migliore del mondo, ma si capiva comunque la sostanza. E poi per quando siamo arrivati a casa Ronnie aveva imparato a usare Logic, e anche Mark, e così preparavano qualcosa e gliela mandavano da casa loro. È un modo molto strano di lavorare. Non è che non volessimo stare assieme a fare le cose, ma eravamo a casa e metti che Ronnie avesse un’idea, la mandava a Stuart, Stuart la abbelliva un po’, poi la mandava a me e ci cantavo sopra a casa mia e gliela rimandavo. Era un po’ strano.

E cosa ci fa Suart? Abbellisce e basta?
Si, ma non ha paura di dire le sue idee, e sai all’inizio era difficile da abituarsi a questo. Ma alcune le abbiamo tenute e in pratica l’abbiamo trattato come se fosse il quinto membro.

Quindi, ad esempio, su Human, cosa ha aggiunto? Ovviamente ha un che di euro-pop.
I paesaggi, è una cosa molto da Stuart. Noi facciamo la carne e le patate e lui ci aggiunge la galassia.

Bene. Quindi dopo che avete sentito quello che ha fatto con Human, eravate più, “Wow è incredibile“, o eravate esitanti?
Ero molto esaltato. Per gli altri ci è voluto un po’ più tempo. Tutti ci hanno messo la loro impronta adesso, ma all’inizio forse era un po’ troppo dance.

Di cosa parla Human?
Penso fossimo a questo strano festival in Germania. Stavo cercando di renderla molto semplice, con classici cambi di note. Il modo in cui l’ho descritta a Stuart era, mi ricordo di averglielo detto a cena, “Ho questa idea, è un po’ come Johnny Cash che incontra i Pet Shop Boys. Andiamo a registrarla“.

E adesso avete un nuovo studio a Las Vegas?
Si, l’abbiamo comprato da poco. È molto vicino al Palms, in realtà (dove i Killers hanno registrato Sam’s Town).

Grazie a dio! Dovete essere vicino al Palms!
(Ride) È a circa tre minuti. In pratica è nell’area dell’hotel. È stato uno studio per anni ma non sapevamo assolutamente della sua esistenza. La gente lo usava per la produzione degli spettacoli. Gli hotel lo usavano per cose di teatro o tipo il Cirque du Soleil.

Per registrazioni dal vivo?
Non so. È tutto quello che sappiamo. E ha una grande stanza per registrare. È davvero grande. Non sembrerebbe molto dal di fuori ma quando entri è molto bello. Siamo stati davvero contenti di averlo trovato.

E così avete provato per un paio di mesi e poi è arrivato Stuart e avete iniziato a lavorare?
Si. Avevamo 19 canzoni da registrare. Ma ce ne sono un po’ che abbiamo buttato. È: difficile finire i testi e poi devi preoccuparti di “iTunes vuole la bonus song” e “al Giappone va una canzone in più“. Quando finisci ti ritrovi con due album. Non ho ancora finito il testo di una canzone.

Ok. Allora cosa dovremmo dire della crescita degli altri Killers in questo album? Ho sentito cinque canzoni ed è sicuramente la roba migliore che abbiate mai fatto.
Si, lo sento anch’io. Credo sia dovuto alla libertà che Stuart ci ha dato, se volevamo provare qualcosa nessuno aveva paura di farlo. Abbiamo usato anche un sassofonista. Tommy, è uno nostro amico. Probabilmente verrà in tour con noi. E Ronnie ha portato un suo amico, questo tipo cubano, un percussionista. Abbiamo tutti detto, ok, facciamolo. Le persone ridono quando c’è un assolo di sax. E noi abbiamo pensato, fanculo.

Io vivo per gli assoli di sax.
Ce ne sono un paio in questo album. Ci sentivamo che andavano bene.

Bene. Allora il sassofonista è il vostro amico Tommy.
Tommy Marth. È un personaggio di Las Vegas.

Chi ha suonato il violino? Suoni le parti degli strumenti a corda con il sintetizzatore?
Si. Io e Stuart abbiamo fatto quelle parti. Avevamo pensato di prendere un’orchestra e registrarle più avanti, ma suonavano così bene che le abbiamo lasciate così.

E qual è l’altra canzone con il sax?
Ce n’è una che si chiama Joy Ride che ha un bel momento di sax.

Un altro assolo?
Si!

Ottimo. E avete i tamburi di acciaio? Chi li ha suonati?
I tamburi di acciaio sono finti.

Che mi dici della canzone Dustland Fairytale? Parlamene un po’?
È iniziata un po’ come scopiazzatura di Waiting for the Man. Credo sia quella che come sound ricorda di più Sam’s Town.

Qual è la tua canzone preferita dell’album per ora?
Quella. Di solito la scelta è tra quella e I Can’t Stay. Ma devi sentire anche Joy Ride. L’abbiamo finita un paio di giorni fa.

Perché l’album si chiama Day & Age?
Non lo so. Aspetti i momenti giusti. Ho solo aspettato che arrivasse, e sapevo che era quello giusto appena è arrivato.

Quella frase si trova in qualche canzone?
Si, in due canzoni. È in Neon Tiger e The World We Live In.

Quante canzoni ci sono nell’album?
Dieci. Quand’è che esce l’album dei Kings of Leon?

Non so. Fine Settembre?
Il singolo è ottimo.

Sex on Fire, si.
Il testo è ottimo.

Cos’altro ascolti?
Lou Reed. Io e Mark abbiamo ascoltato molto Berlin quando stavamo lavorando sull’album. Che altro? E.L.O. assolutamente.

Mi dici come hai scritto alcune di queste canzoni. Scrivi nel mezzo della notte dopo i concerti?
Si, è iniziato tutto alla fine dei concerti. E poi la metà è stata messa giù a casa. Diciamo che sono state fatte un po’ dappertutto. Alcune al piano a casa. Altre durante jam session. Altre ancora mentre eravamo in tour.

Quando scrivevi queste canzoni ti mancava casa, o eri depresso?
No (ride).

Non che suonino depresse, ma ero curioso.
No, va bene. Sento sempre che ci sia qualcosa di sbagliato in me perché non ho mai una brutta prospettiva della vita. Sembra che tu non possa farlo—come se non possa essere reale, non possa andare bene che tu sia felice di essere al mondo. E io sono molto felice di essere al mondo. Adoro avere un corpo che funziona bene. Amo viaggiare e avere questa opportunità.

Alcune di queste canzoni parlano di cose specifiche della tua vita? Magari di tuo figlio o di tua moglie?
Si, ci sono dei versi. Ce n’è una che si chiama I Can’t Stay. Ma sì quella che parla specificamente di mia madre e di mio padre è The Dustland Fairtytale.

Bello. Come è il programma per il tour?
Andremo in giro durante Ottobre, Novembre e Dicembre per fare degli show in TV e un paio di concerti qua e là. Verremo a New York il 26 Ottobre, credo. E poi da Gennaio partirà il tour vero e proprio.

Quindi ci saranno sei persone sul palco?
Sei. Tommy e Ray. Ray è il nuovo Ted, che ha abbandonato per proseguire con le sue cose. E così è arrivato Ray, che aveva suonato con i Louis XIV. Era il loro Ted. Ma li ha lasciati e adesso è con noi. Non che gliel’abbiamo rapito. Nessun problema tra noi.

Bene. E suona le tastiere e la chitarra?
Tastiere e chitarra. Quindi avremo lui e Tommy.

E tutti quelli coinvolti sono contenti di Day & Age?
Per ora è stato accolto abbastanza bene. Si, Ronnie dice che se non dovessimo più fare album sarebbe contento lo stesso. Non so come prendere questa sua affermazione.

Fonte // Rolling Stone

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