Rock Mag [10-2008]

Il suono dei Killers ha fatto decollare più di una volta le nostre scarpe dalla pista da ballo. Il terzo album del gruppo, Day & Age, arriverà a novembre ed è nel salotto di un hotel della capitale inglese che abbiamo incontrato in velocità Brandon, il cantante.

All’inizio sono delle imponenti sedie in oro che mi accolgono nell’hotel in cui avrà luogo l’intervista con Brandon Flowers. L’arredamento è ultra design e una musica rilassante da salotto impone il suo ritmo. È previsto che io passi la notte qui poiché la mia intervista avrà luogo alle 19.00. Passare la notte nello stesso hotel di un gruppo così importante farebbe fremere più di una persona. Le cinque canzoni di Day & Age girano in loop continuo nella stanza 601, sono le 16.00. La stampa internazionale ha appuntamento qui per evitare le fughe prima dell’uscita dell’album. Appena la porta viene spinta, lo vedo. Alto, bello ,una tazza da caffè in mano, sorride facendo un cenno con la testa (mi aspetto di sentire un “What else?”). Indossa una camicia kaki in stile safari, dei jeans e delle specie di Caterpillar (siamo lontani dal glam scenico). È calmo e discute con il suo manager. Brandon si accomoda sul divano, posa le mani sulle gambe. Mi guarda, sorride ancora, con l’aria di chi vuole dire: avanti.

The Killers, da dove viene questo nome?
Nel 2002 i New Order hanno lanciato il videoclip della canzone Crystal. In questo video c’era un gruppo che suonava e si chiamavano The Killers. Abbiamo semplicemente preso il loro nome.

Quali sono stati i gruppi che ti hanno segnato?
David Bowie e i Depeche Mode! Mi hanno molto influenzato nella scrittura dei testi delle nostre canzoni.

Come è nato quest’ultimo album?
La maggior parte dei pezzi è nata sulla strada ,durante l’ultimo tour di Sam’s Town. Human è nata a Londra, Spaceman a Panama…Ogni tour dà vita a diverse canzoni.

Quando scrivi, ti ispiri alla tua vita o crei delle storie?
Faccio entrambe le cose. Ho sempre mescolato i due modi di fare. Parlo delle cose che mi succedono, ma allo stesso modo mi proietto in universi fittizi.

Sappiamo che sei credente. Nel mondo rock, questo fa di te una persona diversa?
Si, penso che ciò mi renda diverso. C’è solo una cosa che non capisco, è il fatto di dire che sono le persone stupide che credono in Dio. Per me è il più grande artista che esista: basta guardare un tramonto.

Essere rock’n’roll, devastare il proprio camerino, essere senza limiti, come fanno certi gruppi…Anche voi siete capaci di fare così?
(Brandon si mette a ridere) Malgrado il nostro nervosismo, siamo un gruppo molto calmo e dunque si, su questo punto, siamo diversi dagli altri gruppi.

Verrete in Francia per la promozione o per un concerto?
(Guarda il suo manager) Passiamo per la Francia? Quando? In ottobre o in novembre! Ci verremo presto! (Tace per un momento e la sua voce lascia scappare un ricordo). Siamo stati qualche giorno a Nizza (Nice in francese) “and it was nice” (ridiamo del suo gioco di parole). È stato meraviglioso, mi sono divertito moltissimo.

Cosa ti porti via dalla Francia?
Un’abbronzatura! Non c’erano che russi. Nizza è per i russi! Non ho mai visto un solo francese. Ma capisco, queste persone hanno poche vacanze e vanno il più vicino possibile in Europa dove ci sia il sole.

Sea sex and sun!

Per il nostro mormone, niente sesso ma sabbia. Ci ha raccontato che l’espressione corretta era “Sea Sun and Sand“(Mare Sole e Sabbia) quando si è lamentato che a Nizza non c’era sabbia ma sassi: “Only rocks rocks rocks“(Solo sassi sassi sassi)!

Piccolo regalo francese

Durante l’intervista, Brandon ne ha approfittato per accettare un piccolo regalo. In effetti, gli abbiamo offerto un piccolo pacchetto di sabbia di Mère Poulard spiegandogli la provenienza (il Mont Saint Michel). Ci ha ringraziati e ha preso con calma il pacchetto, con la curiosità di un bambino.

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