The Independent [21-11-2008]

Con l’uscita del terzo album dei Killers, Day & Age, l’ambizioso frontman della band, Brandon Flowers, parla ad Eamon Sweeney sul successo, la rivalità, la religione e Lou Reed che usciva con un transessuale.

I Killers sono indubbiamente una band importante, ma differentemente dagli U2 o i Beatles, pochi saprebbero dire i nomi di tutti e quattro i membri a parte i loro fan più accaniti. Da non confondere con il quarter-back dei Kansas City Chiefs, un ventisettenne mormone praticante fioritamente chiamato Brandon Flowers è il capo degli enigmi nella band. “Bob Dylan l’ha detto nel modo migliore – non puoi essere ebreo ed essere figo” ha detto una volta. “E non puoi essere mormone ed essere figo, ma sto facendo il mio meglio“.

Un’amante delle leggende degli anni ’80 come gli U2 e i Pet Shop Boys, molte delle icone di Brandon si sono allineate per rendere omaggio all’impertinente bambino prodigio.

Quando vedo qualcuno come Brandon Flowers che ha il desiderio, e forse il talento e la bella presenza per diventare una star, la trovo una cosa affascinante” ha detto il Pet Shop Boy Neil Tennant. “Ma sono preoccupato – e spero che stia leggendo – del fatto che si sia fatto crescere barba e baffi. Significa che sta dicendo, ‘Non sono pop. Valgo molto di più’“.

A proposito, Brandon si è disfatto dei baffi. Rufus Wainwright è andato oltre scrivendo una canzone intitolata Tulsa sul suo incontro con il cantante pin-up. “È così sexy, eppure così infelice, e anche un po’ equilibrato e pazzo allo stesso tempo“, ha detto Wainwright. “Risucchia tutta l’energia che c’è in una stanza“.

Oggi, Brandon Flowers non sta per fortuna risucchiando tutta l’energia della spaziosa suite al Brown Hotel di Londra. È seduto scompostamente su un divano, sorridendo nervosamente, tenendo un cuscino sul petto riflettendo sulla popolarità della sua band.

La cosa sta diventando sempre più strana ad ogni album“, dice. “Abbiamo iniziato con l’obiettivo specifico di mirare ai club indie. È quello che si sogna a Las Vegas, ma la cosa si è allargata ormai. Quando è uscito Sam’s Town, ho iniziato a notare la presenza di molti più uomini ai concerti, ed è una cosa che ho trovato gratificante. Non vogliamo un gruppo di ragazze che vengono solo per vedere il nostro bel bassista. Vogliamo chiunque“.

Questa ambizione così alta di voler attrarre tutti è centrale nel successo dei Killers. Day & Age è il loro album più raffinato, che osa quanto basta per sorprendere i loro detrattori ma anche attento a non alienare i loro fan. “Non posso inculcarlo nella testa delle persone, ma si può essere famosi e sofisticati e creativi e famosi – non è un pensiero assurdo“, dice Brandon.

Human è uno scarno electro-pop, mentre Losing Touch e Joy Ride ricordano straordinari artisti art-rock, i Roxy Music. Flowers vuol fondere arte e pop allo stesso modo. “È stato fatto dagli U2 e dai Talking Heads e me ne pentirò se non lo faremo anche noi” afferma. “Solo perché le nostre canzoni vengono programmate dopo o prima Britney Spears non significa che non siamo reali. La grandezza è una cosa a cui non possiamo sottrarci“.

Brandon sostiene che non hanno mai giocato la carta del pop. “Con Sam’s Town, ci siamo messi a lavorare con l’intenzione di fare un album semplice con ottime canzoni e di lasciare che respirassero da sole. L’intento era lo stesso anche per questo album. Darò a Stuart (Price – che ha anche prodotto l’ultimo album di Madonna) il credito per questo album. Avremo grosse difficoltà a suonarlo dal vivo, perché le canzoni non sono tutte piene. Non saprò che fare con il mio corpo“.

Dato che si sta contorcendo sul divano pare che Flowers non sappia esattamente cosa fare con il suo corpo neanche in questo preciso istante. Il suo compagno di band e co-fondatore e compositore principale, Dave Keunig, è l’esatto opposto con io suoi lunghi capelli arruffati e la pronuncia strascicata rilassata da rock star. “Non tutto quello che facciamo è rock da stadi“, dice Keuning. “Amiamo il rock sta stadio, ma abbiamo anche i nostri momenti più tranquilli“.

Nel comunicato stampa per Day & Age, Flowers commenta quello che presto sarà l’onnipresente secondo singolo, Spaceman. “Penso ai momenti in cui stavamo scrivendo ‘When You Were Young’ o, in questo caso, ‘Spaceman’. Se in quel momento avessimo deciso, ‘Andiamo al parco’, avrebbero potuto non esistere nemmeno. Fa paura. Mi viene quasi voglia di smettere adesso perché potrei stare qui a perdere una di queste meravigliose canzoni. Sono là fuori aspettando di essere notate – bisogna solo catturarle“.

Dico a Brandon che questa frase mi ricorda una cosa detta da Shane McGowan. “Una volta Christy Moore disse che ci sono tutte queste canzoni che svolazzano intorno a noi, melodie, frasi…E bisogna catturarle – sennò se ne potrebbero allontanare ed essere prese da qualche altro bastardo tipo Paul Simon“.

Ha! Ha! Ha! Mi piace molto di più questa versione!” dice ridendo. “Sono d’accordo. Il processo di composizione è sempre eccitante. Lo voglio. Non voglio che i Kings of Leon lo prendano. Anche con questo album che sta per uscire, lo voglio sempre di più“.

Caspita, non c’è limite alla sua ambizione? “La gente crede che noi siamo convinti che tutto questo è stato fatto per noi e sapevamo che sarebbe successo“, risponde. “Non lo sapevamo, sappiamo quanto siamo fortunati, ma non credo ci sia niente di male a puntare sempre più in alto. Sembra che il cielo ormai non sia più il limite ultimo“.

Non desta sorpresa il fatto che le parole e gli atteggiamenti di Flowers abbiano causato un po’ di problemi dopo aver detto che i loro compagni di casa discografica, The Bravery e Fall Out Boy, stavano approfittano del loro successo. Ha anche affermato che Thom Yorke stava sciupando il suo talento nel non scrivere canzoni pop e ha accusato i Green Day di anti-Americanismo. Interessante, mentre parliamo delle vicine elezioni, il commento di Dave Keuning, “Sarà esaltante avere chiunque altra persona al posto di Bush“.

Flowers si è completamente scusato per molti di questi atteggiamenti. “Quelle rivalità sono state mezze inventate ed esagerate“, dice Keuning. “Non ci sarà mai un vincitore e non c’è modo di segnare. Ho sempre pensato che lo scontro Oasis/Blur fosse una stupidata. Mi piacciono entrambi. Recentemente Chris Martin ha detto delle cose molto belle perché lui è quello che considero un rivale amichevole. È venuto in camerino a New York e noi siamo andati nel loro camerino al suo concerto a Las Vegas. Siamo anche in competizione per quel posto di grande band. Non siamo ne’ super vecchi ne’ super giovani. È bello che ci sia questo rispetto reciproco“.

Un punto di svolta per molti critici dei Killers è stato quando Lou Reed ha collaborato con loro per il sublime singolo Tranquilize, senza dubbio un momento importante nella loro carriera. “È un personaggio molto forte“, dice Dave Keuning. “È divertente, l’altro giorno ho letto che usciva con un transessuale messicano negli anni ’70, ma no, non stavo pensando a questo genere di cose quando abbiamo fatto la canzone! È bravo con i testi ed è stata una delle cose che ha richiesto, quella di mettere mano al testo. L’ha detto praticamente nello stesso istante in cui è entrato nella stanza. Noi siamo tutti lì, “Ciao! Io sono Dave, questo è Brandon…” Lou dice solo, “Voglio scrivere il testo“.

In un (ahem) giorno ed era di vendite decrescenti, i The Killers vendono, vendono, vendono. “Siamo davvero fortunati“, ammette Flowers. “Ci sono un sacco di canzoni di riempimento negli album di altri artisti, ma noi facciamo degli album solidi e credo che questo lo sia più degli altri. Attribuisco questo ai grandi album che si ascoltano. Non ci sono canzoni scarse in Ziggy Stardust o Violator (Depeche Mode). Li definisco album da uomo attivo ed è questo che vogliamo creare“.

Non per essere il guastafeste, ma che succede se il loro fruttuoso pozzo di ispirazione si asciugasse? “Spero che qualcuno ce lo dica quando non saremo più bravi abbastanza“, Brandon lo dice mentre il loro pubblicista entra nella stanza quando stiamo per finire l’intervista. “Hey, ce lo dirai se faremo schifo?” chiede Brandon. “Spero che mia moglie lo farà“, ride.

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