NME [02-05-2009]

Che sia buttare Kurt Cobain giù dal suo piedistallo o sfidare i giganti del rock, Brandon è certo che i Killers renderanno questa stagione di festival la loro migliore.

La stagione dei festival è cominciata presto per i Killers. Mentre il quartetto di Las Vegas si prepara per quella che è diventata una tradizionale estate britannica – suonare come headliners a festival importanti come il V Festival, il T in The Park e l’Hard Rock Calling – Brandon Flowers e compagnia sono già entrati nello spirito dei festival come protagonisti principali del cartellone al Coachella Festival, la settimana scorsa, nel deserto della California. Ma nonostante la loro padronanza del palco all’aperto in Europa, il frontman dei Killers ammette che il pubblico del festival statunitense si è dimostrato una delle sfide più dure che hanno affrontato finora.
In realtà c’è stata una protesta per non farci suonare al Coachella!” dice Flowers a NME dalla sua casa a Las Vegas. “Le persone avevano dato il via ad una specie di petizione per cercare qualche altra – penso che le loro esatte parole fossero ‘più epica’ – band che facesse da headliner il sabato sera. Ma queste persone possono andare a quel paese. Metterei il nostro set al Coachella il sabato sera contro quello di qualsiasi altro artista al mondo“.
Con la band che sta per imbarcarsi nel loro tour più grande del nord America ad oggi, prima di arrivare sulle nostre coste per suonare all’Hard Rock Calling ad Hyde Park a Londra il 26 giugno, il cantante dice che il suo stesso paese – e anche il resto del mondo a dirla tutta – può aspettarsi di vedere i Killers pronti al combattimento quest’estate…

NME: Dopo le proteste al Coachella, adesso avete un tour negli Stati Uniti. Perché pensi che i fans là siano stati più lenti ad accogliervi rispetto al Regno Unito?
Brandon: “Siamo stati accolti dalla Gran Bretagna in un modo che non capirò mai ed è così meraviglioso. Ma qui la gente continua ad essere ossessionata dai Led Zeppelin e i Nirvana, da questo tipo di gruppi. Non è una cosa che riguarda solo noi; ci sono molte grandi band che sono state confinate dall’influenza di queste persone che abbiamo messo sul piedistallo. Sono stanco di questo, sai? Voglio solo buttarli giù. E alle persone non piace questo atteggiamento. È quasi come se non credessero che sia possibile che qualcun altro possa essere altrettanto bravo. Non importa quante grandi canzoni scriviamo o quanti grandi show facciamo. Ma stiamo lentamente facendo progressi in questa direzione. Con questo ultimo album (Day & Age) c’è stato un evidente cambiamento ma non siamo ancora nemmeno lontanamente vicini a quello che siamo in Europa“.

Noti qualche differenza tra i fans dei Killers in Europa e i fans dei Killers negli Stati Uniti?
Si, ma non è una cosa specifica dei nostri fans. Il modo con cui la musica è accolta qui è diverso da quello che succede là. Voglio dire, tutti sono consumatori, ma c’è una specie di festa quando attraversi l’Atlantico. Laggiù rappresenta una parte consistente della vita. Qui, voglio dire, è parte della vita, ma finora non ci siamo ancora lasciati andare all’abbraccio della musica. Molte persone non sono sicure su come muoversi, sono solo più riservati come fans. Penso di essere così anch’io, probabilmente, perciò non dovrei proprio parlare! Ma non c’è niente che sia come arrivare e fare uno show a Glasgow, o a Birmingham!“.

Parlando di questi concerti, sappiamo che consideri la vostra ultima apparizione al T in The Park nel 2007 come uno dei vostri più grandi concerti. Potete fare di meglio quest’anno?
Lo spero. Non dimenticherò mai quel concerto al T in The Park, ma cerchiamo sempre di dare il meglio e di migliorare, per cui credo sia una cosa che spetti a noi e al pubblico e vedremo cosa succederà quando saremo là. Ma sono pronto per la battaglia!

Il ricordo del Glastonbury di quell’estate continua a bruciare? Deve essere stato frustrante vedersi rovinato il concerto della vita dai problemi del suono.
È stata un po’ colpa del suono e un po’ mia, perché ero davvero a disagio nel mio completo dorato (Ride). Avrei davvero dovuto provarlo almeno un paio di volte prima di uscire là fuori! Ma sai, non è una cosa che mi tiene sveglio la notte o cose simili. Dopo di allora ne ho parlato con Michael Eavis, l’ho incontrato agli NME Awards e ho promesso che un giorno saremmo tornati e avremmo concluso l’accordo, alla fine! Ma la mancanza fa crescere il desiderio e vogliamo guadagnarci il nostro ritorno laggiù. È qualcosa che continua a farci andare avanti“.

Suonerete con i Blur al T in the Park e gli Oasis al V Festival un mese dopo; sinceramente, chi preferisci tra le due band?
Ha! Non è che abbia scelto uno al posto dell’altro, sono sempre stato un tipo da Oasis. Li ho visti dal vivo nel giorno del mio 16° compleanno nel 1997 in uno spettacolo sponsorizzato da una radio locale nello Utah ed è così che sono stato introdotto agli Oasis. Non sapevo nulla delle faide o cose del genere, non erano granchè pubblicizzate quaggiù. Gli Oasis mi hanno attratto per primi“.

Suonerete anche all’Hard Rock Calling in pieno centro a Londra questa estate. Ti sembrerà strano suonare ad un festival che si tiene in pieno centro di una grande città piuttosto che in mezzo al nulla?
Si, è ad Hyde Park, giusto? Saremo proprio nel cuore pulsante di Londra e spero che sia elettrizzante. Suoneremo per la città“.

Allora i fans che verranno ad Hyde Park e a tutti gli altri festival, potranno aspettarsi di ascoltare delle nuove canzoni?
È troppo presto per dirlo ora, voglio dire..questo album è ancora piuttosto fresco per noi e ci stiamo divertendo a suonarlo dal vivo; ha aggiunto una nuova dimensione al nostro spettacolo, perciò in questo momento ce lo stiamo godendo“.

State già guardando avanti al quarto album dei Killers?
Abbiamo appena iniziato a scrivere delle nuovo canzoni, ma da qui a quando andremo effettivamente in studio…chi lo sa cosa accadrà“.

Ti sono rimasti da parte dei cori in grande in stile Killers per il prossimo disco?
Hai ascoltato Human? Certo che si, abbiamo ancora di quei cori nella nostra manica. Ovviamente siamo fortunati che a molta gente piaccia quello che facciamo, ma nel passato mi sono reso colpevole di aver ascoltato le cose negative che la gente diceva di noi, roba tipo che ci atteniamo ad una formula o cose del genere, ciò nonostante penso che con canzoni come When You Were Young abbiamo cambiato direzione, abbiamo dimostrato che possiamo essere vari. Ma mi piace abbracciare quella parte della musica, è qualcosa per cui siamo portati. Se proprio devi, puoi anche osare no? Abbiamo provato ad abbracciare di nuovo quella tendenza in Day & Age con canzoni come Spaceman e Human e spero che non perderemo mai quel ‘tocco’ alla Killers, qualsiasi cosa sia“.

Hai delle canzoni che ti entusiasmano al momento?
“(Con falsa modestia)..Si, non voglio dire troppo, ma ne abbiamo un paio veramente forti nel sacco (Ride)”

Siete in tour nella vostra patria dopo tantissimo tempo, che ne pensate di Obama a pochi mesi dal suo insediamento?
È ancora presto, ma sono già rimasto impressionato da alcune cosa che ha fatto, ad esempio come prima cosa riaprirsi verso l’Iran. Penso che prima avevamo un atteggiamento troppo da “macho” rispetto a cose del genere. Anche la percezione dell’America nel mondo è cambiata, per prima cosa vengo trattato meglio! È una cosa molto positiva per la nostra nazione ed il mondo e non vedo come possa ritorcerci contro in qualche modo. Credo che Obama ci stia portando verso la direzione giusta“.

Per concludere, recentemente hai affermato che Kurt Cobain aveva tolto un po’ di divertimento al Rock’n’Roll. Il divertimento sta ora ritornando?
Credo sia molto evidente adesso e non solo a causa di Obama. Guarda su nme.com, guarda ovunque, quando vedi delle nuove band sono tutte molto più colorate, molto più melodiche e la gente si diverte. Credo sia un buon segno. Sono un fan di questo cambiamento“.

Killer contro Killer

Stando ad alcuni articoli di giornali scandalistici, Brandon Flowers ed il batterista Ronnie Vannucci litigavano dietro le quinte…non è così, afferma il cantante. “Non abbiamo minimamente idea da dove sia saltata fuori questa storia, non è vera“, dichiara Flowers. “Voglio dire, le tensioni vanno e vengono, ma per il momento tutti sono piuttosto cortesi nei confronti degli altri“. “C’è un’atmosfera felice, quasi casalinga nella band ultimamente“, conferma Vannucci. “Posso confermare che non ci sono stati litigi”. “Non che non ci siano mai stati disaccordi“, aggiunge Flowers. “Ci troviamo in disaccordo su tutto, da quale debba essere il prossimo singolo, a se vogliamo che una canzone venga inserita in un trailer cinematografico a quanti giorni liberi avremo nella settimana…affrontiamo tutte queste cose e capita raramente che tutti e quattro diamo la stessa risposta. La band è una democrazia e in un mondo perfetto avresti tutte e quattro le stesse risposte, ma la nostra realtà non è così, ma cosa viene fuori è ciò che ci rende i Killers“.

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