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The Globe and Mail [06-12-2010]

Anche se ci sarebbero volute altre 4 ore prima dell’apertura delle porte, fuori dalla Sound Academy al porto di Toronto c’era già una fila di fans che tremavano nel freddo del tardo sabato pomeriggio aspettando di vedere il cantante dei Killers, Brandon Flowers, esibirsi nell’ultimo concerto del suo primo tour solista.

Alcuni, riparati al calduccio sotto le coperte mentre dal soundcheck una versione di Crossfire si spandeva attraversando i muri, sembrava che fossero lì da ore, e probabilmente stavano seguendo il cantante da settimane.
Siano benedetti, sono devoti” dice Flowers dopo il soundcheck, nel suo tourbus. “Vedo alcune delle stesse facce ogni sera“.

È bello avere il supporto, e mi rendo conto che deriva dall’amore che prima avevano per i Killers” aggiunge. Allo stesso tempo confessa di sentirsi un po’ in imbarazzo sapendo che questi fans hanno sentito le stesse cose in diverse città. “Mi sento imbarazzato a fare alcune delle solite cose, anche se rappresentano una novità per il 95% del pubblico“.

Tanta timidezza può sembrare sorprendente, ma è qualcosa con cui Flowers ha avuto a che fare per gran parte della sua vita professionale. Anche se ha passato l’ultima decade portando avanti una delle band più fiammeggianti del rock alternativo, Flowers non è certo il pavone impettito che molti dei suoi fans immaginano.

Non mi sono mai sentito a mio agio nella mia pelle“, dice. “Sono sempre stato timido. Lo so che è strano, considerando quello che faccio, ma mi sento ancora impacciato. Se sono in fila in banca, o sto facendo una passeggiata – ovunque sia in qualche modo esposto e ci sia qualcuno che può vedermi, mi sento così strano“.

Guardandolo durante il soundcheck, con le spalle curve e le mani infilate nelle tasche della sua felpa grigia, è chiaro che Flowers non è uno di quei cantanti che desiderano solo stare sul palco o che vivono per le luci della ribalta; se fosse un personaggio di Glee, potrebbe essere il ragazzino che siede tranquillo nell’ultima fila, invisibile fino a quando è il momento di esibirsi.
Ma quando le luci si accendono e la band è pronta, Flowers sembra una persona totalmente diversa.

Sul palco alla Sound Academy quella sera, ha condotto il gioco senza il minimo sforzo, esortando il pubblico attraverso intelligenti pezzi synth-rock come Swallow It e Playing With Fire. C’è stato anche un momento da predicatore nel suo discorso quando ha presentato la picaresca Magdalena.

Come con i Killers, i riferimenti musicali sono in gran parte new wave degli anni ’80 – qualcosa di Billy Idol in Jilted Lovers and Broken Hearts, qualcosa dei Cars in Was It Something I Said? – e ha anche fatto la cover della canzone di Kim Cares, Bette Davis Eyes, hit del 1981. Ma la cover che ha avuto la risposta più forte è stata Losing Touch, dal terzo album dei Killers, Day & Age.

Onestamente, Flowers preferirebbe essere in tour con i Killers che portare avanti il suo progetto. “L’idea di prendere un anno e mezzo per stare giù dal palco mi spaventa un po’” dice. “Essere in tour è qualcosa che ho coltivato. Sento di essere cresciuto molto, e mi sento a mio agio sul palco. Non voglio che tutto ciò vada perduto“.

Ma alcuni dei suoi compagni erano stanchi di fare tour, il che ha portato la band ad annunciare, all’inizio di quest’anno, che si sarebbe messa in pausa. “Un paio di loro vogliono solo una pausa molto lunga” dice Flowers stringendosi nelle spalle. “Voglio dire, non posso costringerli a stare in tour, e se fossi nei loro panni non vorrei che qualcuno mi costringesse a fare qualcosa“.

Durante il loro tempo libero, il batterista Ronnie Vannucci ha registrato un paio di tracce con i Mt. Desolation, formazione che include anche membri dei Keane e dei Mumford & Sons. “Penso che stia lavorando al suo disco“, dice Flowers. Nel frattempo il bassista Mark Stoermer ha prodotto un album per la band indie australiana Howling Bells.

Così tutti si stanno mantenendo abbastanza occupati, ma ci ritroveremo a maggio, sembra, per rincontrarci e cominciare a scrivere“.

E anche se la band è ufficialmente in pausa, i quattro si sono riuniti lo stesso per registrare il loro annuale singolo natalizio di beneficenza. “Ti dirò com’è successo” dice Flowers. “Ogni tanto ricevo queste strane telefonate, un giorno ero al Bellagio, a Las Vegas, e al telefono c’era Bono. E non mi abituerò mai a questa cosa. Potrebbero passare 30 anni, e continuerà a sembrarmi strano. È una persona che ammiro davvero“.

Comunque, lui ha questa campagna per Product Red che stava partendo” dice, riferendosi all’associazione di Bono per la lotta all’AIDS in Africa. “Voleva sapere se avrei voluto partecipare ad una pubblicità Gap. Non volevo farlo, ma ho offerto, in compenso, di scrivere una canzone di Natale e di donare tutto il ricavato. E lui ha detto ‘Ottimo’“.

Adesso è diventata una tradizione dei Killers“, dice “Siamo al nostro quinto singolo natalizio quest’anno. Si chiama Boots, e se la compri su iTunes l’intero importo va a favore di questa campagna. E abbiamo coinvolto anche Starbucks, quindi se vai su starbucks.com ogni volta che clicchi per vedere il video loro donano 5 centesimi. Il video quest’anno è stato prodotto da Jared Hess, il ragazzo che ha fatto Napoleon Dynamite“.

Ride. “È grande quello che riesci a far fare alle persone per beneficenza” dice. “È incredibile quello che questi ragazzi stanno facendo per gli altri, e sono grato di fare parte di tutto ciò“.

FonteThe Globe and Mail