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Rip It Up [06/07-2012]

Nel corridoio di un anonimo edificio fatto di mattoni di cemento situato solo un miglio ad est dei palazzi da gioco sgargianti della Strip di Las Vegas, Brandon Flowers cammina avanti e indietro nervosamente.

Il frontman dei Killers batte alternativamente i pugni con un ritmo martellante, fa un cenno ai suoi compagni e ai suoi agenti e sbircia con curiosità nella sala controllo degli studi della band, i Battle Born Studios, dove un piccolo gruppo di visitatori sta ascoltando alcuni brani dal quarto album del quartetto, in uscita prossimamente.
Le teste ondeggiano e i piedi tamburellano? Si. Gli ospiti internazionali dei Killers – che rappresentano riviste di 6 paesi diversi – stanno prendendo appunti con fervore? Si. Queste canzoni promettono il ritorno trionfale che Flowers desidera così palesemente? Molto probabile.
I Killers, in silenzio da quando si sono presi la pausa a inizio 2010 dopo aver girato il globo per il tour di Day & Age, del 2008, hanno in programma di pubblicare in autunno l’album ancora senza titolo (al momento della stesura dell’articolo non era ancora stato ufficializzato il titolo Battle Born, ndt.). E nonostante alcuni ostacoli, Flowers e i confederati Dave Keuning, Mark Stoermer e Ronnie Vannucci sono ottimisti come la nonnina proveniente da Omaha che, monete in mano, si avvicina ad una slot machine per la prima volta. Certo, le possibilità dei Killers sono migliori.
Il quartetto si è riunito dopo una sospensione che ha visto i membri impegnarsi in varie altre iniziative, in particolare la grandiosa uscita solista di Flowers, Flamingo, del 2010. Il loro nuovo materiale è stato creato con l’aiuto di cinque produttori, tutti personaggi di serie A. Tra loro cinque – Brendan O’Brien, Steve Lillywhite, Daniel Lanois, Stuart Price e Damian Taylor – ci sono abbastanza statuette e dischi di successo da riempire un’intera ala del Museo dei Grammy.
Non che siano troppo pignoli, spiegano amabilmente i Killers, o che non fossero contenti di mettere la loro musica nelle mani di un solo produttore. È stata più una questione di programmazione: nel momento in cui Flowers e soci erano pronti per fare sul serio in studio, nessun produttore aveva abbastanza tempo a disposizione per occuparsi interamente dell’album.
Quindi, in questo pomeriggio nel deserto invaso di sole, gli ospiti ricevono un assaggio di cinque canzoni, con i padroni di casa a guardia del flusso di informazioni come il cassiere del Caesar Palace, con la richiesta di non divulgare i titoli delle tracce. Forse salteranno fuori su WikiLeaks.
Basti dire, però, lasciando da parte questa produzione frammentaria, che il materiale nuovo dei Killers non sembra assolutamente cucito assieme alla buona. Due canzoni in particolare uniscono il divario tra la pubertà del quartetto carica di riff indie e la loro maturità, caratterizzata da un patinato rock da arena.
Sullo sfondo di un ritmo galoppante e di paesaggi audacemente cinematografici, Flowers continua a cantare come se volesse salvare l’anima della sua città con un solo coro. Dal punto di vista sonoro ed emotivo, gli indicatori sono nella zona rossa.
Altra cosa notevole è una tenera ballata assistita da Lanois, servita con struggimento adolescenziale e cantanti gospel. Anche se con la parte vocale di Flowers ancora da completare nella traccia, il cantante trentenne mostra una capacità soprannaturale di trasmettere quei momenti che apparentemente cambiano la vita caratteristici di chi è ancora abbastanza giovane per sognare.
La pesante serietà dei Killers contraddistingue anche le altre due canzoni ascoltate in anteprima, una un momento elettronico, immaginando i Killers come hitmakers nel 1988, e l’altra un inno alla nostalgia e al rimpianto che manda in estasi, con una piena esplosione orchestrale.
Non appena i visitatori vengono accompagnati fuori dallo studio e nell’accecante luce del pomeriggio del deserto, Flowers – in forma, con i capelli tagliati e vestito con jeans e Henley – sorride con orgoglio, come se avesse condotto un piccolo segmento di intenditori al cospetto di un grande segreto. Forse, ma non è un mistero che ogni fan di lunga data della band non avrebbe potuto risolvere, come quelle torri scintillanti in lontananza, i Killers saranno sempre lì per sedurre.

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