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TheVine.com [16-07-2012]

I Killers sono stati via per un po’. Dopo aver terminato il tour mondiale per il loro terzo album, Day & Age, al Good VibrationsFestival del 2010 a Melbourne, il gruppo si è preso una pausa prolungata. Nel frattempo tre dei quattro componenti del gruppo hanno pubblicato dei dischi solisti, una analisi di sfoghi creativi che ha alimentato ulteriormente le speculazioni sul futuro della band.

Ma quando ‘Runaways’ è andata in onda la settimana scorsa, l’eccitante primo singolo dal loro prossimo quarto album Battle Born, i Killers hanno ufficialmente placato ogni qualsiasi chiacchiera su una eventuale rottura. Di ritorno in Australia come co-headliner del Big Day Out Festival nel 2013, The Vine ha ottenuto in esclusiva una chiacchierata di cinque minuti con il frontman Brandon Flowers; si è parlato delle difficoltà nel portare alla luce Battle Born, del morale della band ed il fatto che al loro ritorno in Australia si troveranno fianco a fianco ai Red Hot Chili Peppers.

Qual è la sensazione tra voi Killers al momento, ora che Runaways è finalmente fuori?
Oh, c’è un pò di sollievo (ride). Adesso non si può tornare indietro, ma siamo anche ansiosi, vuoi che alla gente piaccia quel che fai. Lo scopriremo presto.

Sapevate dall’inizio che Runaways sarebbe stato il primo singolo estratto da Battle Born?
No, avevamo un paio di opzioni. E questa, bè, semplicemente c’è sempre stata. Spiccava su tutto il resto. Era “lei” insomma.

Appartiene a quel filone di songwriting di cui fanno parte ad esempio “Born To Run” e “Jack e Diane” – due personaggi che tentano di scappare e scoprire cosa stanno facendo della loro vita. Cosa c’è in questo tipo di personaggi che ti interessa?
Credo dipenda dall’essere cresciuto (a Las Vegas) e roba del genere. Osservo la gente che mi circonda e la gente nelle situazioni che mi circondano. Penso che ciò che ha luogo in Runaways sia quel tipo di storia che molte persone della mia età stanno attraversando adesso.

È difficile scrivere versi personali con i Killers o ti vedi come un narratore esterno?
Ah, non saprei. Diciamo che la situazione si risolve da sola (ride).

Bella risposta.
(ride)

L’ultima volta che siete venuti in Australia stavi passando un periodo difficile a causa della morte di tua madre. Siete tornati per un paio di concerti (al Good Vibrations) che sono stati la conclusione dell’enorme Day & Age tour. In quel momento vi siete chiesti se la band sarebbe andata avanti?
Si, non sapevamo. Voglio dire, non sapevamo cosa stava succedendo. Non sapevamo quanto sarebbe stata lunga la pausa. Dave diceva cose nelle interviste che suonavano piuttosto… tristi (ride). (Nel 2010, Keuning aveva detto che la band non si sarebbe sciolta, “per quanto ne sapeva”, dopo l’ultimo concerto al festival Good Vibrations di Melbourne). Ma tutti si sono presi la loro pausa e adesso siamo rinvigoriti e riposati. Penso sia stata una bella pausa ma è il momento di tornare.

I lavori solisti vi hanno fatto capire cosa avesse di speciale l’essere parte dei Killers?
Penso che abbiamo capito… di certo sappiamo che c’è qualcosa di speciale quando suoniamo insieme. Che nessuno è riuscito ad ricreare con altre persone. Ma penso che tutti noi ci siamo divertiti molto. Io mi sono divertito, e lo rifarei. È stato un bel cambio di ritmo.

Avete detto che la gestazione di Battle Born è stata un momento difficile per la band. Ci sono stati momenti in cui hai pensato che sarebbe stato più facile andar via e fare un altro album solista?
Sì, è stato decisamente l’album più difficile su cui abbiamo lavorato. E, non saprei, in alcuni momenti diventa molto frustrante. Poi arrivano dei barlumi di speranza e questo è ciò che ti fa andare avanti. Sono bei momenti.

È quella lotta che contribuisce a rendere l’album migliore?
Credo di sì! Abbiamo cercato di non scendere a compromessi stavolta e credo davvero che sia l’album più potente che abbiamo mai registrato.

Attraversare momenti difficili rivela quello che siete nel profondo e ciò che fate. Quindi, presumibilmente, se riuscite ad affrontarli e trasformarli in un album che vi piace davvero…
Sì. Mi sento un po’ in colpa per non essermi impegnato tanto prima come ho fatto stavolta. Quindi spero che sia l’inizio di qualcosa.

Un pericoloso precedente per album futuri.
(Ride).

Quando vi ho visti dal vivo, mi siete sempre sembrati come una band che non voleva semplicemente dare il suo meglio sul palco ma anche mettere in ombra gli altri gruppi.
(Ride) Ho un po’ di competitività in me!

Suonerete accanto ai Red Hot Chili Peppers al Big Day Out.
Sì, non sarà facile (ride).

Ci avete mai suonato assieme prima d’ora?
Non so. Ma sono dei musicisti esperti! Sono dei fuori classe insomma! Quindi non saprei. Ma faremo del nostro meglio (Ride).

Fonte // TheVine.com

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