NME [28-07-2012]

Nella tranquilla Carolina del Nord, i rivitalizzati Brandon & Co. presentano al mondo per la prima volta le nuove incalzanti canzoni dal quarto album, Battle Born.

A metà del ritorno in scena dei Killers, Brandon Flowers si ferma. “Grazie a tutti di essere venuti“, dice. “Sareste potuti andare a vedere Batman al posto di essere qui“.

Proprio come il crociato con mantello che abbandona l’isolamento per salvare Gotham City, i Killers sono tornati allo stesso modo da un simile periodo di pausa. I quattro anni passati dal loro ultimo album, Day & Age, sono stati interrotti dai progetti solisti di Brandon, il bassista Mark Stoermer e il batterista Ronnie Vannucci, quest’ultimo sotto il nome di Big Talk. Questo Settembre verrà pubblicato Battle Born, registrato nel loro studio in Nevada che prende il nome dalla bandiera dello stato in cui sono nati. Se l’ultimo album e il debutto con Hot Fuss nel 2004 hanno visto i Killers flirtare con la sensibilità pop europea, Battle Born li riporta con fermezza ad atmosfere americane, come aveva già fatto Sam’s Town, nel 2006.

Senza dubbio la scelta del posto in cui ci troviamo è significativa. È il 19 Luglio, e ci ritroviamo ad Asheville, Carolina del Nord, una fermata di rifornimento prima di partire per una serie di concerti in Nord America e posti da headliner nei festival Europei più avanti nell’estate. Per una band che ama romanzare il desiderio e la disperazione di tutti i giorni, Asheville è probabilmente la città più piccola che si possa trovare. Nelle sue strade in salita, circondate dalle Blue Ridge Mountains, si trovano piccoli birrifici, negozi che vendono libri vecchi e – si – il primo “panificio per cani al mondo”. Stasera i Killers suonano all’Orange Peel, un “club per l’aiuto sociale e per il divertimento” che assomiglia ad un granaio messo a posto, posizionato vicino ad un negozio di ferramenta abbandonato.

Per i Killers un nuovo album significa una nuova estetica. Brandon veste una giacca di pelle, ha un nuovo taglio con i capelli rasati di lato, e i suoi sintetizzatori sono adornati con un fulmine più splendente di quello di Flash Gordon. Non che suoni molto i sintetizzatori stasera: è troppo occupato a camminare da una parte all’altra del palco, tirandosi dietro il microfono e usando la corda tipo frusta.

Runaways, il singolo di lancio dell’album, è una romantica saga di una relazione ormai spacciata, in cui la voce di Brandon ha un tono disperato, mentre urla “We can’t waaaait ‘til tomorrow…“.

Rising Tide, suonata per la prima volta al The Scala a Londra l’anno scorso, dà un assaggio diverso di Battle Born. È la canzone più ballabile delle nuove, con Brandon che canta temi familiari di “mistero sotto le luci al neon“. La ripetizione dell’inquetante ritornello “Can’t escape the rising tide” è completata da un tagliente assolo di chitarra da parte di Dave Keuning.

Miss Atomic Bomb, un’altra canzone che farà parte di Battle Born, è la successiva. È ispirata alle feste per i test nucleari a Las Vegas negli anni ’50, in cui gruppi di gente ubriaca guardava le esplosioni nel deserto con occhiali da sole e c’era anche un concorso di bellezza, che si concludeva con l’iconica fotografia della ragazza vincente completamente nuda a parte il vestito fatto a forma di fungo nucleare.

Stasera, non c’è pericolo di scoppi nucleari nell’aria – più che altro di limonate. “Making out while the radio’s on, you’re gonna miss me when I’m gone“, canta Brandon romanticamente. Se ascoltate attentamente il bridge noterete che c’è un riff di chitarra piuttosto familiare, stretto cugino di Mr Brightside. La canzone riprende in mano anche i personaggi del classico di Hot Fuss. Rappresenta bene il loro nuovo sound, più denso, che tenta di guardare al futuro attingendo però alle storie passate per completarlo.

La quarta e ultima nuova canzone di stasera, Flesh and Bone, non dovrebbe avere problemi a riempire campi e arene più grandi. Come Rising Tide, inizia un po’ ingannevole, con una semplice linea di tastiera subito inghiottita da una melodia da battaglia e un giro di batteria da parte di Ronnie Vannucci più violento che mai. “Not sure how this natural selection picked me out to be the dark horse running in this fantasy“, canta Flowers, preparandosi per una chiamata a raccolta e replica a “What are you afraid of? What are you made of?“.

Dopo il concerto, crollato su un divano nel backstage, Brandon riflette sul primo concerto di un tour che vedrà la band in giro per il mondo almeno fino all’estate 2013. “Gli darei un B-“, dice, dando la colpa all’umidità, che ha spinto la temperatura oltre i 54°C. “Potrei non salire mai più sul palco con una giacca di pelle“.

Ci sono molte altre cose in arrivo nei prossimi mesi. Potenziali malfunzionamenti del guardaroba non possono dare problemi, e se c’è una battaglia in avvicinamento, scegliete bene con chi stare, perchè i Killers stanno solo mostrando i muscoli.

“Ho iniziato a pensare ad Elton John..”

Brandon Flowers rivela alcune improbabili fonti di ispirazioni dopo il loro ritorno live

Quanto rappresentative del resto di Battle Born erano le quattro nuove canzoni di stasera?

Abbiamo cercato di scegliere quattro canzoni a tutto tondo. Ce n’è una che sappiamo già suonare ma che non abbiamo fatto, forse la faremo domani. Si chiama From Here On Out. È quasi come una canzone alla ELO/Tom Petty, mixata con gli Smiths. E lunga 2.20 minuti circa.

Raccontaci la storia che sta alla base di Miss Atomic Bomb.

C’è una immagine piuttosto iconica della prima Miss Atomic Bomb. Un costume da bagno a forma di fungo nucleare le copre il seno. È una foto molto bella di questa donna nel deserto. Credo sia ancora viva. Ho incontrato Bernie Taupin (amico e compositore di Elton John, ndt.) per la prima volta e mi è sembrato come se mi stesse dando un consiglio. Non mi ha detto molto, ha solo chiesto ‘Ti piacciono i titoli?’. E ho cominciato a pensare alle canzoni di Elton John, e ho scoperto che Bernie scriveva prima di tutto i titoli. Tipo ‘Mona Lisa and the Mad Hatter’, o ‘Candle in the Wind’, sono epiche già dal titolo. Miss Atomic Bomb ha iniziato a frullarmi in testa, ha un forte impatto. L’ho collegata a Mr Brightside, quindi per me è stata molto facile da scrivere.

Com’è stato riprendere in mano i personaggi di Mr Brightside quasi dieci anni dopo?

Non riesco a credere che siano passati 10 anni. Sono ancora..come hai visto stasera, sono ancora entusiasta come lo ero allora.

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