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ShortList [06-09-2012]

I Killers sono tornati, e vogliono riportare un po’ di classico rock’n’roll sulla scena musicale. Mark Beaumont di Shortlist li osserva farlo con entusiasmo.

“Facevano delle feste. Offrivano Martini e occhiali da sole alla gente e aspettavano l’esplosione. È pazzesco. Le scuole portavano i bambini in determinati punti del deserto per guardare le esplos…fzzzz…”.

Ed è nel momento in cui Brandon Flowers descrive le gite scolastiche dei suoi genitori negli anni sessanta, in cui si andava a guardare le esplosioni nucleari nel deserto del Nevada, che il registratore di ShortList si smagnetizza. È una cosa che capita di continuo a Flowers, ci dirà un roadie più tardi. Forse le radiazioni hanno trasformato geneticamente il frontman dei Killers, nato e cresciuto a Las Vegas, in una sorta di super-mutante-distruttore-di-apparecchi-elettronici.

C’è decisamente qualcosa di sovrumano nei Killers. Flowers è un trentunenne astemio e mormone, padre di tre figli, che è diventato una delle più impressionanti rock star naturali del pianeta. La sua canzone più famosa, Mr Brightside, è stata recentemente eletta canzone migliore degli anni duemila, e l’imminente quarto album dei Killers, Battle Born, non mostra nessun indebolimento della loro abilità di scrivere canzoni epiche che fermano il concerto per i troppi applausi, canzoni che li hanno portati in cima alla scala del rock da stadio. Stasera, ad un warm up per il V festival alla O2 Academy di Leeds, metteranno fuori uso 5000 cervelli dello Yorkshire con esplosioni come When You Were Young, Somebody Told Me e il nuovo singolo Runaways. Dimostrando ancora una volta che sono una band talmente stellare che abbaglia.

Ma cosa hanno fatto Flowers, Dave Keuning, Ronnie Vannucci Jr e Mark Stoermer durante la pausa iniziata dopo Day & Age? Hanno rubato qualcosa dalla Casa Bianca quando ci hanno suonato per Obama? E come hanno fatto a diventare i migliori amici di Jimmy Carr? ShortList sistema velocemente il registratore messo a tappeto per scoprirlo…

Prima di iniziare questo turno di festival Europei come headliner, siete stati lontani per un anno e mezzo – cominciate a riambientarvi?

BF: Sto iniziando. Molte canzoni è come se si suonassero da sole adesso. Non appartengono più a noi. Appena attacchi con Brightside o Human o When You Were Young, succede qualcosa. Lo facilito, ma non so se sono indispensabile.

Hai preso in considerazione l’idea di usare un tuo ologramma, come Tupac?

BF: [Ride] Mi farebbe bene una settimana di vacanza…

Chi si è divertito di più durante la pausa?

BF: Io ho fatto un sacco di escursioni. C’è qualcosa di speciale nell’allontanarti dalla tua città e andare in un qualche posto sperduto. Dave ha cercato di unirsi a un torneo di calcio…

DK: Per un giorno. Non c’era un attimo di respiro, per non parlare del fatto che erano tutti messicani e – non voglio sembrare razzista – sono bravi. Ma in un certo senso era aldilà delle mie possibilità. Era in centro a San Diego, circondato da una recinzione di filo spinato. Ho pensato, “pensavo che sarebbe stato un torneo molto amichevole…”

C’è stato qualche eccesso da rock star? Qualcuno di voi ha comprato un castello fatiscente o ha preso lezioni di elicottero?

BF: Ronnie ha (comprato) un posto nella regione dei vigneti.

RVJ: È tranquillo, è un sano modo di vivere. Quando non sono a Vegas è un bel rifugio dal caldo e tutto il resto che c’è lì. È la completa antitesi del posto in cui sono cresciuto. Cibo ottimo, persone fantastiche.

Andresti mai via da Vegas, Brandon? È un posto strano per un astemio che non gioca d’azzardo…

BF: Ci penso di continuo. Sono bloccato da una strana paura. Ci sono così legato, e temo che perderei una parte della mia identità. Mi ha in qualche modo preparato a tutto perché è sempre stato intorno a me. Anche se la tua famiglia non fa parte di quel mondo, sai delle prostitute e degli strip club. Capisco che ci siano dei musicisti che dicono che vanno lì per morire, e la gente ci perde i soldi – penso che il mio cervello bypassi queste cose. Mi nutro dell’energia della caccia all’oro, dell’idea di gente che arriva qui per quello e per il ronzio dei neon. Divento un teenager quando si tratta di queste cose.

Hai mai avuto dei vizi?

BF: Agli inizi, c’erano cose che mi portavano in certe direzioni, ma penso che ogni band ce l’abbia. Leggi dei Led Zeppelin e David Bowie…

Che tipo di cose?

BF: Tutto il tipico stile di vita da rock band…

Alcol, donne, o ego?

BF: L’ego era in qualche modo reale, ma era una sorta di maschera, per nascondere la mia insicurezza. Non veniamo da New York o Londra o Los Angeles. Dave è del Midwest e io sono cresciuto in Utah, e all’improvviso siamo diventati famosi a Londra – la città più cool del mondo – e abbiamo pensato “Non siamo fatti per queste cose”. Quindi ho gonfiato il petto e “aperto” le piume – quella è stata la mia reazione. Ho davvero fiducia in me stesso e nella band, ma all’epoca non era così.

Dave ha passato il tempo libero a casa con la sua famiglia ma il resto di voi ha scritto degli album solisti. Avevate paura che fermandovi per un anno le canzoni si inaridissero?

BF: Sì. Alcuni si prendono queste pause tranquille e quando tornano hanno queste strane rinascite creative. Adoro quella storia di John Lennon che si era preso una pausa non so quanto lunga e tutto ad un tratto gli è venuta di nuovo voglia di scrivere, e scrive Jealous Guy e Woman e, merda! Dev’esserci una qualche data di scadenza da qualche parte, ma ce la stiamo cavando.

Cosa vi è mancato di più della band?

DK: I concerti. Se c’è una cosa che vorrei poter controllare è fare tutto in maniera più bilanciata, ma sfortunatamente sembra una battaglia impossibile da vincere. È tutto o niente. Una volta uscito Battle Born è tutto un tour per due anni invece di suonare per due settimane e poi fermarsi per altre due.

BF: È una famiglia, quindi se non siamo insieme a volte mi manca quel legame che abbiamo. Avevo un’altra band in passato ed eravamo amici e mi divertivo, ma non erano mai stati in (una sorta di) trincea come me.

MK: Quando ci siamo ritrovati assieme in una stanza abbiamo ripreso a lavorare alla stessa maniera di sempre.

Qual è stata la cosa che ha più rovinato la musica rock da quando siete andati in pausa?

BF: Bè, le rock band non scrivono canzoni. Scrivete una ca**o di canzone, non prendetevi troppo sul serio. Non ce ne sono. Dove sono? La musica dance non può competere con una bella canzone rock. Non esistono DJ che possono mettere musica che superi Mr Brightside o Don’t Look Back in Anger. Quelle canzoni sono meglio (della dance). Apprezzo la cultura dance, è cool. Adoro le band che riescono ad unire le due cose, sono cresciuto con i Depeche Mode e i New Order ma non ci sono band che vogliono entrarci in competizione.

Le band non si divertono abbastanza?

BF: Già, sono diventate serie. La gente fraintende quello che sento nei confronti dei Nirvana perché ho detto che il grunge ha tolto il divertimento dal rock. Non è un’offesa nei confronti dei Nirvana, erano tra i più grandi, ovviamente. Non ho nessun dubbio. Ma qualcosa è morto in quel periodo e non l’abbiamo ancora davvero recuperato. È considerato negativo essere ambiziosi. E se gli U2 non fossero stati ambiziosi? Non avremmo avuto quei regali che ci hanno fatto. Ho già detto cose del genere prima ma la gente invece di cercare di capire dice semplicemente “Odia i Nirvana, che coglione!”

Una delle nostre nuove canzoni, Deadlines and Commitments, ha un tema economico. Da dove è venuta l’idea?

BF: Stavo cenando con Jimmy Carr, una cosa normalissima, e lui ha pensato che il prossimo album d’esordio che la gente avrebbe notato avrebbe avuto come tema i problemi dell’economia.
Aspetta, Jimmy Carr il comico?

BF: Sì. Abbiamo suonato al Comic Relief e lui era lì, abbiamo iniziato a parlare ed è fantastico, quando viene a Vegas andiamo a vederlo, e anche qui a Londra. Stavamo parlando di Bruce Springsteen o roba del genere, abbiamo pensato che qualcuno avrebbe fatto un album come i suoi. Ne sono consapevole – Las Vegas è stata colpita (dalla crisi) più di ogni altra città. Case vuote, centri commerciali vuoti. Hanno costruito un nuovo centro commerciale vicino casa mia a Henderson che non è mai stato occupato da un solo negozio. Sono tempi strani.

Si è parlato di abbandonare la stravaganza del passato – c’è qualcosa del passato a cui guardi con particolare imbarazzo?

BF: Sentirmi più a mio agio con me stesso e più sicuro sta in qualche modo prendendo il posto delle piume e della pelle rosa. Non rimetterei le piume. Mi sentivo potente quando indossavo quella giacca, era una cerimonia, lo adoravo. Ma non posso indossarle per sempre. Le ho date all’Hard Rock di Londra.

Nel vostro dichiarato tentativo di diventare i nuovi U2, a che punto siete?

BF: Siamo alcuni passi dietro i Coldplay. Non possiamo raggiungerli adesso. Non ho mai pensato stessimo cercando di raggiungerli e non mi sento sconfitto, ma sono irraggiungibili.

Vi ricordate quando andavate per topaie durante i primi tour in UK?

RVJ: Ci penso ancora. Oggi abbiamo giorni di viaggio, mentre all’epoca viaggiavamo, tenevamo un concerto, interviste e ci facevamo visitare dal medico in un’unica giornata. Abbiamo fatto la nostra gavetta girando per settimane in un furgoncino o un minibus guadagnando 110 sterline. Questo è quello che ci veniva garantito.

DK: Il concerto che non dimenticherò mai è uno che tenemmo a Lincoln. Il nostro camerino era la cameretta di una bambina. Il posto in cui dovevamo suonare era la casa di un tizio e ricordo di aver messo la custodia della mia chitarra sul letto della ragazzina e di aver pensato, “C’è qualcosa che non va”. C’erano i suoi giocattoli, i peluche, le Barbie in bella vista.

A parte i fan, cosa vi è mancato di più del Regno Unito?

RVJ: La varietà, le dinamiche, i rumori, gli odori, la gente. Le ragazze che si vestono da ragazze. Per qualche strana ragione l’erba del vicino è sempre più verde. Dal posto in cui vengo, le ragazze si vestono come dei meccanici.

Vi concedete dei lussi particolari in tour? I Rolling Stones hanno un intero villaggio nel backstage…

RVJ: Non siamo ancora arrivati a quel punto. Avevamo questa area backstage al V festival, una grande area privata piena di camerini e un bel rider con i migliori liquori e frutta fresca – era tutto favoloso, ma abbiamo una crew piccola, 12 o 13 persone. A quanto pare gli Stone Roses, gli altri headliner, hanno un entourage molto più grande. Ci hanno intervistati chiedendoci “Dov’è il vostro staff?” Ed eravamo tipo “Che vuoi dire? Quanti elementi ci sono nell’altra crew?” “Ce n’erano tipo 300”. “Merda, è una festa!”

Infine, avete suonato alla Casa Bianca per le celebrazioni del Quattro Luglio nel 2010. Avete parlato con Obama?

DK: È stata una conversazione spicciola, “Avete già cenato? Vi è piaciuto il cibo?” Mi sono davvero sentito… Non faccio neanche lontanamente tanti “meet and greet” quanti ne fa Obama, ma sapevo come si sentiva e non ho potuto fare a meno di pensare che deve passare parecchio tempo in quel modo – ore ed ore passate a salutare e a far finta di essere interessato, quindi mi sono diciamo immedesimato in lui tipo, “Sì, capisco, non dobbiamo fare per forza una conversazione interessante”.

Che ne dite dei souvenir. Siete stati tentati di rubare qualcosa?

DK: No, avevo paura che i servizi segreti mi stessero osservando.

BF: Ho visto un Libro di Mormon che doveva avere un centinaio d’anni, e mi è passato per la mente che avrei voluto averlo.

Fonte // ShortList

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