BBC [20-09-2012]

I Killers sono tornati dopo una pausa di quattro anni con il nuovo album, Battle Born, e un frontman rinvigorito. “Ma ho ancora le farfalle nello stomaco”, dice Brandon Flowers alla BBC.

Poco più di tre settimane fa, il figlio maggiore di Brandon Flowers ha iniziato l’inserimento a scuola.
Quando gli alunni hanno conosciuto i loro compagni di giochi, sono stati invitati a stare davanti al resto della classe e a parlare di quello che hanno fatto durante l’estate.
Quando è arrivato il suo turno, Ammon Flowers ha fatto un breve discorso e ha mostrato alcune foto. Poi l’insegnante gli ha chiesto: “Che lavoro fa il tuo papà?”
Veloce come un fulmine, il bambino di cinque anni ha risposto: “Oh, è una rock star”.
Suo padre era mortificato.
“Non usiamo mai…non useremmo mai quel termine con lui”, dice Brandon Flowers. “Non è nemmeno parte del mio vocabolario. È straordinario quello che riescono a cogliere in giro”.
Modestia a parte, Brandon Flowers è una rock star, e anche una piuttosto popolare.
Il primo album dei Killers ha venduto sette milioni di copie e ha ricevuto cinque nomination ai Grammy Awards. Il loro ultimo album, Day & Age del 2008, ha ottenuto tre dischi di platino in Gran Bretagna.
Flowers adesso passa il tempo con gente come Bono, Bruce Springsteen e Elton John, che ha battezzato una delle nuove canzoni Miss Atomic Bomb durante delle recenti sessioni di registrazione.
Ma chiacchierando nel backstage del Jonathan Ross Show, il cantante è nervoso e timido. Una risata ansimante e imbarazzata scandisce la conversazione.
“Mi vengono ancora le farfalle nello stomaco quando c’è il lancio di un album”, ammette. “Ma penso sia un buon segno. Non facciamo le cose meccanicamente”.
Battle Born è il primo album dei Killers dopo quattro anni. Per la maggior parte delle rock band importanti è la norma, ma i Killers in passato hanno prodotto un CD ogni due anni.
Flowers avrebbe voluto continuare su quella strada – aveva scritto svariate canzoni durante il tour di Day & Age, che alla fine sono finite sul suo album da solista – ma gli altri membri della band volevano una pausa per stare con le loro famiglie.
Tornare in studio dopo due anni separati è stato angosciante.
“Volevamo fare in modo che fosse valsa la pena di aspettare così tanto”, dice il cantante. “Abbiamo alzato i nostri standard e volevamo assicurarci di raggiungere quegli standard”.

La battaglia dell’etichetta discografica
Chiamato come lo slogan del Nevada, Battle Born è l’album più diretto e più orientato verso le chitarre dai tempi Sam’s Town del 2006.
Dal punto di vista dei testi, Flowers è in un territorio che gli è familiare – il peccato e la redenzione, l’amore e la paura – ma una canzone spicca per essere il primo tentativo dei Killers di scrivere una ballata da stadio da cantare con l’accendino in mano.
Here With Me, scritta con Fran Healy dei Travis, è l’archetipo del “lamento” da tour bus. “Non voglio la tua foto sul mio telefono”, canta Flowers, “Ti voglio qui con me”.
Flowers dice che stava “volutamente cercando di scrivere una ballata” dopo aver notato che le band che ammira – U2, REM, Radiohead – ne avevano nel loro repertorio, mentre “noi non ne avevamo”.
Ciò che non si aspettava, ad ogni modo, è che la canzone potesse innescare una crisi di sicurezza della sua etichetta discografica.
“Here with me è una canzone così maestosa e chiara”, dice. “Ho la stessa consapevolezza riguardo a questa canzone di quella che avevo quando ho scritto Mr Brightside o When you Were Young o Human.
Ma dato che in radio funzionano solo tot-battiti-al-minuto e le drum-machine, la casa discografica americana ne è spaventata a morte”.
“È strano, qualche anno fa saremmo stati noi ad essere indecisi e loro avrebbero insistito. Adesso le carte si sono completamente rovesciate”.
Presumibilmente in un tentativo di dimostrare che la casa discografica ha torto, la band sta suonando Here With Me durante gli encore del tour. I fan, che devono ancora ascoltare l’album, già cantano assieme prima di arrivare al ritornello finale.
Tra le altre canzoni nuove c’è Deadlines and Commitments – una canzone sulla crisi economica mondiale.
Stranamente, Flowers l’ha scritta su suggerimento del comico Jimmy Carr, che ha detto al cantante che “il prossimo grande album di successo” avrebbe parlato “dei problemi dell’economia”.
Anche se Flowers probabilmente non fa fatica a pagare l’affitto, dice di aver visto con i propri occhi gli effetti della recessione nella sua città natale.
“Las Vegas è stata colpita più di ogni altra città”, dice.
“Sulla strada di casa mia c’erano otto o nove case vuote. C’è un centro commerciale vuoto vicino casa mia, questo complesso nuovo di zecca, e nessuno l’ha mai occupato. Sembra una strana terra desolata. Palme morte. Penso che da lì sia nata la canzone”.
Mentre Springsteen o Dylan si scaglierebbero contro le ingiustizie compiute contro la classe operaia, Flowers, un mormone praticante, assume un punto di vista più compassionevole, cantando: “Non avere paura di bussare alla porta se hai dei problemi”.
Dice: “Ho sempre avuto quella sorta di sicurezza dai miei genitori. Sono sicuro che ce l’avevano in molti. E sono sicuro che avere dei figli ha alimentato queste canzoni”.
A volte sembra che questo frontman riluttante sia più felice come padre che come rock star. Ma occasionalmente si concede un momento di orgoglio.
Riporta alla mente il primo concerto dei Killers fatto dopo i due anni di pausa. Dopo il loro rituale pre-concerto (“Ci riuniamo in cerchio facendo toccare i piedi”), Flowers si è rivolto ai suoi compagni dicendo: “La scintilla non si è spenta!”
Più tardi, riflette sul fatto di aver compiuto trent’anni durante il periodo di pausa della band.
“Non vedo l’ora di avanzare con l’età”, dice.
“Vedo persone come Peter Gabriel e Sting e anche Tom Petty, Don Henley. Gente che non ha perso il tocco. Spero di poter entrare a far parte di quel club”.

Fonte // BBC

Condividi