Sunday World [24-09-2012]

I Killers sono sbalorditi della loro amicizia con Bono e gli U2.

Dietro le quinte all’Electric Picnic, i Killers indicano una scorta di Guinness e champagne nel loro camerino.
“Un regalo dagli U2”, dice annuendo il batterista Ronnie Vannucci a Shuffle, menzionando la fonte della scorta di alcol.
Aggirandosi nella stanza, il cantante Brandon Flowers non sembra aver bisogno di una dose di black velvet (un mix di champagne e della birra nera), già caricato da una nervosa energia prima del loro concerto di domenica sera a Stradbally.
I Killers sono tornati nella condizione migliore con il nuovo album, Battle Born, pubblicato questa settimana. E si stanno prendendo del tempo prima del concerto per parlare della loro fantastica ascesa verso il successo. Ammettono che non riescono ancora a credere alla loro buona stella.
Prima di incontrarci arrivano direttamente dall’elegante Ritz-Carlton Hotel ad Enniskerry, Co. Wicklow, dove erano stati rintanati.
“Oggi, quando mi sveglio in hotel come quello e mi guardo attorno, esclamo: ‘Wow! Che ca**o è appena successo?’ Non mi sono ancora abituato”, dice il molto loquace Ronnie.
Anche avere leggende come gli U2 come amici è esaltante per i Killers. “Adesso siamo amici con un sacco di persone che sono stati i nostri idoli mentre crescevamo, e ci chiamiamo nei fine settimana. È una cosa ancora strana per noi”.
Ronnie rivela che anche il suo amico Larry degli U2 è ancora confuso dal successo del suo gruppo. “La prima cosa che ho chiesto a Larry quando ci siamo incontrati è stata: ‘Allora come avete fatto ad arrivare fin qui?’ E la risposta di Larry è stata, ‘Non ne ho la più pallida idea”.
Avere un grande e carismatico frontman come Flowers a guidarli è stata una chiave importante del loro interesse mondiale. Brandon, che sembra vestito in modo impeccabile con i suoi capelli corti e un sorriso bianco splendente, è un ragazzo da copertina e magnete per le ragazze.
“Mi sto trovando sempre più a mio agio in questo ruolo”, dice il felicemente sposato padre di tre bimbi.
E i suoi coorti nei Killers sono contenti di lasciargli monopolizzare i riflettori.
“La nostra band è una democrazia”, dice Ronnie. “La vediamo come quattro parti uguali, ma non importa quello che stai facendo o in quale Paese ti trovi, tutti glorificheranno sempre il cantante. E devi trovarti a tuo agio con questa situazione”.
“Credo davvero che qualcuno debba essere il frontman nella band. La persona che sta sulle copertine dei giornali è quella che guida la band e a me va bene così. Brandon è bravo in quello che fa”.
È di aiuto al loro rapporto il fatto che Flowers non abbiamo lasciato che il suo ego perdesse il controllo. “Brandon non ha la sindrome del cantante”, dice Ronnie. “Ha i piedi per terra e una famiglia, e rispetta ognuno di noi, come noi lo facciamo tra di noi. Tiene le cose stabili”.
A parte Guinness e champagne, non c’è segno di nient’altro di strano o eccessivo nel camerino dei Killers. Avevano fatto un giro in bici attorno a Wicklow quel pomeriggio, seguito da una nuotata.
“Nessuno usa droghe in questa band”, dice Ronnie. “Le band non guadagnano abbastanza dalle vendite degli album per permettersele”, scherza.
Il loro nuovo album, Battle Born, è uno dei più attesi del 2012. E ne è valsa la pena, con Flowers & Co. che hanno prodotto grandi canzoni come Runaways, Here With Me e Flesh And Bone.
“Una delle cose più importanti di questo album è che abbiamo tenuto un occhio puntato a come le canzoni avrebbero funzionato dal vivo”, dice Flowers. “Sento che ci saranno un sacco di bei momenti live in questo album, più di quanti ne abbiamo mai avuti. Sento che le persone riusciranno ad immedesimarsi in queste canzoni. Stiamo iniziando a sentirci più a nostro agio dove siamo adesso”.
E con questo, Brandon e i suoi coorti si dirigono sul palco per, beh, un concerto sensazionale.

Fonte // Sunday World

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