UltimateGuitar.com [14-11-2012]

Battle Born è il primo album dei Killers in quattro anni dopo l’uscita di Day & Age nel 2008. Per alcuni aspetti il quarto album del quartetto di Las Vegas – se non si conta la raccolta Sawdust – è una specie di sommatoria di tutto quello che la band ha fatto nei suoi precedenti tre album. Il chitarrista Dave Keuning spiega “Ci sono un paio di canzoni che potrebbero stare in Day & Age e un paio che potrebbero stare in Sam’s Town o in Hot Fuss”. Rimane il disco rock più grande che abbiano mai fatto e questo si può sentire nel primo singolo dell’album, Runaways.

I Killers hanno messo insieme un team di produttori da sogno che comprende Steve Lillywhite, Daniel Lanois, Brendan O’Brien, Stuart Price e Damian Taylor. Nel complesso questi produttori di classe A hanno lavorato con tutti, da U2 e Smashing Pumpkins a Pearl Jam e Bjork. Perché chiamare così tanti produttori? La risposta è semplice – perché possono. Dave Keuning è cresciuto ascoltando Achtung Baby quindi perché non lavorare con Daniel Lanois e Steve Lillywhite, il team di produzione che ha creato questo classico degli U2?

Il chitarrista parla del nuovo album e ripercorre anche i tre precedenti lavori. In realtà la conversazione comincia con un dialogo sui primi giorni di Keuning come metallaro.

UG: All’inizio ascoltavi Angus Young e gli AC/DC ma alla fine sei approdato a band come Smashing Pumpkins e U2. Perché è avvenuto questo cambiamento?
Dave Keuning: In parte è dovuto al fatto di far parte di una band perché la band di cui facevo parte era differente; sono sempre state diverse l’una dall’altra. C’è sicuramente un’evoluzione nelle influenze che ho avuto. Quando ho iniziato e ho preso in mano la chitarra, non so com’è per gli altri chitarristi ma ero naturalmente interessato alla musica con chitarre potenti. AC/DC, Aerosmith e Motley Crue sono proprio quelli che mi hanno attratto per primi ed erano i tipi di band che mi hanno indotto a voler imparare a suonare la chitarra perché ero esaltato a suonare quelle canzoni. Non è necessariamente divertente suonare altre cose.

Suonavi cover di Motley Crue e Aerosmith nelle band?
Beh, non vere band; eravamo circa in terza media e non eravamo molto bravi. Questo è quello che mi ha indotto a interessarmi alla chitarra abbastanza da prenderla in mano e volermi esercitare. Quel tipo di hard rock, di band metal degli anni 80. Queste sono più o meno le mie primissime influenze.

Quando hai cominciato ad ascoltare band meno ossessionate dalle chitarre?
Negli anni 90 le influenze si sono evolute spostandosi verso Smashing Pumpkins e Nirvana. Sono stato pesantemente influenzato da entrambe queste band negli anni 90 e ho cambiato il mio modo di pensare. Pensavo, “Oh, forse dovrei cominciare a dare qualche possibilità ad altre band”. Così ho fatto e immagino che abbiano fatto molte persone in quell’epoca. Poi quando sono andato al college mi sono evoluto ancora di più e ho cominciato ad ascoltare Cure, New Order e in realtà qualsiasi cosa. Quando ho scoperto i Cure per la prima volta avevo sentito parlare un po’ di loro ma nel momento in cui ero proprio preso da loro avevano già pubblicato qualcosa come 17 album. Ho pensato, “Oh, c’è un’intera sfilza di lavori qui che non ho ancora colto l’occasione di ascoltare”.

Ma band come Smashing Pumpkins e Nirvana sono state il tuo punto di partenza per cominciare a virare lontano dalle band più heavy metal?
Ho consumato gli Smashing Pumpkins e i Nirvana – li ho ascoltati fino allo sfinimento e alla fine ho dovuto voltare pagina e cominciare ad ascoltare altra roba. Ma sono sicuramente ancora parte del mio modo di suonare.

Quando ascoltavi quelle band assorbivi realmente lo stile e il suono dei chitarristi?
Sì, è stato parte della progressione del modo di pensare. Come ho detto sono passato da alcune di quelle band metal, hard rock o quello che è agli anni 90 dove c’erano i Nirvana che suonavano parti pulite e poi sporche e usavano diversi amplificatori e chitarre – ho notato questa cosa subito. Ho pensato, “Oh, si può fare in questo modo”.

In definitiva hai sentito più affinità per chitarristi come The Edge e Johnny Marr di quanto era successo con Angus Young e Joe Perry?
No, gli AC/DC mi piacciono altrettanto e forse di più di Johnny Marr. Ma Johnny Marr è arrivato e c’era un po’ più di varietà in quello che faceva. Ho un enorme rispetto per Angus Young ma Johnny Marr ha alcune belle canzoni e parti e usa i principali accordi di settima e chitarre acustiche. È un po’ diverso da un semplice riff di Angus.

Che dici dei chitarristi di rock più classico come Jeff Beck e Jimmy Page? E di Brian May?
Ho sempre amato i Queen anche negli anni ’80 e ’90 e adesso. Ricordo quando andavo al Summer Camp a Rocky Mountain High e ascoltavo l’album Classic Queen ininterrottamente per la maggior parte del viaggio dall’Iowa perché era un viaggio in bus di circa 12 ore. Si distingueva proprio; in quell’epoca l’ho ascoltato un sacco. Sai com’è il suo suono personale che è solo suo perché proviene dalla sua chitarra. Sono sempre stato uno che ascolta gli assoli e le parti di chitarra.

Di solito sono i musicisti e gli altri chitarristi che tendono ad ascoltare gli assoli.
Non so perchè visto che per molto tempo ho pensato che lo facessero tutti. Ma è stato così finché non ho fatto parte di una band come i Killers dove ho avuto commenti da tutti del tipo “Oh, credo che molte persone ascoltino solo la parte vocale”. Non ne avevo idea. Non conosco nemmeno quello che molte delle strofe di Brian Johnson dicono (ride) o quello che Billy Corgan canta. Mi piacciono queste band per la loro musica.

Una volta che sei entrato a far parte dei Killers hai capito che non tutti ascoltano gli assoli di chitarra?
Sicuramente con i Killers le cose hanno cominciato a cambiare un po’. Mi dicevo “Oh, immagino di essere solo interessato a questo. Quando vado ai concerti guardo tutti ma con gli anni ho imparato che molte persone guardano solo il cantante”.

Nel primo album dei Killers, Hot Fuss, la traccia Somebody Told Me ha ricevuto un sacco di consensi. Pensi che il tuo suono e il tuo stile fossero rappresentati da quella canzone in quel preciso momento?
Certo. Avevo sempre amato la musica anni ’80 come ho detto, New Order e Duran Duran e altri. Voglio dire che anche prima di Somebody Told Me, non appena ho trovato Brandon, non avevo davvero mai incontrato nessuno con cui esplorare questo lato di me finché non ho incontrato lui. Così eravamo sulla stessa lunghezza d’onda e non ci interessava niente di quello che andava di moda in quel periodo.

Che periodo era questo?
L’inizio del 2000 è stato un periodo abbastanza strano. C’era ancora un po’ di metal che andava, come i Limp Bizkit e non molta roba nuova. Ma sì, ho sempre pensato che Somedoby Told Me fosse un grande pezzo. Avevamo un demo e all’ultimo minuto abbiamo deciso, “No, possiamo fare meglio di questo demo” e mi è sempre piaciuto il risultato. Il tono della chitarra e tutto il resto; è una delle mie canzoni preferite da suonare dal vivo. Devo dire questo per quanto riguarda suonare la chitarra – ho visto trascritta sbagliata la parte dell’intro e non so perché. Tutti sembrano pensare che sto solo suonando ottave e l’ho vista in questo modo per molto tempo. C’è un’evidente corda SI (B nella denominazione anglosassone delle note, ndt) che suona l’intera intro, ed è questa è la chiave per suonarla.

È questo il segreto?
Credo che lo dirò apertamente adesso visto che non l’ho mai trovato trascritto corretto. Non sto suono proprio in ottave.

Pete Townshend è stato in qualche modo un’influenza per te nel modo in cui usa corde aperte che vibrano in un sacco dei suoi accordi quando suona?
Mi piacciono gli Who e rispetto Pete Townshend ma non è una delle mie influenze maggiori nella chitarra. Ma è qualcosa che mi piace fare. Mi piace suonare una parte in modo continuativo e se c’è una corda aperta che è adatta ad ogni accordo, continuo semplicemente a suonarla perché completa bene l’accordo. Il tuo stile di chitarra è davvero costruito in modo da trovare strane sonorità per gli accordi e non solo suonare semplici accordi potenti o simili. Esatto. Non mi piace usare gli accordi tradizionali perché quando suoni un SOL (G), un DO (C) e un RE (D), può anche far sembrare la canzone un po’ più tradizionale, come se fosse qualcosa già fatto.

Hai perfettamente ragione.
Viene fuori con la tua personale sonorità come il primo accordo di Mr. Brightside per esempio. È solo un accordo di DO in realtà ma è una strana sonorità di un accordo di DO. Questo è qualcosa che ho capito ad un certo punto quando ero all’ultimo anno delle superiori e mi stavo esercitando con la chitarra ” Sai una cosa? Si tratta di prendere le note giuste, ma ci sono così tanti modi diversi di prendere le note giuste e gli accordi giusti. Puoi usare l’I-III qui o puoi fare questo I-V-III lì” (i numeri romani da I a VII indicano le triadi, accordi composti da combinazioni verticali di tre suoni: nota fondamentale, terza e quinta relative, ndt.).

Quindi non dipende sempre da cosa suoni ma dove lo suoni?
È come scegliere un accordo e trovare tutti i modi possibili per suonarlo, ci sono qualcosa come 20 o 30 modi per suonare un singolo accordo. Quindi procedi con l’accordo successivo e provi e trovi quanti modi diversi di suonarlo ci sono.

Brandon suona quelle parti di tastiera in Mr. Brightside? Le tastiere sono comparse in molta della musica dei Killers.
È successo abbastanza facilmente perché lui era bravo a suonare la tastiera in modo spontaneo e io ero bravo nell’accompagnarlo. Veniva tutti i giorni dopo il lavoro. Quando i Killers avevano appena cominciato, in realtà tutto è iniziato perché io ho perso il lavoro. Ho perso il lavoro e ho detto “Bene, potrei anche fare un altro tentativo di fondare una band”. Cercavo da sempre di fondare una band ma avevo lasciato perdere per qualche mese. Ho pensato “Ora provo a formare una band” visto che avevo tempo. Non ho avuto un lavoro per circa 3 mesi e lui veniva da me e io aspettavo che finisse di lavorare per trovarci e scrivere. Io avevo una tastiera e lui si era portato la sua.

Questo è stato il periodo in cui avete scritto le canzoni che sarebbero apparse in Hot Fuss?
Ricordo il giorno in cui abbiamo finito Mr. Brightside. Gli avevo dato una cassetta e avevo più o meno elaborato la parte della strofa e del pre-ritornello con quel riff originale. Poi è arrivato e l’ha suonata e ha fatto il ritornello e io ho suonato accompagnando il ritornello e l’abbiamo amata entrambi all’istante. È stato divertente per entrambi suonarla. Abbiamo detto “Suoniamola ancora. È stato divertente”. Ci sentivamo bene.

Sapevi che se tu e Brandon ne eravate rimasti così entusiasti allora le possibilità che anche altre persone potessero esserlo erano buone.
Sì, l’ho pensato. Ho sempre pensato che se ci fosse stata data la possibilità di far passare in radio le nostre canzoni ci avrei creduto. Ho pensato che forse alcune band non arrivano nemmeno così lontane ma ero motivato perché non mi piaceva per niente la musica che sentivo alla radio in quel periodo. Davvero dal ’99 al 2001, non mi piaceva proprio niente di quello che passava in radio. Pensavo “Posso fare meglio di questo”. E a quanto pare, avevo in parte ragione.

Per non dire altro. All These Things That I’ve Done è un esempio della tua grande capacità di comporre riff.
Il riff di chitarra di All These Things That I’ve Done? Beh non mentirò – era una melodia che Brandon aveva creato alla tastiera. Aveva detto “Puoi suonarla con la chitarra?” e io avevo risposto “Certo, naturalmente” e così è come è nata. Ogni canzone di Hot Fuss o tutte le nostre canzoni sono davvero scritte dalla band mentre Mr. Brightside è stata più influenzata da me. Ma quella proveniva maggiormente da Brandon; è lui che ha messo tutto insieme.

Smile Like You Mean It ha una piccola sezione solista lirica molto valida. Puoi parlare di com’è stato fare gli assoli in Hot Fuss?
Certo. Non sapevo cosa fare in quella canzone. È stato solo un impulso del momento mentre ero in studio. Non l’avevo ancora sviluppata e quella è quella che è rimasta nell’album. Onestamente non sono mai stato sicuro che andasse bene. C’era una specie di gruppo classico (The String Quartet) che ha fatto una versione di Hot Fuss con gli archi e sono arrivato all’assolo di Smile Like You Mean It con i suonatori di archi che lo suonavano e ho pensato “Wow, è un ottimo assolo”. È stata la prima volta in cui ho pensato che era valido.

Per Sam’s Town avete cominciato a lavorare con Flood, produttore per U2 e New Order e un sacco di band di cui hai parlato. È stata quella la ragione per cui avete voluto lavorare con lui?
Sì, Flood e per correttezza Alan Moulder perché anche lui ha lavorato a quell’album, quello che loro due hanno in comune è aver lavorato all’album Mellon Collie and The Infinite Sadness degli Smashing Pumpkins; entrambi hanno lavorato per gli album dei Nine Inch Nails; entrambi hanno lavorato per gli album dei Depeche Mode; entrambi hanno lavorato per gli album degli U2. Tra tutte queste band ce ne sono almeno due o tre che piacciono a tutti i 4 membri. Tutti noi volevamo lavorare con loro per le nostre personali ragioni. Magari a me piacciono di più gli Smashing Pumpkins e a Brandon i Depeche Mode o quello che, è ma a tutti piacciono queste band ed è stato naturale chiamarli per Sam’s Town.

Hai avuto conversazioni con Flood e Alan Moulder su come The Edge ha raggiunto certi toni di chitarra o cose simili?
No, non ho scoperto molti segreti ma ho chiesto loro come hanno scelto le canzoni in Mellon Collie and the Infinite Sadness perché so che molte sono state lasciate fuori. Immagino che abbiano solo scelto quello che era giusto per l’album. Ho comprato ogni singolo che è uscito dopo e mi piacciono molte delle B-side.

Brandon ha descritto Read My Mind come la canzone più bella che abbia mai scritto. Sei d’accordo?
Non so se in quell’intervista ha spiegato com’è nata. È stato veramente strano perché avevamo una canzone diversa con quegli accordi, una canzone rock con un tempo un po’ più veloce. Ma non ci piaceva molto. L’avevamo chiamata Little Angela o qualcosa del genere e non ci piaceva. Così Moulder ha pensato di provare a farcela suonare in un modo diverso e l’abbiamo rallentata e io ho cambiato la parte di chitarra e Brandon alla fine ha cambiato la parte alla tastiera. Ne è uscita una canzone completamente diversa. Quando modifichi una canzone in modo così drastico all’inizio non sai se deve piacerti o no. Pensi “Va bene così?”. Ma ogni giorno che passava eravamo sempre più convinti che fosse piuttosto speciale.

Sembra che ci siano una discreta quantità di parti di chitarra in Read My Mind.
Stavo solo cercando di trovare parti di chitarra. Ho fatto la stessa cosa – accordi più alti ma con le stesse corde aperte. Ho usato questo tipo di trucchetto un’altra volta.

Un altro bell’assolo in Read My Mind.
Sì, mi piace quell’assolo. Alcuni degli assoli che ho fatto sono spontanei e poi avrei voluto aggiustarli un po’ ma la band non me l’ha permesso, il che è un complimento. Sono contento che a loro piacciano ma qualche volta non mi lasciano proprio fare un altro tentativo (ride) com’è il caso per questo assolo. Ne ho provato uno diverso ma a loro non piaceva e hanno detto che amavano quello originale così questo è quello che è rimasto da allora. Per qualche ragione penso di essere il solo a vederla così ma ho pensato che l’assolo di Read My Mind fosse il mio assolo più influenzato da Kurt Cobain. È quello che pensavo mentre lo suonavo ma nessuno la vede in questo modo.

Sawdust è una raccolta di B-side e vecchie tracce. Avete fatto Tranquilize con Lou Reed. Eri lì in studio quando ha registrato?
Un po’. Era lì e siamo stati in studio insieme per circa due giorni. Il primo giorno ho registrato senza di lui e abbiamo fatto le parti di basso, batteria e chitarre ritmiche. Poi è arrivato lui e ha cantato e Brandon aveva alcune parti create per lui. Ha scritto la maggior parte del testo – voglio dire non so con precisione quanto ma ha scritto molte di quelle strofe. Ha suonato un po’ di chitarra.

Eri un fan di Lou Reed?
Sì, voglio dire ho amato l’album Transformer; l’intero album è bello dall’inizio alla fine. È quello che ascolto di più. Mi piace qualcosa dei Velvet Underground. È stato proprio forte lavorare con lui.

Avete fatto la cover di Ruby, Don’t Take Your Love To Town di Mel Tillis per Sawdust. Da dove arriva l’idea?
Sono sorpreso che nomini questa canzone ma sì, è stata registrata in un giorno in questo studio in Inghilterra nel quale stavamo facendo qualche programma alla radio. È stata messa insieme davvero in fretta e io stavo solo giocando un po’ con questa roba country e hanno detto “Tienila”. Non abbiamo davvero avuto il tempo di provare altro.

Avete chiamato Stuart Price a lavorare al terzo album, Day & Age. È stata un’esperienza diversa rispetto a lavorare con Flood?
Sì, è stato abbastanza diverso. Stuart lavora davvero in fretta ed è davvero bravo in quello che fa e qualche volta è quasi troppo veloce. Io suonavo una parte di chitarra e ogni tanto lui metteva insieme i pezzi. Mi è piaciuto ma ci sono stati dei lati positivi e dei lati negativi. A volte diceva “Questa volta prova a suonare con una corda in questo modo”. Io provavo una parte con una sola corda giusto per accompagnarlo ed ecco fatto. Altre volte queste parti sono mixate a volume basso così che quasi non si sentono, ma ho fatto molte cose strane come questa in Day & Age.

Sembra che tu stia suggerendo di essere stato un po’ insoddisfatto del tuo lavoro con la chitarra in Day & Age?
Non ero del tutto contento perché certe persone dicevano “Oh, non si sente tanto la chitarra in questo album”. Anche se tecnicamente c’era ovunque – c’era chitarra in tutto l’album.

Solo più leggera.
Era più leggera e suggestiva e diversa.

Human contiene alcuni di questi bei suoni ambient che descrivi.
La maggior parte di quello che suono dal vivo è quello che avevo creato appena avevamo cominciato a registrare. Avevo avuto quell’idea che è poi continuata per tutta la canzone. Ma molte persone non si sono nemmeno accorte che c’è una parte di chitarra.

Dopo Day & Age nel 2010 i Killers si sono presi una pausa. Quando siete tornati circa un anno dopo per cominciare a registrare Battle Born hai portato con te qualche nuova intuizione?
Non penso di aver avuto esattamente un’idea. Non sapevo in che modo diverso avremmo cercato di essere e cose simili. Penso che l’album suoni un po’ come tutti i nostri album, e c’era da aspettarselo. Ci sono delle cose nuove: abbiamo fatto alcune ballate e non avevamo mai davvero fatto qualcosa del genere. Abbiamo una potente ballata rock e non abbiamo mai fatto niente di simile prima.

Di che brano si tratta?
Here With Me. Sì, è una canzone che suona grande. In un certo modo è rischioso per noi perché non sembra nemmeno che sia di questa decade. Riconosciamo una buona canzone come buona e non dovrebbe importare a quale stile o epoca appartiene. Quindi sì, cose come questa non le avevamo mai fatte prima. Penso che volevamo essere un po’ più rock in questo album e alcune canzoni lo dimostrano. Penso che ci rappresenti abbastanza bene.

Vi siete costruiti un team da sogno di produttori, inclusi Daniel Lanois, Steve Lillywhite, Brendan O’Brien e Damian Taylor. Da dove è venuta questa idea?
Achtung Baby era un album che ascoltavo al liceo. Ho letto i credits in questi album così Daniel Lanois e Steve Lillywhite erano nomi che sono stati nella mia testa per 20 anni (Lanois e Lillywhite hanno co-prodotto Achtung Baby). E poi Damian Taylor, sono un grande fan di Bjork così c’era anche lui. Sono tutte persone con cui volevamo lavorare. La cosa giusta sarebbe stata dare a uno solo di loro la possibilità e fare l’intero album con una persona sola. Invece di aspettare 10 anni per spuntare il nome di tutti dalle nostre liste, li abbiamo usati tutti in un solo album. Come Brendan O’Brien, ho amato quello che ha fatto con i Pearl Jam e gli Stone Tempe Pilots. E adesso so com’è lavorare con ciascuno di loro.

Dev’essere stata un’esperienza fantastica.
Non è necessariamente il modo giusto di farlo ma l’abbiamo fatto così per una varietà di motivi. Ha anche a che fare con la programmazione perché li abbiamo chiamati all’ultimo minuto e alcuni di loro erano disponibili solo per le prime settimane qui e là o per un mese qui e là. È un peccato che inevitabilmente si sia indotti a pensare “Ooh, i Killers avevano bisogno di cinque produttori per fare quest’album”. Quando in realtà era solo curiosità da parte nostra. Del tipo “Sarei curioso di vedere cosa potrebbe fare Steve Lillywhite con questa canzone. Sarei curioso si vedere cosa potrebbe fare Stuart Price con questa canzone”.

È discutibile che qualcuno possa pensare che i Killers non possono fare un album con un produttore.
Già.

Runaways, il primo singolo ha come un’atmosfera che ricorda Bruce Springsteen che incontra i Cars?
Sì, penso Bruce Springsteen – che incontra i Cars – che incontrano gli Who. Un po’ di questo c’è con i grandi accordi nel ritornello e cose simili.

Parlando di accordi di chitarra, nel corso degli anni sei passato da una Fender Stratocaster ad una Gibson Les Pauls e poi ad una 335. Cosa preferisci suonare?
Mi sembra di preferire leggermente suonare chitarre Gibson dal vivo ma ho quasi lo stesso rispetto per le Fender perché se hai una buona Stratocaster o Telecaster sono ottime. Ma penso che siano un po’ più specifiche nel suono e mi sembra che si possano fare più cose con una Les Pauls o una 335.

Un produttore specifico ha lavorato su una specifica canzone?
Brendan O’Brien ha lavorato su Runaways probabilmente più degli altri visto che abbiamo fatto la traccia originale con lui. Poi l’abbiamo proposta a Damian Taylor e Steve Lillywhite e ciascuno ci ha lavorato un po’. Abbiamo registrato altre parti vocali e con la tastiera aggiuntive con loro.

Miss Atomic Bomb ha alcune interessanti parti di tastiera con delay suonate da Brandon.
Sì, sicuramente questa canzone mi ricorda gli U2. È quello che ho pensato nel momento stesso in cui l’abbiamo composta.

C’è un bel piccolo riff di chitarra in Flesh and Bone.
Sì, mi piace quella parte. Penso che sia una delle parti che piacciono davvero a Brandon. Volevo proprio una parte che suonasse potente. Ho pensato che il verso dovesse suonare potente perché è una canzone potente. Così suono una nota bassa con un po’ di eco e suona proprio grande.

Here With Me è la ballata con chitarre ritmiche veramente forti che forniscono il ritmo.
Sì, questo è proprio l’esempio del fare quello che è giusto per la canzone. Non volevo provare cose nuove. Mi pare che Brandon avesse fatto un demo di questa canzone e mi è piaciuta immediatamente. Ho pensato “Beh, non possiamo permettere che vada sprecata. È proprio un gran bel pezzo”. Perciò non volevo sovrastare troppo il piano, cosa che a volte è veramente difficile, cercare di suonare in modo da risaltare il piano o le tastiere.

C’è una chitarra acustica in Heart of a Girl.
Acustica in questa.

C’è anche un pedal steel in questa canzone?
Penso che Daniel Lanois sia in grado di suonare un po’ la pedal steel. Io uso solo uno slide normale durante il bridge anche su questa canzone. Con una chitarra normale e uno slide normale. Suono un po’ di lap steel qui e là. Ma è quasi una parte strana e suggestiva che Daniel suona in questa canzone. Ci ha messo il suo suono.

A Matter Of Time è una sorta di canzone rock mid-tempo.
Odio ammetterlo ma stiamo ancora lavorando a questa canzone. È una delle ultime ad essere fatta. Ci lavoreremo stasera ed è una canzone che mi è piaciuta davvero tanto quando per la prima volta l’abbiamo scritta. Poi c’è stato qualcosa di strano e l’entusiasmo è crollato per un po’ ma adesso la stiamo riportando in vita.

Queste sono le sole canzoni che ci sono state messe a disposizione finora.
Rising Tide ha delle buone chitarre. Mi piace molto questa canzone. Probabilmente contiene il mio assolo preferito di tutto l’album.

Durante la pausa che la band si è presa, tutti gli altri membri hanno fatto un album solista, tranne te. Hai qualche desiderio di farne uno?
Non ho fatto un album solista e continuo a pensare di farne uno. Non è una priorità per me adesso visto che abbiamo questo album. Fare quest’album dei Killers è la mia priorità da oltre un anno. Mi piace tenermi impegnato. Ho suonato in giro. Ho anche suonato un assolo in una delle canzoni di Brandon [Welcome to Fabulous Las Vegas, da Flamingo]. Mi ha chiesto di suonare in una canzone e l’ho fatto. Ho alcuni amici che registrano a San Diego e il mio amico Shaun Cornell non vive lontano. Questa band, gli Halloween Town, era lì e io ho suonato un po’ di chitarra in due canzoni. C’è una band che si chiama Hyena e ho suonato in una delle canzoni del loro album. Cose che non mi hanno portato via tanto tempo. Scendevo per un giorno e mi divertivo e facevo una parte di chitarra.

Lo stile e il suono della chitarra nella moderna musica metal – lo shredding e il dropped tuning – sono l’esatto opposto di quello che fai tu con i Killers. Eppure per molti versi è altrettanto difficile.
C’è più movimento di dita ma posso suonare quel tipo di musica se voglio. Ma non voglio. Sono cresciuto con un tipo di musica metal diverso. Non mi piace per niente il tipo di band di cui stai parlando adesso. La scena metal attuale non è il mio ideale. Mi piacciono di più le cose di AC/DC, Motley Crue e Deff Leppard. Questo è rimasto nel mio sangue ma non mi ritrovo proprio in questo genere di nuovo metal.

Quando finirete di registrare andrete in tour per promuovere Battle Born?
Per me suonare dal vivo è la parte più divertente. Richiede molto lavoro finire un album ed è divertente vedere una canzone evolversi da un’idea al processo di registrazione. È fantastico. Ma il passo successivo è far sì che il pubblico familiarizzi con le nuove canzoni e le canti e questo è probabilmente più divertente e un po’ meno stressante.

I Killers non hanno registrato un nuovo album in studio da Day & Age del 2008. Senti un qualche tipo di pressione implicita nel dover consegnare un buon album con Battle Born?
Un po’ di pressione c’è. Penso che qualche volta la casa discografica sia nervosa nel dirci che preferirebbero che suonassimo più pop perché sanno che noi faremo resistenza. Noi in ogni caso cerchiamo di scrivere le migliori canzoni. Ci piacciono canzoni che pensiamo potranno essere grandi in radio e cerchiamo di farlo con naturalezza. Ma allo stesso tempo vogliamo fare a modo nostro. Erano insicuri di Hot Fuss, e poi dopo Hot Fuss volevano che fossimo proprio così. Ed erano insicuri di Sam’s Town. Devi fare solo quello che vuoi fare e farlo bene.

Battle Born è quello che volevate fare?
Beh, cioè, sì. Sono fiero di tutte le canzoni e del corpo del lavoro. Sono davvero ansioso per l’uscita dell’intero album perché così le persone possono rendersi conto che ci sono delle differenze e che non tutte le canzoni assomigliano a Runaways. È stato difficile scegliere una prima canzone che faccia da traino. Ti viene da pensare “Beh, con quella canzone tutti penseranno che l’album ci assomiglierà come sound”. Ci sono alcune altre canzoni come Runaways e ce ne sono altre completamente diverse. Quindi mi piacerebbe che le persone lo sentissero per intero.

Sei felice di come hai suonato la chitarra in Battle Born?
Sono felice per la chitarra, come ho detto. Ci sono dei buoni assoli e ci sono altre canzoni come Here With Me in cui mi rilasso e faccio una sorta di accompagnamento. Sono più orgoglioso delle canzoni semmai. Non è necessariamente un album con potente in fatto di chitarre, almeno per quanto riguarda assoli folli o simili. Ma ci sono sicuramente alcune canzoni rock nell’album.

Fonte // UltimateGuitar.com

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