S Magazine [24-11-2013]

Brandon, 32enne frontman dei Killers, ha guidato la sua band alla fama mondiale – ma è la famiglia che dà un senso alla sua vita, come rivela a Simon Button.

Questi siamo io e mio figlio Gunnar, che ha quattro anni, ed è bellissimo che il fotografo sia riuscito a catturare un raro, anche se non convenzionale, momento di affetto. Volevo chiamarlo ‘Gunner’ ma mia moglie Tana ci ha fatto scegliere ‘ar’ alla fine per avere un suono un po’ più delicato. Ma non ha reso Gunnar più delicato; è quello più irritabile.
È il meno affezionato dei tre e quando lo dimostra è un po’ aggressivo. Come puoi vedere, non ti bacia e basta, deve prenderti il viso.
È bellissimo che tutti e tre abbiano un carattere diverso. Il più grande, Ammon, ha solo sei anni ma è già molto pensieroso e discreto. È un po’ più circospetto, mentre Gunnar si butta a capofitto su tutto, e Henry, il nostro bimbo di due anni, è una combinazione dei due.
Vengo da una famiglia molto grande – siamo sei fratelli e sorelle e io sono il più giovane. C’è una grande differenza di età tra me e la mia sorella più vecchia per cui avevo nipoti già a cinque anni, una cosa che mi è piaciuta molto, e diventare io stesso padre mi è sempre sembrato inevitabile. Ora non riuscirei nemmeno a immaginare di non avere figli. Tana ed io a volte torniamo in macchina dopo essere stati al cinema o in posti simili e ci chiediamo, ‘E se tornassimo a casa e non ci fosse nessuno?’ Avere una famiglia è così appagante e c’è molta più gioia quando ci sono dei bambini nella tua vita.

Erik Weiss

I bambini adesso stanno iniziando a capire che lavoro faccio per vivere, e va loro bene perché sanno che devo guadagnare dei soldi per pagare i loro giocattoli. A loro piace guardare i video dei Killers quando passano alla TV, specialmente quello a tema western che abbiamo fatto per The Cowboys’ Christmas Ball perché ci sono pistole e robot. Ma sono ancora nell’età in cui pensano che tutti i papà siano cantanti.
Quando abbiamo avuto Ammon a volte lo portavo con me in tour. Era più facile quando c’era solo lui ma adesso che ne abbiamo tre può essere più difficile, per cui sfrutto sempre tutto il tempo che ho a disposizione quando arrivo a casa.
Senza voler mancare di rispetto a mio padre, non abbiamo fatto tante cose assieme quando stavo crescendo, mentre faccio sempre un sacco di cose con i miei figli – come fare escursioni, andare in montagna a fare barbecue, portarli al parco e fare loro il bagno – mi ci immergo completamente.
Ma devo comunque dire che mio papà deve aver fatto qualcosa di giusto perché adesso mi piace passare il tempo con lui. Giochiamo a golf assieme e cose simili, e spero che succederà lo stesso tra me e i miei ragazzi. Spero che quando diventeranno adulti vorranno ancora passare del tempo con me.

Fonte // Sunday Express

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