USA Today [12-11-2013]

I Killers sono assieme da 10 anni e i componenti sono tutti trentenni. Non è un po’ troppo presto per pubblicare un greatest hits?

Quando la Island Def Jam ha proposto l’idea ai Killers, il frontman Brandon Flowers, 32, il chitarrista Dave Keuning, 37, il bassista Mark Stoermer, 36, e il batterista Ronnie Vannucci Jr., 37, sono rimasti sorpresi. “Sono un po’ troppo giovane per pubblicare già un greatest hits. È una cosa prematura, ma la nostra etichetta l’avrebbe fatto comunque,” dice Flowers. “E così abbiamo deciso di essere coinvolti con la copertina e di contribuire con un paio di canzoni.”

Per Vannucci, Direct Hits non è così strano. “Istintivamente si ha la sensazione che sia troppo presto, e non ne avevamo nemmeno mai parlato, mai passato per la mente. Sembra sempre che siano passati almeno 20 anni quando le band iniziano a fare una cosa simile” dice Vannucci. “Ma abbiamo senza dubbio abbastanza musica per riempire un album, quindi forse non è poi così presto.”

Dall’uscita del primo singolo, Mr. Brightside nel 2003, la band di Las Vegas ha pubblicato quattro album in studio, pieni di canzoni di successo come When You Were Young e Runaways. Il gruppo è stato nominato per sette Grammy Awards, e tre album dei Killers sono arrivati alla top 10 nella classifica degli album di Billboard. C’è anche questa piccola cosa da niente come 20 milioni di album venduti nel mondo, la partecipazione da headliner ai festival Coachella, Firefly e Lollapalooza e il tutto esaurito allo stadio di Wembley. Per cui sembra proprio che il gruppo abbia raccolto abbastanza materiale da garantire una raccolta di successo.

Tra le 15 canzoni già pubblicate che fanno parte di Direct Hits, la band ha anche scritto due nuove canzoni, lavorando con Anthony Gonzalez degli M83 su Shot At the Night e su Just Another Girl con l’amico di vecchia data e produttore Stuart Price, che ha lavorato con loro su Day & Age del 2008. Calvin Harris ha remixato When You Were Young, e poi c’è anche Be Still.

Quando si paragonano ad innumerevoli band che scoppiano per colpa dei tour, delle feste o semplicemente perché non si sopportano più, i dieci anni di vita dei Killers sono un bel po’ di tempo. E come in tutte le relazioni a lungo termine, la band ha i suoi alti e bassi. Nel 2011, dopo quasi otto anni di tour, i Killers hanno deciso di prendersi un meritato riposo. “Non è che avessimo perso l’amore per quello che facciamo, o dovessimo ritrovare la scintilla,” dice Flowers, che ha pubblicato un album solista durante la pausa. “Ma ne farò un altro il prossimo anno”. Anche Vannucci, che ha messo su un progetto chiamato Big Talk durante la pausa della band, sta già lavorando su nuovo materiale solista. “I Killers sono sempre la mia band, ma andiamo tutti a velocità diverse. Alcuni di noi vogliono mettersi a pancia all’aria e rilassarsi, ma io ho bisogno di rimanere creativo. È come il cibo. Mi sembra tutto più buio se non creo musica,” dice Vannucci.

“È inevitabile che gli altri ti facciano innervosire. Siamo sempre assieme,” dice Flowers. “Ma condividiamo anche un sacco di esperienze assieme, e quei legami che abbiamo creato attraverso queste esperienze ci tengono uniti.”

Flowers cerca di tenere gli inizi della band bene a mente. “Suonavamo durante serate indie una volta al mese in un club per travestiti a Las Vegas e i nostri genitori venivano a vederci. Non erano forse i posti in cui erano abituati ad andare, ma venivano comunque. È anche dove i primi fan sono venuti a vederci,” dice Flowers. “È facile dimenticare le proprie responsabilità e quello che i genitori e gli amici hanno fatto per darti supporto. Ho visto così tanti casi di artisti che hanno perso di vista queste cose.”

Anche se i Killers non celebrano un anniversario di 20 anni, Vannucci non ha rimpianti. “Stai scherzando? No, non ho mai messo in discussione nemmeno per un minuto il mio essere un musicista. Ho il miglior lavoro al mondo e ovviamente ci saranno sempre delle cose che lo riguardano che non ti piacciono, ma così è la vita.”

Fonte // USA Today

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