Las Vegas Weekly [03-12-2014]

Il mese scorso gli Smashing Pumpkins hanno annunciato un piccolo tour che avrebbe incluso anche il bassista dei Killers, Mark Stoermer e il batterista dei Rage Against the Machine, Brad Wilk. Per il primo ciò significa non solo suonare per una band che ammira da quando, ragazzino, ha imbracciato il basso, ma farlo anche di fronte ad un pubblico della sua città. Il concerto della prossima settimana al Brooklyn Bowl (di Las Vegas, ndt.) non era incluso nel primo annuncio e questa aggiunta tardiva ha sorpreso anche Stoermer, con cui abbiamo parlato via telefono mentre si trovava a Chicago poco prima del primo concerto del tour.

Intervistarti come rappresentate degli Smashing Pumpkins è un po’ surreale. È così anche per te?
È surreale anche per me da molti punti di vista, ma arrivati a questo punto si tratta solo di essere un musicista, credo, e suonare canzoni che mi piacciono. Ed è un sacco di lavoro, in realtà, e anche un bella sfida – ma lo intendo in modo positivo. Un sacco di pratica, un sacco di canzoni da imparare in poco tempo. Le canzoni degli Smashing Pumpkins sono in realtà piuttosto complicate dal punto di vista dell’arrangiamento. Pur ascoltandoli da anni e anni, finché non ti metti ad impararle veramente non ti rendi necessariamente conto di quanto possano essere difficoltose. Quindi questa è sicuramente stata una sfida, ma per me è stato anche un buon motivo per tornare a suonare il basso ed essere un musicista senza preoccuparmi di essere un compositore o del lato più commerciale di far parte di una band—vengo solo a suonare della musica.

Eri uno di quelli che cercava di suonare le canzoni dei Pumpkins quando eri un giovane musicista?
Direi di no—forse qualche riff qua e là. Quando ho iniziato a suonare, non ho imparato subito molte canzoni—erano più pezzi, specialmente delle mie canzoni o miei album preferiti. Non le imparavo quasi per non rovinarmele—e forse non è la soluzione migliore perché molti grandi musicisti imparano così. Non sono mai stato una di quelle persone che sapeva molte canzoni, ma avrei potuto facilmente sceglierle e impararle se avessi dovuto. Ho fatto pratica con alcuni riff, tipo con quello di “Cherub Rock” o altri. Ma non ho mai imparato canzoni intere.

Come sei entrato a far parte di questo progetto?
Credo che io e Billy Corgan abbiamo un amico in comune. Io e Corgan ci siamo conosciuti circa sette anni fa. I Killers e gli Smashing Pumpkins hanno suonato qualche festival assieme; uno era in Spagna in un’arena per la corrida. L’ho incontrato quella volta e in qualche altra occasione durante gli anni. Non siamo amici stretti, ma abbiamo avuto varie conversazioni di persona negli anni. Credo che ufficialmente gli Smashing Pumpkins siano sono due persone—due persone e Tommy Lee nell’album Monuments to an Elegy—e non hanno una band vera e propria. Corgan mi ha chiamato un mese fa e mi ha chiesto di farlo.
È una di quelle cose che sembrano fatte apposta per me. Non sto scrivendo musica, non mi sento ispirato con la scrittura in questo periodo, i Killers sono in pausa, e ovviamente c’è anche una parte di me, quella del quattordicenne e sedicenne che sarebbe impazzito ad un’occasione simile, per cui non avrei potuto dire di no. Oltre al fattore nostalgico, ho anche avuto modo di ascoltare le canzoni nuove, una cosa fantastica. Se le nuove canzoni non fossero state all’altezza, non lo avrei fatto. Ho sentito che, sì, era una di quelle cose che dovevo fare.

Domanda stupida, ma almeno all’inizio sei rimasto sorpreso che ti fosse chiesto dato che i Pumpkins hanno tradizionalmente avuto un bassista donna?
In realtà non ci ho proprio pensato fino a dopo aver accettato. Alla fine si tratta di musica, non è una cosa importante. Corgan ha suonato il basso in circa il 90% dei loro album, per cui in realtà negli album il bassista era un uomo, non che cambi le cose. Ma in realtà hanno avuto un uomo in passato [Mark Tulin, il defunto membro degli Electric Prunes]—un altro Mark, così mi hanno detto. Credo sia una di quelle cose interessanti da sapere ma che alla fine non hanno alcun significato. A me interessa solo suonare il basso, non di chi ho preso il posto.

Da dove inizi con la preparazione? Impari le tue parti di canzone prima delle prove?
Si, ho fatto i compiti per casa in anticipo. All’inizio non avevamo una setlist decisa, per cui ho provato alcune delle canzoni più conosciute, solo per familiarizzare di nuovo e avere qualcosa su cui fare pratica. Poi ho avuto la setlist e la maggior parte delle cose che avevo provato non c’erano nemmeno! C’è qualcuna delle canzoni più famose, ma non tutte. Poi alla fine…mi hanno mandato l’album—in realtà sono dovuto andare a prenderlo da Fed Ex a Las Vegas Nord ad Halloween—e dieci giorni dopo mi sono ritrovato a Chicago.
Mi sono seduto a casa e ho ascoltato le canzoni per qualche ora del giorno e mi sono concentrato su di esse. Abbiamo iniziato con 24 o 25 canzoni, e adesso siamo scesi a 17 o 18 perché avevamo meno tempo di quello che pensavamo, non due o tre settimane ma 10 giorni, e, come ho detto prima, queste non sono semplici canzoni a tre corde in cui ogni verso e ritornello sono uguali. Ogni canzone ha piccole sfumature, e un sacco di ritornelli e versi sono ripetuti solo una o tre volte—numeri dispari quando di solito nelle canzoni pop ce ne sono due o quattro.
Quindi, un sacco di cose da ricordare. Anche con 17 canzoni, il set dura un’ora e tre quarti, che è piuttosto intenso quando suoni canzoni che non hai scritto. Sarebbe diverso se le avessi scritte tu. Potresti scordarti qualcosa un giorno ma servirebbe solo rifare un po’ di pratica per risolvere la cosa. Qui è diverso—devi fare pratica in continuazione per ricordare tutto. È una partita diversa per me, ma sono felice di giocarla. Ci sono persone che fanno questo mestiere di lavoro e imparano le canzoni degli altri molto velocemente. Ma non credo che Billy volesse quello. Voleva che fosse qualcosa di più naturale e coinvolgere persone che avessero anche uno stile proprio.

È importante per te essere sincronizzato con il batterista. Quindi hai ascoltato anche del materiale suonato da Brad Wilk prima di suonare con lui, per dare una rinfrescata al suo stile, o non te ne preoccupi?
Non avevo bisogno di rinfrescarlo; conoscono molto bene il materiale dei Rage. Non ero preoccupato, ero sicuro che avrebbe suonato il più simile possibile alla batteria della canzone. Ma c’è un’atmosfera diversa. È sicuramente diverso dal batterista prima di lui, come chiunque lo conosca potrebbe immaginare. Semmai è come ti trovi con lui e sin dal primo giorno abbiamo avuto un buon feeling. Picchia forte sulla batteria, come puoi immaginare, e io faccio lo stesso con il basso. Anche se le canzoni non erano perfette il primo giorno, c’era una buona sensazione da subito. È divertente suonare con lui.

Quando avete iniziato le prove, hai avuto una sorta di piccola scossa o la pelle d’oca o una cosa simile quando hai suonato per la prima volta questi classici e hai guardato Billy Corgan che cantava?
Si, forse all’inizio. È entusiasmante suonare le vecchie canzoni, ma lo è allo stesso modo suonare quelle nuove. Stranamente, forse durante i primi due giorni di prove, le vecchie erano un po’ più emozionanti da suonare, ma adesso sento che lo sono di più le nuove perché anche se io e Brad non abbiamo suonato sul disco, saremo comunque i primi bassista e batterista a suonarle dal vivo. Queste saranno le prime interpretazioni. Per le vecchie stiamo ovviamente sostituendo i musicisti che sono venuti prima di noi, cercando di rappresentarle meglio che possiamo nel nostro stile. Il nuovo materiale è più fresco; sentiamo che abbiamo un po’ più di libertà perché nessuno l’ha mai suonato prima.

Senti la pressione da parte della band o dei suoi fan?
Un po’. Ovviamente cerco di non pensarci…ma non voglio deludere i fan di un’altra band per cui non ho scritto canzoni e che non ho nemmeno fondato, voglio solo fare un buon concerto. Ci sono già passato nella situazione in cui c’è un cambio di formazione della band e rimango deluso—non farò nomi—per cui so cosa vuol dire essere un fan che va e si aspetta qualcosa ma riceve qualcosa di totalmente diverso e rimane deluso. Quindi non voglio che succeda. Devo solo fare quanto meglio posso senza dare importanza a quello che pensano gli altri.
Semmai forse—soprattutto all’inizio—c’è stata un po’ di pressione da parte degli altri musicisti. Non voglio deludere Billy o Brad o Jeff; sono tutti dei grandi musicisti. Sapevo che dovevo esserne all’altezza, non posso sembrare un dilettante (ride). Lo sono stato un po’ il primo giorno. Se dici che dovresti far parte del club, o attacchi o stai zitto. Tutti sono dei fantastici musicisti. Non vorrei mai deluderli—voglio essere al loro livello.

Come pensi che i fan di lunga data accoglieranno le canzoni di Monuments to an Elegy, specialmente dato che alcuni le paragoneranno alle canzoni più vecchie?
Non so. Credo sia una battaglia in salita e più vai avanti con la tua carriera, più la salita diventerà ripida quando presenti materiale nuovo. Parlando da ascoltatore e fan, mi piace il nuovo materiale, ma diventa una di quelle situazioni in cui quando hai un grande catalogo di ottima musica ti ritroverai sempre a farci paragoni. Ma cerco di tirarmi fuori da questa situazione più che posso, e mi chiedo, queste sono ottime canzoni che ascolteresti suonate da una nuova band? E per me, si, lo sono, ma la pensano tutti così? Non credo proprio. È difficile, e non posso predirre quello che le persone diranno, ma so che è una sfida.
Posso dire che tra tutte le persone che sono diventate famose nei primi anni ’90 e forse fine anni ’80, Billy Corgan è una delle poche che scrive ancora dell’ottimo materiale. Forse ce n’è qualcun’altra, ma non molte. Che sia o meno buono come il resto del materiale—e non commenterò su questo—è irrilevante. È buono oggi? La mia risposta è sì. Il pubblico o i fan non sempre la vedono in questo modo, e so questo facendo parte di una band da 10 anni. È una scommessa, diventa sempre più difficile con il tempo che passa una volta che hai messo la tua asticella ad un livello così alto.

I Pumpkins suoneranno l’ennesimo concerto al KROQ Almost Acoustic Christmas, e hanno ancora molta attenzione da parte della stampa pur essendo una band con 25 anni di carriera. Dato che sei una persona che li ha visti sia dall’esterno sia, ora, dall’interno, cosa credi li renda ancora importanti?
Credo che siano le loro canzoni. Io li ritengo ancora importanti da questo punto di vista. C’è del nuovo materiale che verrà pubblicato e io credo che sia di qualità. E…Billy e Jeff scrivono materiale in continuazione, stanno già facendo un altro album, sono attivi come musicisti creativi. Non si può sempre dire lo stesso per musicisti con 25 anni di carriera alle spalle. E il materiale è fresco.

Supponendo che Billy ti voglia per il Monuments tour nel 2015, accetteresti? E che dici della possibilità di suonare nel prossimo album [per ora intitolato Day For Night]?
Niente di tutto ciò è ancora stato discusso. Sono coinvolto per questo mini tour e sono contento di farne parte. Tutti sanno che potrebbero esserci altri concerti. Vedremo come andrà. Sono disponibile a parlarne ma non me lo aspetto. E niente è stato assolutamente menzionato sulla registrazione dell’album. Stanno lavorando all’album che uscirà fra quattro mesi e non ne siamo coinvolti.

Ti sei dovuto accordare prima con i Killers per una cosa simile, giusto per assicurarti che la band non farà niente per il tempo necessario in cui sei occupato con i Pumpkins, o hai accettato senza parlarne con loro sapendo che sarebbero stati occupati con altre cose?
Una via di mezzo. Ho preso la decisione da solo. Ero un musicista prima di far parte dei Killers, ho suonato il basso per 10-13 anni…anche se il pubblico potrebbe vedermi solo come un membro dei Killers. Sono stato dall’altro lato della barricata. Ma gliel’ho fatto sapere prima di iniziare. Ho parlato con un paio dei ragazzi e con il nostro manager.

Ciò vuol dire che i Killers non registreranno o andranno in tour nel 2015?
Questa cosa è stata decisa prima di questo, o avrei potuto non accettare. Il tour dei Pumpkins non avrà ricadute su ciò. C’era un chiaro piano di prendersi una pausa fino al 2016. Brandon stava già facendo un album solista quando eravamo in tour quest’anno e ha detto che sarebbe andato in tour il prossimo anno. Potrebbero esserci un paio di concerti dei Killers, ma non c’è ancora un piano di tornare in studio. Ne parleremo alla fine del prossimo anno.

Fonte // Las Vegas Weekly
Foto // Chicago Sun Times

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