V Festival Programme [08-2014]

Brandon Flowers riflette sul duraturo rapporto dei Killers col Regno Unito

Sono passati 10 anni dalla vostra prima volta al V festival, cosa ricordi di quell’occasione?
Ricordo che abbiamo suonato con la luce del giorno, non proprio l’ideale, ma per noi è stato un momento davvero emozionante. Quel giorno avevamo alcune cose da fare a Londra, quindi per farci arrivare in tempo hanno dovuto portarci qui in elicottero. Non eravamo mai saliti su un elicottero e ci siamo sentiti come delle vere rockstar, nonostante non lo fossimo nemmeno lontanamente a quel tempo. Questo è il mio ricordo più vivo; volare sulla location come delle superstar.

Poi, la volta successiva, nel 2007, eravate headliner. Adesso siete praticamente di casa…
Sì, immagino che adesso siamo una band per cui si va appositamente a questi eventi. Siamo molto orgogliosi dei nostri live. Non so se dipende dal fatto che veniamo da Las Vegas – quel non vergognarsi di volersi esibire – o se dipende dall’influenza di coloro che erano i nostri idoli quando eravamo ragazzini, ma ci impegniamo tanto nella performance quanto nello scrivere le canzoni.

Ogni volta che tornate sembrate diventare sempre più appariscenti. Quali artisti ispirano l’estetica dei Killers?
C’è sempre un po’ di Elvis. E anche un po’ di Bono. Morrissey, Frank Sinatra, Tom Petty – ci sono tanti mondi che si incrociano, e cerchiamo di trovare dei punti in comune tra tutti.

Sarebbe giusto dire che avete un rapporto speciale con il Regno Unito?
Assolutamente. Il Regno Unito ci ha accolti quando l’America ci ha respinti, o quantomeno le case discografiche americane. E’ stato un grande onore perché la maggior parte delle band che ci hanno formate nei nostri primi anni venivano da questa parte dell’Atlantico. Molti artisti hanno sfondato prima in UK, come Hendrix eccetera, e l’abbiamo visto accadere anche con gli Strokes e i White Stripes davanti ai nostri occhi. Tutto ciò ci diede speranza: l’idea che la nostra casa discografica britannica avesse delle idee per noi e che anche la gente potesse apprezzarci sin da subito.

Sono anche passati 10 anni dalla pubblicazione di Hot Fuss. Questo vi fa sentire vecchi?
Non vecchi, ma sicuramente questi anni sembrano essere volati…

Vi sentite cambiati molto come persone?
Il mondo è decisamente un posto più piccolo per noi oggi, e abbiamo fatto cose che non avremmo mai potuto fare senza la musica. Abbiamo visitato posti che non avremmo mai potuto visitare altrimenti. Abbiamo visto così tante cose… Ovviamente abbiamo fatto delle pause nel frattempo, ma è una cosa così costante che quando non ti fermi ti sembra quasi che il tempo scorra un po’ più velocemente.

Quando torni a casa hai sicuramente cose che ti ricordano chi sei, ora che sei diventato “Mr Rock Star”?
Oh, sì. C’è una bellissima frase di Joe Walsh [il chitarrista degli Eagles] che dice: “Sono tutti cambiati, ma io sono sempre lo stesso.”

Hai tre figli adesso. È più difficile adesso star via per lunghi periodi, o li porti con te?
No, i bambini restano a casa. Cerchiamo di mantenere una certa routine e una certa stabilità, è la cosa migliore per loro. E’ difficile trovare un equilibrio tra lo stare a casa con la mia famiglia e andare in tour, che è qualcosa che amo e ormai fa parte della mia identità, ma penso di star facendo un buon lavoro. Alla fine si trova un modo per far funzionare la cosa.

Stai lavorando a del materiale nuovo quest’anno?
Farò un album da solista. Sta prendendo forma lentamente, ma si farà di sicuro. Sto lavorando con Ariel Rechtshaid, che ha prodotto l’ultimo album dei Vampire Weekend, delle Haim e di Sky Ferreira. Siamo un’ottima squadra e se tutto va bene l’album uscirà all’inizio del 2015.

E c’è un nuovo album dei Killers in programma?
Non so, non credo che arriverà troppo presto…

Avete richieste assurde per il backstage?
Proprio no. Dovremmo essere un po’ più creativi con le richieste, anche se ci piace questa roba che si chiama Muscle Milk che non si trova in UK, quindi sarebbe un po’ stravagante chiederlo da queste parti. E’ una bevanda proteica. Lo so, siamo proprio trasgressivi.

Avete qualche elaborato rituale prima di esibirvi?
No… saliamo semplicemente sul palco e iniziamo. Scusa, non so cosa dirti!

Niente wrestling nudi?
Um…

Cosa fate nei vostri giorni liberi quando siete in Regno Unito?
Ci assicuriamo sempre di avere un po’ di tempo libero in modo da poter andare nei parchi nazionali. Mi piace fare escursioni, grigliate e roba simile. Ho scalato il Mount Snowden in un giorno libero in Galles, ed è stato bellissimo. Anche il Lake District è sulla lista, ma l’ultima volta che c’era stata possibilità faceva troppo freddo. E poi qui il cibo indiano è molto più buono che negli States, e quella è un’altra cosa che attendiamo sempre con ansia.

Dove vedi i Killers tra 10 anni?
Abbiamo iniziato a rallentare, ma sicuramente vedo altri album. Voglio solo che continuiamo a crescere e migliorare. Fin quando ci siamo tutti, continueremo a fare quello che facciamo il più a lungo possibile…

Hai un messaggio per il pubblico del festival, in occasione della vostra quinta partecipazione all’evento?
Spero che non vi siate ancora stufati di noi! Se non è il vostro primo concerto (dei Killers), presumo di no…

Fonte // sweet talk

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