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NME [01-07-2015]

Ronnie Vannucci Jr, il batterista dei Killers, ha chiamato al rapporto l’altra sua band per una seconda prova di intelligentemente stupido rock’n’roll 

Ci vogliono due telefonate e un po’ di negoziazioni prima che il giullare dei Killers, Ronnie Vannucci Jr, riveli il nome del suo imminente secondo album con i Big Talk. “Meriterebbe una pagina piena,” dice, sviando la conversazione. “È davvero bello.” Parlando una settimana dopo in California, durante le prove, procastina ancora. “Sei sicura di essere pronta?” inspira. “Aspetta, tu come pensi che dovrebbe essere intitolato?”

Il seguito di Big Talk del 2011 è intitolato – rullo di tamburi – ‘Straight In No Kissin’ (‘Dritti al sodo, niente baci’, ndt.). Dopo aver sentito la sfacciata frase dublinese mentre i Killers erano in tour in Irlanda, Ronnie l’aveva suggerita come titolo per il quarto loro album (Battle Born), ma gli altri membri della band avevano rifiutato. “Non so se significhi ‘non abbiamo trovato un posto per parcheggiare’ o ‘l’appuntamento è andato bene’. Ma è una frase fottutamente forte per un rocker.”

Ronnie ha la stessa instancabilità creativa del collega Brandon Flowers. I Big Talk sono nati durante la pausa dei Killers del 2011, quando si è trasferito nella Sonoma County, in California, si è messo a scrivere e ha messo insieme una band – inclusi il chitarrista Jon Konesky e il bassista John Spiker, che avevano entrambi suonato coi Tenacious D. Durante il Battle Born tour nel 2013 Ronnie ha deciso che era pronto per il secondo round. “Non avevo il tempo di ubriacarmi la sera, quindi ho scritto qualcosa con la chitarra mentre ero sotto effetto del jet lag.” Lo scorso aprile, con i Killers in pausa, Ronnie ha convocato le truppe Big Talk, tutte in pausa dal lavoro con le rispettive band. L’unico cambiamento nella formazione è il nuovo batterista, Brooks Wackerman (dei Bad Religion).

“Ho uno dei miei batteristi preferiti al mondo e tre dei miei chitarristi preferiti. È divertente! Perché sono tutti così gentili?” I membri di questa colorata marmaglia hanno trovato un compromesso per risolvere le frustrazioni dei propri lavori principali, convogliandole in un rock’n’roll che ricorda i Replacements. Le sessioni di terapie di gruppo si tenevano nella caverna di Ronnie, dopo tentativi falliti di lottare contro il tempo nello studio dei Killers a Las Vegas dove Brandon stava registrando il suo ultimo lavoro “The Desided Effect.”. “Avevo bisogno di un pretesto per spendere più soldi, per cui ho costruito uno studio nel mio seminterrato.”

I Big Talk hanno passato lì 10 mesi registrando “il 90%” delle canzoni direttamente live. Descrivendosi come “l’anello debole”, Ronnie spiega, “Imbracciavo una chitarra e urlavo nel microfono. Sono un adulto lento che presenta idee a dei geni. Tramite un processo di osmosi sto diventando un chitarrista migliore e spero anche un miglior cantante. Farei un gran favore al mondo.”

La rassicurazione gli ha anche infuso la sicurezza necessaria per produrre. “Ero spaventatissimo,” dice. “Poi ho pensato, ‘aspetta, ho pubblicato una valanga di album’.” Dal punto di vista dei testi, sapeva di dover migliorare. “Non riesco ad ascoltare Big Talk,” dice. “E’ davvero una merda.” Straight In No Kissin’ gli permette di sfogare la sua rabbia, che è aumentata con gli anni. What Happened To Delisa, in stile Strokes, e la disinvolta I’ve Been Sentimental Lately parlano di “rimanere scottati a causa di una donna fittizia”, mentre La Rue D’Awakening è una risposta alla brutalità della polizia in America. “Mi sto interessando di più a roba da adulti,” dice. Una canzone, intitolata Hold That Line, è ispirata a una frase che una sua insegnante gli urlava contro. “‘Vannucci, stai in riga!’ Sono io che abbasso il livello di qualità. Sono in una band cazzuta ma sono stato educato bene. Non me ne frega delle stronzate da star. Questa è la mia lettera aperta.”

La speranza che Ronnie ripone in Straight In No Kissin’ è che lo ascoltino più di due persone. Ma vuole togliersi anche qualche altra soddisfazione. “Voglio un mio programma TV e un divorzio. Voglio sposare una rapper. Chissà se potrei piacere a Iggy Azalea? C’è qualcosa di incredibilmente affascinante in lei.”

Fonte // NME

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