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NME [15-09-2017]

Vedere la morte in faccia e il trasloco dalla loro amata Las Vegas non ha fermato i Killers dal pubblicare un album classico con ‘Wonderful Wonderful’. Mark Beaumont incontra una band che splende ancora

Se vengono dati loro in mano un paio di occhiali di Jeffrey Dahmer, e la possibilità di vedere attraverso gli occhi di un verso assassino seriale, i Killers mostrano la loro vera natura. Brandon Flowers indietreggia, incuriosito ma anche diffidente, come se già solo la montatura emettesse segnali di negatività. “Uno di quelli che è riuscito a scappare si chiamava Flowers di cognome,” dice il frontman con voce intimorita.

Il chitarrista Dave Keuning guarda, da dietro, gli sporchi occhiali contornati d’oro, portati al Rave Club di Milwaukee da un amico della band che è stato l’avvocato difensore di Dahmer, annuisce con calma ma non si lascia coinvolgere troppo. Mentre il batterista Ronnie Vannucci arriva, li indossa e si fa fare una foto. “È una roba troppo trash?” chiede.

L’area backstage del The Rave può anche essere stata trasformata in una tenda beduina con stoffe disegnate appese alle pareti – “non siamo stati noi a chiederlo,” dice un Brandon leggermente imbarazzato – ma nasconde una storia di morte. Una piccola area con ghiaino dall’altra parte della strada è quello che rimane dell’edificio in cui Dahmer ha ucciso e smembrato molte delle sue 17 vittime, e la grande sala da ballo del Rave stesso è considerata stregata.

Si dice che echeggino le voci di bambini morti nella piscina sotterranea, una voce arrabbiata abbia intimato “Andatevene!” agli intrusi nella stanza delle caldaie e alcune band hanno affermato di essersi sentiti ‘osservati’ dalle balconate superiori durante i soundcheck. Hai sentito questo tipo di presenze, Brandon? “No,” dice sorridendo Brandon. “Ma mi sento sempre osservato. Non so se sia perché sono stato cresciuto come un credente, ma sento come se qualcuno mi osservasse sempre.”

Perché è vero – e si tratta di milioni di persone. La qualità da super star di Flowers attira sguardi come se si trattasse di un eclissi, e mai tanto quanto in questi mesi di avvicinamento al quinto album dei Killers ‘Wonderful Wonderful’, considerato che si tratta di un album con rivelazioni strettamente personali di una band spossata dal combattimento e apparentemente allo sbando, con il bassista che non va più in tour e la mentalità da band appesa ad un filo. “Abbiamo cercato di venire incontro a tutti,” ammette Brandon. “Abbiamo fatto delle sedute di terapia.”

Sedute di terapia? Cioè, una cosa seria come quella dei Metallica? “Si è trattato di un seduta di comunicazione,” dice Ronnie. “Siamo quattro tipi che non vogliono comunicare, non sanno come comunicare, come spiegare le cose. Abbiamo avuto bisogno di qualche lezione. Credo sia una cosa salutare. Se non chiarisci le cose poi precipitano. Piccole crepe iniziano a sembrare spaccature profonde e poi dei canyon veri e propri, e poi subentra la paranoia e inizi a fraintendere tutto.” Ha migliorato i rapporti? “Si, ha dato un taglio alle cazzate. In tour non si può lasciare che le cose naufraghino, ci ha insegnato questo, invece di lasciare che una cosa vada avanti per sei settimane in tour, se qualcosa succede deve essere affrontata in quel momento.”

Come i Killers siano passati dalla poltrona del terapista ad un album così ispirato, esplorativo e semplicemente meraviglioso come ‘Wonderful Wonderful’ è una storia di profonda ricerca spirituale, abuso, esperienze di morte in faccia e jam session con il Principe Harry. E questa storia inizia 9 Km sopra la Colombia, con un biglietto di sola andata per la vita nell’aldilà.

I Killers non potevano capire lo spagnolo scricchiolante del pilota, ma sapevano che c’erano problemi. Non si trattava di una normale turbolenza, ma sembrava di passare attraverso le porte dell’Inferno in deltaplano, e qualsiasi cosa il pilota stesse dicendo la traduzione poteva essere solo ‘dite addio alla vita’.

“È stato… di cattivo augurio,” dice Brandon, ricordando il volo in aereo privato peggiore di un tour già abbastanza provante per il quarto album del 2012, ‘Battle Born’. “Stavano avendo dei problemi e riuscivamo a capirlo.” Cosa ti è passato per la testa? “Il mio primo pensiero è stato ‘Vorrei solo essere di nuovo un cameriere perché preferirei vivere e andare avanti con la routine di ogni giorno che morire così’.”

Per il bassista Mark Stoermer è stata un’altra mazzata per la sua schiena già provata dal lungo tour. Per 15 anni ha dovuto lottare con pulmini e tour bus troppo piccoli per i suoi 1.95 metri. I suoi problemi alla schiena stavano rendendo davvero difficile tenere il basso per un concerto intero. Come se non bastasse, dopo un miscuglio di sessioni di registrazione con cinque diversi produttori per ‘Battle Born’, Mark si è sentito distante dall’album e sempre più interessato e seguire studi di arte e filosofia. Mentre si avvicinavano le ultime date in Asia, ha detto ai suoi compagni di band che non avrebbe suonato a quelle e a molte altre in futuro.

Per molte band già sull’orlo del precipizio, questo avrebbe significato ‘game over’. Ma a sorpresa per Mark, i Killers hanno velocemente trovato una soluzione per farlo rimanere come membro in studio. “Tutti lo abbiamo accettato e, sai, non è stato licenziato – cosa che lui avrebbe capito,” Ronnie ricorda. “Credo se lo stesse aspettando. Invece la nostra risposta è stata, ‘Lo capiamo, hai bisogno di una pausa, credo che possiamo far funzionare questa situazione’. E così abbiamo fatto. Per me è il miglior lavoro al mondo, ma capisco che non sia così per tutti. È frustrante, se qualcuno non vuole andare in tour e tu lo costringi o ci viene controvoglia, non è una bella situazione in cui trovarsi.”

“Siamo quattro persone diverse,” aggiunge Brandon. “Siamo cresciuti con gli anni, non siamo diventati tutti la stessa persona. Non siamo cresciuti insieme, abbiamo seguito tutti cose diverse, ma è questo che significa fare parte di una band, dare e ricevere, spingere e tirare. È questo che rende i Killers ciò che sono.”

“Abbiamo avuto la stessa discussione con Dave, visto che anche lui vuole prendersi del tempo,” dice Ronnie. “Vuole crescere suo figlio e non è sempre positivo per la scuola e tutto il resto portare un undicenne in tour per due anni. Basta che tutti siano contenti. Mi manca Mark ma preferisco risolvere le cose da adulto che trovarmi tra 10-20 anni e pensare, ‘Potremmo ancora essere una band’.”

I Killers che si sono ritrovati ai Battle Born Studios a Las Vegas per iniziare a scrivere il loro quinto album nell’Ottobre del 2015 avevano subito un cambiamento più radicale che avere Beyoncé e Jay-Z ad uno speciale di Bake Off. C’è stata terapia di gruppo per aiutare a risolvere screzi non detti, il loro bassista aveva iniziato a lavorare part-time, Ronnie, Mark e Brandon avevano fatto album ben accolti, Ronnie è passato per un divorzio e ha perso suo padre all’inizio delle sessioni e, come un corvo brillantinato che lascia una Torre Eiffel finta, Brandon stava progettando di trasferirsi da Las Vegas allo Utah, lasciando Mark come unico residente di Las Vegas. “È questo l’inizio della fine per Las Vegas?” Brandon ride. “D’ora in poi è tutta in discesa. Hanno legalizzato la marijuana e i Killers se ne vanno dalla città.”

Nonostante avessero prenotato Jacknife Lee come produttore a tempo pieno, la band stessa è stata semi presente alle sessioni. Spesso hanno lavorato individualmente o in due – Mark, rinvigorito nel suo ruolo in studio, ha forgiato molte delle canzoni con Brandon. Come era successo per le prime sessioni di ‘Battle Born’, però, i Killers “erano persi per un lungo tempo” e “in fase critica” per cinque o sei mesi finché non è arrivata una “canzone catalizzatrice”.

Questa canzone per ‘Wonderful Wonderful’ è stata ‘Rut’, una traccia rock informe che approfondisce i tempi bui passati da Flowers. “Mia moglie ha un Disturbo Post Traumatico da Stress,” Brandon spiega. “Ha una versione che si chiama DPTS Complesso. Si manifesta quando una persona ha avuto molteplici esperienze traumatiche. L’ha nascosto per tutta la sua vita, facendo finta che non esistesse. Per qualche motivo, arrivata ai 30 anni, ha deciso di manifestarsi ed è questo che sto affrontando con la mia famiglia. Di solito sono protettivo nei suoi confronti ma ho deciso di affrontare la cosa di petto. Quindi ‘Rut’ parla della sua decisione di sottostare alla malattia. È stata molto depressa ed è stato solo con la ricerca di consigli che è riuscita a darle un nome e a trovare aiuto. Adesso prende la situazione com’è – ciò non significa che lascerà che la abbatta, ma piuttosto che riconosce che esiste e promette di spezzare la catena.”

Si scopre che i pensieri suicidi di Tana sono stati la causa che ha spinto Brandon a finire in anticipo il tour per ‘The Desired Effect’ e il motivo del trasloco della famiglia Flowers in Utah, dato che Las Vegas aveva brutti ricordi per lei. Le difficoltà di Tana sono diventate anche la spinta per ‘Wonderful Wonderful’. La canzone che dà il titolo all’album, un’avventura psych afrofunk che dà un tono sperimentale all’album, si riferisce a Tana come una “bambina senza madre” salvata da Dio, con la fede mormona della coppia che ha il ruolo di rete di salvataggio. Le incertezze di Tana nell’avere i suoi problemi privati spiattellati su tutto il nuovo album dei Killers sono evaporate perché le canzoni l’hanno man mano convinta. “Hanno fatto unire me e Tana in un modo che mai avrei previsto,” dice Brandon, “perché mi hanno aiutato a capirla meglio e ad essere più compassionevole.”

Anche i dubbi personali di Brandon hanno avuto un loro peso. ‘Have All The Songs Been Written’ (che include un assolo di chitarra di Mark Knopfler e ha un titolo suggerito da Bono) tratta del blocco dello scrittore di inizio sessioni, che lo ha portato a chiedersi il ruolo stesso della band (“Rolling Stone ha fatto una classifica di tutte le 73 canzoni degli Smiths, l’ho letta e mi sono sentito umiliato per quanto sia bella ogni fo***ta canzone – mi hanno quasi spinto a smettere”). E il piatto forte dell’album, ‘Tyson Vs Douglas’, ricorda l’incontro di boxe del 1990 che l’apparentemente invincibile Iron Mike ha perso, finendo per aprire gli occhi di un giovane Brandon sul fatto che anche i giganti possono cadere. La canzone fa capire che ha paura che i suoi figli un giorno possano vederlo messo culturalmente KO. “Si, parlo di come non voglio deludere la mia famiglia. Non sono perfetto e ho le mie tentazioni – a volte metto in discussione la mia forza.”

Ha messo in discussione anche il mondo intorno a lui. ‘Run For Cover’ – originariamente scritta per Day & Age del 2008 – contiene il primo riferimento apertamente politico dei Killers, con senatori traditori e “fake news”. Le cose sono peggiorate così tanto che non potevate più essere apolitici? Brandon accenna di sì. “La mia curiosità è più sveglia e controllo le notizie più spesso. Non si può dire di non essere toccati dalla politica, ormai è entrata dappertutto. Sembra incomprensibile che Trump possa ottenere tutto questo, e sono un sacco di cazzate, per metterla in modo semplice. È terribile che sia stato eletto ma devo credere che o sarà messo in stato di accusa o tra tre anni verrà sostituito da qualcuno migliore. Non riuscirà a costruire un muro in tre anni.” Ma potremmo avere una guerra con la Corea del Nord fra tre ore. “Lo so, e spero di no, ma la Corea del Nord ci sta minacciando sin dai tempi di Obama, solo che adesso c’è qualcuno più aggressivo di quanto Obama sarebbe potuto mai essere.” “A primo acchito sembra solo un pazzo,” dice Ronnie, “sembra totalmente inadatto per il lavoro che deve fare, è completamente fuori di testa.”

Nonostante dubbi, ritiri, depressioni e Drumpf, i Killers rimangono indomiti. Un mese prima del concerto a Milwaukee, NME aveva incontrato Brandon dietro le quinte al Bilbao BBK Festival, ancora in botta dal concerto. Parla entusiasta dell’esplorazione di nuovi territori nei festival nel nord della Spagna, in Grecia e in giro per l’Europa, dello scappare da le Cotswolds per salire sul palco con un pugno di nuove canzoni in cui crede davvero piuttosto che “seguire la solita strada” come era successo con ‘Battle Born’. Dal lato del palco, la magia omicida dei Killers è a pieno regime, e osano aprire con ‘Mr Brightside’ come se i loro stessi 22enni fossero ancora vivi e pronti oggi.

A Milwaukee, con la notizia che anche Dave avrebbe saltato i concerti del tour di Wonderful Wonderful che aleggia, Brandon è comunque allegro, e sottolinea che le nuove disposizioni per il tour potrebbero significare che ci sarà un sesto album dei Killers prima di un terzo solista. Con il tempo a nostra disposizione che stringe, da intervistato modello che consegna i compiti per casa un po’ troppo in ritardo, Brandon tira fuori una domanda che gli avevo chiesto qualche anno fa: per cosa si battono i Killers?

“Non avevo una risposta,” dice, “ma ci ho pensato. Credo che ci battiamo per la fiducia. Le nostre canzoni possono non parlare di una persona nello specifico ma per le persone è così, e credo sia questo che le colpisce quando pensano a noi. Che siamo genuini e veri, e che non andremo da nessuna parte nel prossimo futuro.” Una notizia davvero meravigliosa.

Persone famose con cui i Killers passano il tempo

IL PRINCIPE HARRY
Ronnie fa jam session con il Principe Rosso
Ronnie: “Oh, sai, bacia bene. Siamo diventati amici 10 anni fa. Andiamo d’accordo. Non ne sapevo niente dei reali, quindi quando l’ho incontrato per me era solo un tipo. Io sono un tipo in una band, lui è un tipo a Londra.” È per colpa tua che fu fotografato mentre giocava a biliardo nudo a Las Vegas? “Non è stata colpa mia. Non ero lì quella volta.”

PAUL MCCARTNEY
L’album menziona un incontro con Macca
Brandon: “A Capodanno abbiamo suonato durante una festa a St Barts e avevamo saputo che sarebbe venuto così abbiamo provato ‘Helter Skelter’ e lo abbiamo fatto salire sul palco per cantarla con noi. Sua figlia stava filmando e voleva che dicessi qualcosa ma ero troppo emozionato.”

BRUCE SPRINGSTEEN
C’è una frase nell’album su come Tana sia rimasta indifferente ad una storia che coinvolge Springsteen
Brandon: “Ho cantato ‘Thunder Road’ con Springsteen – stavo cercando di fare colpo su mia moglie, ma lei vuole solo che sia una brava persona, per cui è rimasta indifferente.”

Fonte // NME

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