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Yahoo [20-09-2017]

È un pomeriggio assolato a Los Angeles quando incontriamo Brandon Flowers e Ronnie Vanucci, frontman e batterista dei Killers, all’hotel Sunset Marquis per parlare del nuovo album della band — il primo in cinque anni — Wonderful Wonderful.

Dato il luogo sciccoso, la conversazione ben presto si sposta sugli incontri con le rock star nella famosa proprietà hollywoodiana, uno degli hotel più iconici della musica. Sia Flowers che Vanucci hanno delle storie memorabili da condividere.

“Ho passato del tempo con Morrissey in questo hotel,” inizia Flowers. “Sono arrivato una sera verso le 11 ed era praticamente tutto chiuso, ma c’era una luce nel ristorante. Io sono cresciuto idolatrandolo. Con l’entusiasmo subito alle stelle, ovviamente, ho trovato il coraggio di presentarmi e di rimanere qualche ora lì fuori con Moz. È stata un’esperienza incredibile. Sono stato un suo cameriere da Spago a Las Vegas — gli ho servito una pizza con i funghi e un té Earl Grey, e mi sono reso veramente ridicolo: ‘I funghi sono davvero forti.’ Non so se ho rimediato del tutto con questa esperienza con lui, ma ci ho provato.”

L’incontro celebre di Vannucci al Sunset Marquis è altrettanto degno di nota. “Una volta mi sono imbattuto in Billy Gibbons [degi ZZ Top]. Mi è venuto lui direttamente incontro. Pensava fossi un chitarrista — io suono la batteria — e mi si è avvicinato dicendomi, ‘Mi devi tutto, sei qui solo grazie a me.’ E ha fot***mente ragione, perché sono cresciuto ascoltando Eliminator. Ha completamente ragione.”

Ma quindi, Vannucci ha corretto Gibbons? “Non credo importi, ha comunque ragione,” dice Vannucci facendo spallucce. “Se faccio parte di una band rock, è grazie a Billy Gibbons.”

Un’altra band molto influente per i Killers sono i Depeche Mode, specialmente per come hanno cambiamento i loro suoni dal 1981.

“Abbiamo visto i Depeche Mode in Spagna e sono stati grandiosi,” dice Flowers. “Pensa ai suoni dei loro primi album e a come si sono evoluti e a come, dopo Violator, hanno iniziato a usare la batteria dal vivo, cosa che non avresti mai pensato sarebbe successa con i Depeche Mode, e adesso sono diventati una cosa ancora diversa. Martin [Gore] ha una chitarra per l’intero concerto, e c’è un batterista che suona dal vivo. E Dave [Gahan] è sempre infuocato. Sono stati di ispirazione per noi, perché sono qui dagli anni ’80.”

Vannucci è fan dei Depeche da moltissimi anni. “Quando ero all’inizio delle superiori non eri considerato un figo se ti piacevano i Depeche Mode, ma erano la mia band preferita,” ricorda. “Mi sono fatto una ca** di permanente per copiare Martin Gore.”

Si, il batterista ha raccontato questa storia a Gore, che, secondo Vanucci, “si è fatto una risata.”

Tutto questo ci fa arrivare una domanda molto importante e unica: Come suonerebbe una band ibrido dei Depeche Mode e degli ZZ Top?

“I Killers,” risponde Vanucci, senza esitazione.

Come i loro idoli, Wonderful Wonderful mostra i Killers ai limiti sia dal punto di vista dei suoni sia, soprattutto, da quello dei testi. E questa ricerca dei limiti è stata necessaria, perché Flowers e Vanucci ammettono che ci sono state parecchie difficoltà all’inizio della scrittura di questo album.

“Erano passati cinque o sei mesi, e la situazione stava diventando buia,” rivela Vanucci. “C’è parecchia pressione quando registri il quinto album e sei un gruppo rock di quattro persone. Dove sono le band rock adesso in radio? Ci sentivamo come se fossimo su un’isola deserta, ed eravamo nervosi.”

La pressione alla fine è diminuita quando la band ha realizzato la canzone “Rut.”

“È la chiave di volta,” spiega Flowers. “Anche se stiamo facendo tutto questo da un sacco di tempo, quando ti ritrovi in studio non sai mai cosa succederà o quanto tempo servirà perché accada. E quando siamo arrivati a ‘Rut,’ è stato un po’ come, ‘Oh, qualcosa. Grazie.’”

“Rut” è anche la chiave di volta dei testi perché con essa Flowers mostra per la prima volta la sua vita personale, anche se non si è trattato di una transizione facile. “All’inizio ero un po’ ansioso di farlo, perché non avevo mai affrontato prima questi argomenti. Sono sempre stato protettivo nei confronti di mia moglie e della mia famiglia,” dice. “Ma non c’era nient’altro su cui avrei potuto scrivere, e così o scrivevo di quello o niente. Ho aperto un po’ di porte per quanto riguarda i testi con questo album. C’è una canzone intitolata ‘Some Kind of Love,’ quella e ‘Rut’ mi rendono emotivo. Ho notato che questo tipo di canzoni sono quelli che hanno anche un maggior impatto sulle persone.”

Dato che la band era al quinto album ed era lontana dalle scene da qualche anno, hanno sperimentato con diversi produttori, stando a quello che dice Vannucci, con alcuni risultati apparentemente molti divertenti.

“C’è stato un periodo in cui abbiamo fatto una specie di speed-dating con vari produttori prima che arrivassimo a Jacknife [Lee],” dice. “Ci siamo trovati con persone diverse per vedere come ci si sente ad avere un super successo in radio. È stato divertente provare a percorrere quella strada per un minuto e poi realizzare che non ci avrebbe fatto sentire bene e che non sapevamo come sarebbe andata a finire. Dovresti sentire qualcuna di quelle canzoni.”

Comunque sia, i Killers hanno imparato molto da questo processo. “Ci ha fatto bene arrivare ad un punto in cui abbiamo capito che questo è ciò che siamo; questa è un’onesta rappresentazione di quello che sta succedendo adesso,” dice Flowers. “E ci sentiamo abbastanza sicuri a pubblicarlo così, piuttosto di mettergli una patina sopra.”

Fonte // Yahoo

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