Spindle [13-10-2017]

L’industria, la musica, e un piccolo mandarino…

Quando Mark Stoermer, bassista di lunga data dei Killers, band pluri-vincitrice di Grammy e BRIT Award, si è dato da fare da solo l’anno scorso, i fan non sapevano cosa aspettarsi. I membri della band hanno citato lo stress per il tour quasi costante come motivo principale per la pausa dai concerti, ma ha comunque lavorato con loro per l’album più recente, Wonderful Wonderful. Stoermer ha prodotto un suggestivo album solista, Dark Arts, e un’edizione limitata di vinili 7” che conteneva anche il singolo ‘Blood and Guts (The Anatomy Lesson)’, il cui video è un testamento minaccioso e ipnotizzante dell’unica e personale voce di Stoermer.
Abbiamo contattato Mark per capire meglio la storia della sua carriera finora, e quello che ha imparato dell’industria musicale dai primi anni a Las Vegas con i Killers. Leggete la lettera aperta, in esclusiva per Spindle, qui sotto…

Ho iniziato a suonare quando avevo 9 anni, e al basso e alla chitarra nelle band all’età di 14. La passione per la musica è nata quando ero molto piccolo, ed entrare a far parte dei Killers nel 2002 è stato, in quel momento, un altro passo lungo la strada. Dopo un anno passato a provare in garage e a fare il giro di tutti i bar di Las Vegas, siamo stati fortunati a firmare il nostro primo contratto discografico. Questa è stata la mia prima esperienza con l’’industria’.

Non avevo mai pensato molto all’industria discografica mentre crescevo o quando ho iniziato da musicista. Si può dire che non sono stato io a trovarla, quanto lei a trovare me grazie all’essere parte di una band che aveva canzoni, una solida routine lavorativa e si è trovata al posto giusto nel momento giusto. Ma parlando della carriera, ho capito quali siano gli aspetti ‘non posso vivere con, non posso vivere senza’ dell’industria. Apprezzo le porte che mi si sono aperte, soprattutto poter suonare musica per vivere, ma ho passato la maggior parte del mio tempo a focalizzarmi proprio su quello – la musica.

A volte artisti più giovani mi chiedono consiglio sull’industria musicale. Forse non sono la persona migliore a cui chiedere ma di solito tendo a dire questo – magari è un po’ un cliché ma segui il tuo cuore. Interessati alle cose che ti fanno stare bene e lavoraci sodo. Ci sono un sacco di fattori esterni nell’industria che non si possono controllare. Quindi cerca di fare il tuo meglio per controllare l’unica cosa che puoi – la musica. Poi, si spera, il resto andrà al posto giusto da solo.

Per quanto riguarda il mio lavoro solista, finora ho pubblicato tutti i miei progetti da solo. Mi piace la libertà di condividere canzoni, album, video, ecc. senza dover rispondere a nessuno. Detto questo, non la considero una ‘carriera solista’, se così si può definirla. Non ho grandi ambizioni con quello che pubblico da solo. È semplicemente qualcosa che faccio naturalmente – creo musica e la pubblico per chiunque possa esserne interessato.

A tal proposito, ho un nuovo singolo che uscirà il 13 Ottobre e un nuovo album a Novembre con una serie di video. La scrittura e registrazione di questo album (il mio terzo solista) sono stati fatti durante le pause nella registrazione dell’album dei Killers tra fine 2016 e inizio 2017. In origine pensavo di pubblicarlo durante la prima parte dell’anno, ma il mix e gli ultimi tocchi sono stati posticipati a causa di impegni conflittuali. L’album era pronto, tecnicamente, attorno ad Agosto, ma l’ho intenzionalmente posticipato ancora per stare alla larga dal quinto album della band. Ma non voglio trattenerlo fino al 2018 dato che molte di queste canzoni hanno uno o due anni. E poi è talmente diverso dal punto di vista dello stile musicale e della misura del progetto che non dovrebbe causare nessun problema. Se i Killers sono una grande mela fuji, il mio album solista è un piccolo mandarino in confronto.

Fonte // Spindle

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