Los Angeles Times [07-10-2017]

Molti hanno pianto dopo che il pugile Buster Douglas ha sconfitto Mike Tyson nel 1990 (soprattutto quelli che avevano scommesso sullo stra favorito Tyson). Ma Brandon Flowers, cantante dei Killers, ha pianto per un motivo diverso. È stata la prima volta nella sua giovane vita — è nato nel 1981 — che le regole del mondo sono sembrate non funzionare, che le cose non sono andate come si aspettava.

“Penso sempre a quell’incontro,“ ha detto Flowers, ripensando allo shock causato da quell’incontro durante la sua infanzia, e ispiratore della canzone “Tyson vs. Douglas”, contenuta nel nuovo album, “Wonderful Wonderful.” “La mia visione del mondo è cambiata. Ho tre figli più o meno di quell’età, e così tante persone hanno quel tipo di esperienza, che sia successo con un padre o un eroe sportivo, che non sono stati più visti così infallibili.”

Durante l’ultimo anno (e settimana) ci sono, ovviamente, stati eventi scioccanti che in pochi si sarebbero aspettati. Forse tutto ciò dà una rilevanza maggiore al primo album dei Killers in cinque anni, un sensibile eppure drammatico sguardo al crescere in mezzo a tutta questa incertezza.

“Wonderful Wonderful” è stato pubblicato poco prima dell’uccisione di 58 persone ad un festival di musica country a Las Vegas, città natale dei Killers. La band ha finito l’album (e fatto questa intervista) molto prima. Ma è difficile non ascoltare quella che è forse la band più popolare proveniente da Las Vegas, alla luce di quello che è successo questa settimana.

Perché, per la maggior parte, “Wonderful” è un album in cui si tiene conto dell’incertezza e si cerca di trovare un appoggio nella famiglia e nella musica.

“Some Kind of Love,” il pezzo centrale, quasi religioso, dell’album, è stata scritta per la moglie di Flowers, che soffre di DPTS. È un tipo di canzone totalmente nuovo per i Killers. Hanno spesso attinto a melodie americane archetipe per narrare di desiderio e perdita in singoli come “When You Were Young,” ma per la prima volta la band si è guardata dentro per una nuova prospettiva su quelle emozioni.

“È il momento più delicato dell’album,” ha detto Flowers. “È la mia vulnerabilità messa in mostra. Ma non mi sono sentito messo a nudo o imbarazzato.”

L’album ha raggiunto la vetta della classifica Billboard 200 nella settimana di pubblicazione — è chiaro che i cinque anni di pausa dall’ultimo album, “Battle Born,” non hanno placato l’interesse dei fan. Altri singoli più danzerecci si avvicinano all’album di debutto della band, “Hot Fuss,” del 2004, con suoni che attingono dalla disco anni ‘70 e dal primo electro-rock anni ‘80. “The Man”, il singolo di lancio, è un’aggiunta unica nel suo genere al loro catalogo, la canzone più chiaramente allegra che abbiano mai registrato, ma anche piena di consapevolezza della loro rapida conquista della fama più di dieci anni fa.

Ovviamente i Killers tornano in un mondo molto diverso da quello che c’era quando si erano allontanati. Durante i cinque anni in cui sono stati lontani dalla scene, i servizi di streaming hanno soffocato le vendite di album fisici (“Wonderful” ha raggiunto il No. 1 in larga parte grazie all’accoppiata con i biglietti dei concerti), e hip-hop e pop hanno stretto la presa sulle classifiche per i fan giovani.

Eppure la band ha sempre usato l’elettronica efficacemente per dare una direzione alle proprie canzoni, e se c’è una band rock che può lottare contro questi tempi di confusione di genere e commerciale, i Killers hanno più probabilità di qualsiasi altra.

“Siamo davvero fortunati ad avere una base solida di fan,” dice il batterista Ronnie Vannucci. “Ma quello è uno dei motivi per cui abbiamo lavorato con Jacknife Lee [il produttore dell’abum, che di recente ha lavorato con Taylor Swift e U2]. Sapevo che è il 2017 e non potevamo continuare a fare la stessa cosa.”

L’album è, davvero, il più vario dei Killers, e cattura una band matura che cerca di crescere verso la metà della propria carriera mentre l’industria musicale (e la vita in generale) sembra crollare e riconfigurarsi in modi che ancora nessuno sembra capire appieno.

Ma come la canzone di chiusura dell’album, “Have All the Songs Been Written?,” altre tracce cercano di combattere l’idea stessa di musica e discendenza — cercando di rispondere alla domanda: Che senso ha essere una band rock nel 2017? Mark Knopfler dei Dire Straits suona la chitarra nella canzone, e per una band con un’avida conoscenza della storia del rock e una palese ambizione di farne parte, l’album chiede come la musica possa ancora essere un posto per guarire e trovare rifugio.

Alla luce della tragedia di Las Vegas — e della morte di Tom Petty, una delle influenze formative dei Killers e modello di crescita ed evoluzione nel tempo — la musica può rappresentare uno degli ultimi posti sicuri a cui fare riferimento per trovare obiettivo. Anche se i cambiamenti sono rapidi e gli shock si susseguono in America.

“Non so bene quale sia il nostro posto, ma mi va bene così,” dice Vannucci. “Non capisco mai dove dovremmo trovarci bene.”

Fonte // Los Angeles Times

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