Las Vegas Review-Journal [19-08-2020]

Dice la parola due volte, per assaporarne la novità come una caramella coperta di zucchero.

“Covi-gilante..se l’è inventata mia moglie,” spiega Ronnie Vannucci, un termine che corrisponde alla responsabilità che ognuno ha in quest’era di COVID-19. “Si tratta di portare rispetto e indossare la mia mascherina. Bisogna fare le cose giuste.”

Il batterista dei Killers sta spiegando come ha passato le vacanze estive – facendo mountain bike, viaggiando con il cane di famiglia al seguito, molto tempo in studio – che non sarebbero dovute essere delle vacanze estive.

Dall’inizio di Maggio la sua band si sarebbe dovuta imbarcare nel più grande tour del Regno Unito – dove i Killers sono ancora più famosi che qui negli Stati Uniti – una serie di 10 date negli stadi andate esaurite all’istante.
Il tour sarebbe stato in supporto del sesto album in studio dei Killers, Imploding the Mirage, originariamente in uscita lo stesso mese.

Il primo singolo dell’album, lo splendore da cuore in gola che è Caution, che è poi finito al numero 1 delle classifiche delle radio alternative e adult rock, è arrivato il 12 Marzo.
La settimana successiva la maggior parte del Paese era in quarantena.

Imploding the Mirage era ancora in mixaggio. All’improvviso è stato chiesto a tutti di volare bassi, per cui non potevamo essere a Los Angeles per il mixaggio,” ricorda Vannucci. “Stavamo cercando di farlo da remoto, ma ci si mette 50 volte tanto. È un processo per nulla facile.”

La data di pubblicazione dell’album è entrata nel limbo; il tour in Regno Unito posticipato al 2021.

‘Deliziosamente spiacevole’

Per la band il processo di creazione dell’album è stato senza precedenti, come il periodo in cui sarà pubblicato.

Improntato tra Park City, Utah, Las Vegas e Los Angeles, è il primo album che la band ha scritto e registrato da quando ha lasciato la propria città natale per andare a vivere in altre parti del Paese.
Come se non bastasse, è anche il primo album dei Killers realizzato senza il contributo del chitarrista Dave Keuning, che rimane un membro della band ma si è preso una pausa dal 2017.
Inoltre, anche e il bassista Mark Stoermer ha suonato nell’album, non è stato una presenza costante in studio.

Tutto questo ha contribuito ad un sound più incentrato sui sintetizzatori e sul dinamismo ritmico di Imploding the Mirage.

Abbiamo realizzato che Mark non ci sarebbe stato spesso,” dice Vannucci. “È venuto un po’ di volte, e quando era presente era una concentrata e potente dose di rock. Il materiale che ha creato era incredibile. Ma non c’era Dave, e quindi ci siamo alzati un giorno e abbiamo detto, ‘Beh, ci saranno solo batteria e tastiere,’” dice ridendo. “Abbiamo iniziato a lavorare all’album emulando entrambi, ma poi ci siamo fermati e abbiamo preso un’altra direzione. Ci abbiamo messo poco per trovare una bussola, e poi abbiamo svoltato a sinistra. Sono contento di come sia venuto, ma abbiamo lavorato a certe cose in modo completamente diverso dal nostro solito. È stato deliziosamente spiacevole.”

Abbondanza di ospiti

Quando è arrivato il momento di creare in questo nuovo contesto, però, la curva di apprendimento è arrivata, a volte, molto vicina ad un precipizio.

Vannucci cita Caution come esempio. “Eravamo arrivati ad un punto con ‘Caution’ in cui era terribilmente ovvio che avevamo bisogno di un chitarrista,” dice. “Ero un po’ incazzato con Dave per non essere lì perché so che avrebbero tirato fuori qualcosa di figo. Ma non c’era.”

E così ha proposto in modo scherzoso un certo membro della Rock & Roll Hall of Fame.

Ho detto, ‘Beh, chiediamo a Lindsay Buckingham,’” ricorda, parlando dell’ex chitarrista dei Fleetwood Mac, “scherzando. La cosa divertente è che le ragazze che si occupano della nostra comunicazione avevano una connessione con lui, magari rappresentano anche Lindsey, e così hanno fatto una telefonata. È arrivato il giorno dopo. È stato folle, perché stavamo facendo una canzone con una persona che era uno dei maggiori responsabili della mia sensibilità musicale,” continua Vannucci. “Sono cresciuto ascoltandolo. Mi ricordo che mio padre mi parlava di Lindsay Buckingham. I Fleetwood Mac erano un gruppo di rilievo in casa mia, quindi è stato surreale averlo lì.”

Il contributo di Buckingham ha aiutato a stabilire il tono per l’album dei Killers con il maggior numero di ospiti, incluse le apparizioni di Adam Granduciel, cantante-chitarrista dei War on Drugs, Blake Mills, scrittore-chitarrista che ha collaborato in lungo e in largo con altri artisti, le cantanti indie pop Lucius, la cantante-scrittrice Weyes Blood e altri — come k.d. lang, che aggiunge la sua commovente voce all’inno rock and roll che è Lightning Fields.

Man mano che l’album cresce, ti rendi conto che è lui a tenere le redini e non il contrario,” spiega Vannucci. “C’erano alcuni punti, delle parti vocali, dove la componente femminile aveva senso di esistere. È quello che è successo con ‘Lightning Fields,’” aggiunge. “Ne aveva bisogno. A Los Angeles c’è questa sorta di bouquet di persone da cui puoi scegliere. Stavamo discutendo chi sarebbe andata bene per questo e abbiamo pensato, ‘k.d. lang.’ Brandon lo ha pensato. Le abbiamo semplicemente chiesto se ne avrebbe fatto parte e ha risposto ‘Wow, OK, proviamoci.’ e alla fine è stato molto divertente.”

‘Venti di cambiamento’

“Tonight the winds of change are blowin’,” e questo colpi di vento hanno soffiato attraverso vari studi in cui i Killers hanno assemblato Imploding the Mirage.

Il verso sopra citato, preso da Caution, incarna l’avventurosità dell’album di cui fa parte, che passa dal funk flessuoso, ed evocativo di David Bowie, di Fire in Bone, il ritmo di Dying Breed, il testo riflessiva e meditativo di When the Dreams Run Dry, la crescente e drammatica My God, e altre ancora.

Il risultato è l’album dei Killers più ad ampio raggio, e disinibito dal punto di vista artistico, spinto da una palpabile sensazione di scoperta, mentre una band veterana cerca di uscire dalla sua zona di sicurezza verso territori musicali più freschi.

Vannucci dà credito di ciò all’arrivo dei produttori Shawn Everett e Jonathan Rado, una metà del duo psych-rock Foxygen, che hanno aiutato i Killers ad abbracciare un lato diverso di loro stessi in Imploding the Mirage.

Mi pare che abbiamo iniziato a sperimentare dopo solo 15 minuti dalla presentazione e una breve chiacchierata,” ricorda. “C’è stata molta spontaneità, ed è stato quel pomeriggio che abbiamo in qualche modo deciso, ‘Wow, penso che siano le persone giuste. Non so che direzione prenderemo, ma è un bel sound. È ovvio che si tratta di un viaggio, e dobbiamo entrare in questo tunnel sconosciuto.’

Ma adesso parliamo del titolo dell’album.

Gli abitanti di Las Vegas penseranno senza dubbio che sia un riferimento al Mirage, anche se la canzone non parla tanto di detonare l’hotel-casinò, quanto di entrare in contatto con sé stessi, per elevare l’autenticità al posto della superficialità.

Sometimes it takes a little courage and doubt to push your boundaries out,” (“A volte ci vuole del coraggio e avere dei dubbi per spingersi oltre i propri limiti,” ndt.) canta Flowers in una canzone che non solo chiude l’album, ma lo incapsula.

Stavamo giocando con qualche idea. Brandon aveva scritto il testo di ‘Imploding the Mirage,’ e ha pensato, ‘Sarebbe un titolo fantastico per un album,’ perché siamo di Las Vegas,” spiega Vannucci. “Abbiamo un’età in cui le cose vere hanno importanza. E il miraggio, le ondate e le cortine di superficialità in cui ci troviamo tutti nella nostra vita, si trattava di farle esplodere, buttarle giù, farle implodere, arrivare a ciò che è reale.”

Fonte // Las Vegas Review-Journal

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