Skip to main content

The Irish Sun [13-08-2021]

Brandon Flowers definisce il nuovo album dei Killers, Pressure Machine, “una direzione inaspettata” a un anno di distanza da Imploding the Mirage, più pop e ricco di sintetizzatori. “In questo album abbiamo sperimentato con suoni più vicini alla musica Americana. Abbiamo capito molto presto che alcuni si sono focalizzati su una strada precisa per darsi un’identità come band — ma è una decisione limitante. Ci sono band che riescono a farlo ma noi abbiamo talmente tante influenze e continuiamo ad assorbirne con il passare del tempo, in realtà mi piace la musica che ascoltava mio padre, fa parte di chi sono come musicista.

Si tratta di un album concettuale nato dall’isolamento della quarantena, che ha spinto Flowers a ripensare alla sua gioventù e agli anni formativi passati nella cittadina di Nephi, in Utah.

Mi trovavo in questa cittadina e mi sentivo isolato, così come è stato durante la quarantena. Ho iniziato a ripensare ai disadattati e agli emarginati di quella città,” dice. “Dopo tutte le esperienze che ho avuto nella mia vita, adesso capisco meglio quei personaggi che altrimenti avrei descritto o giudicato negativamente. Ho più empatia per loro adesso, così ho scavato nei miei ricordi e ho cercato di presentarli con le canzoni.

Sogni spezzati

Quando mi sono trasferito a Nephi non mi sentivo a casa dato che venivo da Las Vegas. Eccomi qui, in questa cittadina rurale, dove c’è un rodeo, la gente mastica tabacco e indossa jeans della Wrangler che solo persone che fanno musica country di solito hanno. Volevo andarmene a tutti i costi. Ma ho imparato ad amare tutto questo. Sono cose tipicamente Americane dell’Ovest. E Nephi è bellissima. Si trova all’ombra del monte Nebo, una delle vette più alte dello Utah. Ma non sono stato in grado di vederne la bellezza quando ci abitavo, non l’ho apprezzata.

Durante una video chiamata dalla sua casa a Park City — a circa 90 minuti da lì — Flowers è loquace e rilassato, indossa un cappellino nero da baseball e una felpa. Questa è la versione “papà normale” di Flowers, totalmente opposta a quella del frontman avvolto da giacche brillantinate che vediamo sul palco.

Paragonando il nuovo album dei Killers ai loro lavori precedenti, Flowers definisce Pressure Machineun Sam’s Town dimesso”. È un album stupendo, dall’apertura con West Hills a In Another Life, una canzone che parla di sogni spezzati, e la dolente In The Car Outside.

L’album parla di personaggi locali vulnerabili e storie ambientate attorno alla crisi di oppioidi in America, ma tocca anche la religione, il senso di colpa, l’alienazione e i sogni di scappare via.

La video chiamata con il batterista Ronnie Vannucci è divertente e diversa, parliamo mentre si trova nel mezzo di un viaggio di 13 ore in macchina dallo Utah alla California.

Dato che il suo segnale wifi funziona a singhiozzo, a volte la sua voce assomiglia a quella di Darth Vader. Dice “Penso che Brandon continui a migliorare nella scrittura dei testi. Mi sono lasciato coinvolgere perché conosco la città e le sue storie, ma è bello vederlo migliorarsi sempre di più ad ogni album. Credo che sia più a suo agio nel parlare delle cose che succedono nella vita reale. Gli ultimi album si sono incentrati su questo. Mi piace la sensazione che dà.

Per la prima volta nella sua vita Flowers ha completato i testi prima che una singola nota musicale fosse messa su nastro. La tracklist è stata tenuta celata fino alla settimana prima della pubblicazione, e include spezzoni audio che catturano storie di vita reali degli abitanti di Nephi. Flowers dice: “Magari fosse stata una mia idea registrare persone reali, ma è stata del nostro produttore, Shawn Everett. È stata una decisione dell’ultimo minuto. L’album era finito, era mixato e lo stavamo masterizzando quando ha avuto questa idea. Non pensavamo che saremmo riusciti a farlo in tempo ma abbiamo mandato una persona della radio pubblica di Salt Lake a Nephi, e ha intervistato persone per una giornata intera, e poi le abbiamo aggiunte all’ultimo secondo. Adesso sono una delle mie cose preferite dell’album. Successivamente pubblicheremo anche un mini documentario che accompagna l’album. E alcune delle stesse persone che senti nell’album saranno presenti.” Vannucci aggiunge: “Abbiamo coinvolto il regista Robert Machoian, che ha diretto The Killing Of Two Lovers. Uscirà presto.

Lavorare con Phoebe Bridgers nella canzone Runaway Horses è un’idea nata dall’ammirazione reciproca. “Ero suo fan e sapevo che lei era fan dei Killers,” dice Flowers. “È stata una bella sorpresa. Aveva fatto una bellissima reinterpretazione di Read My Mind e poi una volta ha coverizzato anche Human. E poi c’è gente che fa il rodeo nella sua famiglia, quindi era la canzone perfetta per lei.

Vannucci dice: “Abbiamo bevuto uno shot di whisky e Phoebe è entrata in studio e ha finito tutto in 45 minuti. È stata velocissima.

Parlando del sound, Flowers afferma che i fan troveranno cose che non hanno mai sentito prima in un album dei Killers. “Ci sono l’armonica, il violino e la chitarra pedal steel,” dice. “Aiutano ad immergersi nell’atmosfera. Mi sento un ascoltatore della città. Volevamo che fosse autentico e siamo riusciti ad ottenerlo grazie a questi strumenti.

Il risultato è una album suggestivo che sarà salutato come un classico per la band di Las Vegas.

Un’altra bellissima canzone è The Getting By, con i cori di Taylor e Griffin Goldsmith dei Dawes. Flowers dice: “Il loro coinvolgimento è dovuto alla mia incapacità di cantare armonie! È proprio vero che fratelli e sorelle riescono a cantare perfettamente assieme. Ho mandato loro la canzone e l’hanno rimandata nella sua forma finale. È proprio bella e loro sono bravissimi.

La canzone sulla speranza è ispirata ai genitori di Flowers e quanto abbiano lavorato sodo per crescere i loro sei figli, “ci sono un paio di momenti ispirati a questo. In Pressure Machine e nel terzo verso di Quiet Town parlo della mia gratitudine per come mi hanno cresciuto in quella città. La vita che avevo lì era completamente diversa da quella che sarebbe stata se fossi rimasto a Las Vegas. Mi sentivo libero e come se vivessi negli anni ’50. Il cliché delle persone che non chiudevano a chiave la porta era vero. Adesso ci ripenso con molto più affetto.

Flowers è cresciuto mormone e aggiunge: “Quando vivevo lì, il 90 per cento degli abitanti lo era, quindi praticamente tutti. Ma mi ricordo di persone totalmente disilluse dalla religione o che non la seguivano. Crescendo ho capito meglio la situazione e adesso li guardo sotto una lente diversa, più indulgente.

Tipo eccentrico

Quiet Town, una canzone che tratta la frustrazione di vivere il sogno americano, parla della crisi di oppioidi che ha spazzato gli Stati Uniti, Nephi compresa. Dal 1999 al 2019, circa 840.000 persone sono morte per overdose di droga nel paese. Flowers dice: “Durante la pandemia ci sono state più morti di overdose che in qualsiasi altro anno, quindi la situazione è peggiorata. Ha colpito la mia famiglia, quella di Ronnie e di altri amici. Ha fatto vittime a Nephi. Rappresenta un po’ un microcosmo dell’America.

Quando abbiamo parlato assieme l’ultima volta, Flowers stava aspettando l’elezione del nuovo presidente, sperando di non rivedere Donald Trump come vincitore. Cosa ne pensa della caotica dipartita di Trump?

Ho avuto paura. Molti si stavano chiedendo cosa sarebbe successo se avesse deciso di non andarsene. Grazie al cielo se n’è andato tranquillamente, anche se c’erano ancora riconteggi in Arizona non tanto tempo fa. È stato un periodo movimentato ma la situazione si è calmata. Joe Biden ha molto più rispetto per la carica, quindi c’è meno ansia da quando ha preso il suo posto.

In Another Life tratta di sogni di fuga. L’ambizione di Flowers di diventare un cantante è nata solo quando è tornato a Las Vegas, “è stato solo dopo che me ne sono andato da Nephi e ho trovato lavoro in un club di golf a Las Vegas che ho capito che potevo far parte di una band. Lì ho incontrato questo tipo eccentrico che aveva studiato cinema e amava i Depeche Mode, i Pet Shop Boys e i New Order, come me. Abbiamo iniziato una band quando avevo circa 18 anni e quella è stata la prima volta che mi fossi mai avvicinato alla musica suonata. Incontrare Dave Keuning a 19 anni è stato il momento in cui tutto è cambiato.” Per Pressure Machine Flowers e Vannucci si sono riuniti con Keuning, che ha lasciato il tour nel 2017 per problemi famigliari, citando un esaurimento.

La gente non capisce quanto possa essere difficile,” dice Vannucci, “ma è stato onesto e affrontare i suoi problemi personali significava che non aveva tempo per la band. Ma lo abbiamo capito e non ci sono drammi. Abbiamo raggiunto un’intesa e, anche se è molto più facile lavorare con due persone al posto di quattro, gli altri due mi mancano. Ma tutti stanno seguendo la propria traiettoria e lo rispetto. E poi è stato bravissimo in questo album.

Flowers dice: “In questo momento abbiamo una porta girevole — e funziona. Magari saremo un esempio per altre band in futuro. Non è una situazione da tutto o niente. Nell’ultimo album c’era Mark Stoermer e non Dave. Mark non è in questo ma Dave sì.

La maggior parte delle storie raccontate in Pressure Machine sono simili a quelle di Bruce Springsteen, con cui hanno lavorato per Dustland, una nuova versione di A Dustland Fairytale, loro canzone del 2008. Lavorare con lui ha ispirato il nuovo album?

Vannucci dice: “Avevamo praticamente già finito l’album quando ci siamo trovati con Bruce. Ma è stato bello lavorarci assieme, intrinsecamente è proprio una bella persona.” Flowers è d’accordo, “mi innervosisco quando Bruce chiama, ma va bene così. Mi ha aperto la porta che mi ha permesso di iniziare a parlare delle persone normali. È una delle poche persone con cui mi sento ancora un fan. Elton John si sorprenderebbe di sapere che anche quando chiama lui mi innervosisco.

Dato che non hanno ancora portato in tour lo scorso album a causa della pandemia, Flowers non vede l’ora di tornare sul palco la prossima settimana, incluso uno speciale concerto a Central Park a New York con Springsteen, Paul Simon e Elvis Costello.

Grandi spazi

Dice: “è da pazzi pensare che non abbiamo ancora suonato una nota di Imploding The Mirage di fronte a persone vere. Siamo fieri di quell’album e delle critiche positive che ha ricevuto. Andare in tour è diventato una parte importante della nostra identità e non vedo l’ora di suonare canzoni come My Own Soul’s Warning e Caution. Sono fiero di quell’album e sono entusiasta al pensiero di suonarlo dal vivo. Quelle canzoni sono state create apposta per grandi spazi. Penso che abbiamo bisogno di una terza volta da headliner a Glastonbury!

Fonte // The Irish Sun

Condividi